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Il dovere del cristiano è quello di annunciare

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don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 25/01/18

Il commento al Vangelo di oggi di don Luigi Maria Epicoco

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro:
«Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.
Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». (Marco 16, 15-18)

L’ampio respiro che la pagina di Marco dà oggi, fa comprendere davvero l’estensione vera della Buona Novella del Vangelo: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato”. Non esistono confini stabiliti. Tutto il mondo è da intendere come tutto il mondo. Ed è proprio per questo che da duemila anni i cristiani, con sandali di pace, annunciano Gesù in tutte le parti del mondo. Perché il dovere di un cristiano non è quello di fare proselitismo. Non è quello di convincere. Non è quello di obbligare. Il dovere del cristiano è quello di annunciare, far conoscere, provocare, porgere, proporre. I veri missionari annunciano senza ansia la Parola di Dio, perché sanno che quella Parola è efficace non per strategie umane, ma per una forza intrinseca che agisce direttamente nel cuore dell’uomo provocandone la libertà. È la storia di tanti che hanno conosciuto così Gesù. A partire proprio da San Paolo, e da quella caduta da cavallo che segna come uno spartiacque il prima e il dopo della sua storia. Convertirsi è cambiare mentalità, cambiare prospettiva, cambiare il punto di vista. Il punto di vista privilegiato di un cristiano è quello dell’umiltà, della terra, dello stare a terra, di osservare la vita a partire proprio dalla concretezza più cruda del nostro esserci. Non di rado le persone incontrano la fede proprio lì dove la vita li ha spinti a cadere a terra, lì dove la loro storia li ha prostrati. La fede è saper riguardare tutto a partire proprio da certe cadute che da una parte è vero che ci fanno male ma è vero pure che ci rendono più umani. Meno convinti e più concreti. E accade così che l’annuncio migliore è proprio quello della testimonianza, cioè della propria vita cambiata. Non è un annuncio di parole, ma un annuncio che lo si vede con gli occhi. Tornano così in mente le parole di San Francesco: “Annunciate a tutti il vangelo e se è proprio necessario usate le parole”.

#dalvangelodioggi

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