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Giochi pericolosi

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Adam Foster / Flickr / CC

Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 29/04/14

Il 20% dei ragazzi italiani, uno su 5, rischia la dipendenza patologica dal gioco d’azzardo ma diverse regioni stanno emanando norme a riguardo

Gli ultimi dati sono contenuti nell’’indagine nazionale sul gioco d’azzardo nei minori, promossa dalla Società italiana medici pediatri (SIMPe) e dall’Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss). E confermano l’allarme sulla piaga sociale del gioco d’azzardo. Gli adolescenti sono sempre più coinvolti, nonostante la legge dell’ex-Ministro della salute del Governo Monti, Renato Balduzzi, che ha vietato il gioco ai minori di 18 anni. Così l’ansia di scommettere diventa una malattia.

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Almeno 800.000 ragazzi italiani fra i 10 e i 17 anni giocano d’azzardo. Il 20% dei giovanissimi è a rischio, in pratica uno su 5. Un problema che preoccupa ancora di più visto che la tentazione riguarda anche i più piccoli. Spesso ‘il vizio’ di puntare e scommettere incomincia prestissimo: addirittura 400.000 bimbi fra i 7 e i 9 anni hanno già scommesso la paghetta su lotterie, scommesse sportive e bingo. Un gioco che promette divertimento ma che con il tempo può creare una dipendenza, la ludopatia (repubblica.it 28 aprile). Infatti è molto facile precipitare dal divertimento al gioco compulsivo.

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L’indagine è stata presentata durante l’International pediatric congress on environment, nutrition and skin diseases a Marrakech. Dall’indagine risulta che il 75 per cento dei genitori se scoprisse che il proprio figlio gioca riterrebbe necessario intervenire. Eppure non sembrano consapevoli che quel rischio possa riguardare anche il proprio figlio. Il 90 per cento non conosce neppure il termine ludopatia e il 70 per cento non ha mai parlato del tema gioco patologico in famiglia. “Atteggiamento ambivalente e inquietante”, lo definisce Giuseppe Mele, presidente SIMPe e Paidòss. L’ex-Ministro della salute Balduzzi alla Stampa ha ricordato che lui proponeva “misure più restrittive di quelle attuali” e ha commentato che in questo modo è vero che lo Stato “non è biscazziere, ma lo diventa”. (La Stampa 28 aprile). Si aggirano i divieti, denuncia Il Giornale (28 aprile) che“su Internet si possono eludere facilmente fornendo i dati di un adulto, e sperperando i soldi della paghetta settimanale: poker online, slot machines, calcio, cavalli, tennis, Formula 1.

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In Italia alcune Regioni hanno emanato norme specifiche di contrasto del gioco e di cura per la ludopatia. E’ accaduto in Lombardia, dove la legge votata all’unanimità dal Consiglio regionale è stata fatta per contrastare un fenomeno assai diffuso, spiega il sito della Regione (regione.lombardia.it). In Lombardia al primo posto c’è Pavia dove la spesa pro-capite per il gioco è di 2100 euro, che significa l’8 per cento del Pil cittadino. La Lombardia ha stanziato un milione di euro per finanziare vaucher grazie ai quali le persone possono curarsi in strutture del terzo settore. Anche il Lazio è tra le Regioni che hanno avviato il contrasto al gioco d’azzardo compulsivo con una legge dell’anno scorso: 665.000 euro destinati a finanziare progetti in favore dei consumatori laziali tra cui la lotta alle ludopatie, la prevenzione delle truffe contro gli anziani, promozione per una corretta alimentazione, tutela dei risparmiatori. (ilvelino 14 gennaio). In Umbria il Consiglio regionale ha deciso di unificare in un unico testo le tre proposte di legge che hanno per obiettivo il contrasto alla ludopatia (Ansa 7 aprile).

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