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Quali elementi si usano nel Battesimo e cosa significano?

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DAMIAN DOPACIO

SIC - pubblicato il 02/01/15

L'acqua, l'olio dei catecumeni, il crisma, la veste bianca e la candela accesa regalano qualcosa che diventa efficace nel corso della vita

È assai necessario spiegare il senso degli elementi o materie usati nel rito del Battesimo. Il linguaggio verbale, le parole, le letture e i canti della celebrazione del Battesimo non sono facili da comprendere, richiedendo sempre maggiori spiegazioni.

Il linguaggio non verbale, dei segni, gesti simbolici ed elementi come l'acqua, l'olio o la luce, hanno bisogno di una buona spiegazione perché si capisca perché si usano e quali effetti spirituali producono in chi li riceve con fede.

Conviene potenziare questi segni per scoprire le realtà spirituali che significano e realizzano davvero. Questi segni devono essere autentici, veri e non fittizi, “adattati alla capacità di comprensione dei fedeli né abbiano bisogno, generalmente, di molte spiegazioni” (SC 34).

Nel Battesimo si usano, oltre all'acqua, l'olio dei catecumeni, il crisma, la veste bianca e la candela accesa. Sono segni chiari che simboleggiano realtà spirituali.

L'acqua è la materia principale del Battesimo. L'olio dei catecumeni ricorda l'olio che si passano, come un massaggio, gli atleti prima di competere, per essere forti, agili e allegri.

San Paolo paragona il cristiano al corridore di fondo e al gladiatore che compete per arrivare alla meta e vincere. Deve essere forte per seguire il cammino di Cristo senza scoraggiarsi, superando le tentazioni che vorranno sviarlo durante la vita (cfr. 2 Tm 4,7).

Quest'olio applicato sul petto è come uno scudo che respinge il demonio e difende la fede. Tutto ciò che viene simboleggiato è ricevuto in verità e nel corso della vita diventa efficace.

Il crisma è l'olio profumato che il vescovo consacra a Pasqua e serve per consacrare e caratterizzare il cristiano come persona sacra, appartenente alla famiglia di Dio.

Colui che battezza dice ungendo con il crisma: “Dio onnipotente, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, ti ha fatto rinascere dall'acqua e dallo Spirito Santo, e ti ha dato il perdono di tutti i peccati unendoti al suo popolo; egli stesso ti consacra con il crisma di salvezza perché inserito in Cristo, sacerdote, re e profeta, tu sia sempre membra del suo corpo per la vita eterna” (RB 17).

Si usa nel Battesimo, nella Confermazione e nell'ordinazione sacerdotale. In espressione teologica si dice che “imprime carattere”, ovvero segna, sigilla per sempre, per questo si tratta di sacramenti irripetibili. La veste bianca a volte non è altro che un piccolo panno sulla testa. Per esprimere il suo senso dovrebbe essere un vestito nuovo o una tunica bianca. Ricorda le tuniche bianche che ricevevano i battezzati a Pasqua nei primi tempi del cristianesimo.

Simboleggia la pulizia e la dignità di vita del cristiano aiutato dalla parola e dall'esempio dei suoi. “Quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna (Gal 3, 27.28).

La candela accesa che si consegna ai padrini ricorda e dà loro la capacità di far sì che Cristo, che è la luce del mondo, illumini con la fede il bambino attraverso le loro parole, il loro esempio e il loro aiuto.

L'impegno dei padrini è molto serio, perché devono fare le veci dei genitori, se è necessario, a livello materiale e spirituali perché i loro figliocci mantengano la fede.

Di monsignor Francisco Pérez González, arcivescovo di Pamplona e vescovo di Tudela (Spagna)

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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