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Finisce il Ramadan. E i cristiani fanno dei “regali” ai musulmani

Ramadan, dîner de rupture du jeûne

Le 22 juillet 2014, des chrétiens de la paroisse voisine Saint-Jean-Marie-Vianney avaient été invités pour le dîner de rupture du jeûne à la mosquée Al-Ihsan d'Argenteuil (Val-d'Oise) ©P.RAZZO/CIRIC

22 Juillet 2014 : Dîner de rupture du jeûne à la mosquée Al-Ihsan d'Argenteuil, pour lequel ont été invité des chrétiens de la paroisse voisine Saint Jean-Marie Vianney. Argenteuil (95) France. July 22th, 2014: During Ramadan, muslims of Al-Ihsan Mosque share the iftar meal with Christians. Argenteuil (95) France.

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 07/06/19

Si festeggia insieme in Bangladesh e Iraq. Lontano dall'Europa le due religioni provano ad "avvicinarsi"

«I cristiani hanno mostrato il loro grande cuore. Siamo impressionati dal loro amore, compassione e ospitalità. la cena dell’Iftar da loro preparata, per la chiusura del Ramadan, ha rafforzato l’armonia religiosa, la tolleranza, e ci ha insegnato il rispetto per le altre fedi».

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Lo dice all’Agenzia Fides (6 giugno), Amir Hossian, un fedele musulmano che ha partecipato all’evento dell’Iftar, in chiusura del mese sacro del Ramadan, organizzato dall’Associazione cristiana dei giovani di Dacca (YMCA) in Bangladesh.

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L’Iftar è il pasto consumato dai musulmani dopo il tramonto durante il Ramadan. Nel programma sono stati invitati circa 400 fedeli musulmani tra i più poveri: operatori ecologici, pulitori delle fogne, conduttori di risciò, operai a giornata.

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International Interreligious Federation 001 – it
AP Photo/Lefteris Pitarakis
(AP Photo/Lefteris Pitarakis)

I più poveri

Moniruddin, 68 anni, operaio per la pulizia delle fogne, tra i lavoratori maggiormente disprezzati a Dacca, ha detto a Fides che non avrebbe mai immaginato «che un cristiano potesse invitarlo per la festa di Iftar. I cristiani si sono ricordati di noi che siamo i derelitti nella società, hanno pensato a noi, questo significa che ci rispettano».

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Secondo Aldrick Biswas, leader e giornalista cattolico, «è stata un’ottima iniziativa, quella del gruppo YMCA di Dacca, in favore dei musulmani più poveri. I musulmani hanno capito che i cristiani li amano. Questo aiuta a rafforzare l’armonia religiosa».

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Rose bianche e dolci

Anche a Mosul, in Iraq giovani cristiani, yazidi e Shabak, hanno offerto rose bianche e dolci ai loro concittadini musulmani in occasione della festa islamica che conclude il mese sacro del Ramadan.

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E’ accaduto la mattina di martedì 4 giugno, riferisce sempre Fides (6 giugno),su iniziativa della associazione italiana “Un Ponte per…”. Riferiscono nei loro organi di comunicazione i responsabili dell’associazione: «Abbiamo celebrato questa giornata speciale per la comunità musulmana insieme alle ragazze e ai ragazzi dei nostri Team per la Prevenzione dei Conflitti. Giovani appartenenti alle comunità cristiana, yazida, e Shabak sono arrivati a Mosul da tutta la Piana di Ninive, per omaggiare le loro sorelle e fratelli musulmani con fiori e dolci dopo la preghiera del mattino».

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Davanti alla moschea

La distribuzione è avvenuta in particolare davanti alla moschea di Rashan, nel distretto di al Muthanna, uno dei più devastati durante le operazioni militari messe in atto per sottrarre la città all’occupazione jihadista.

L’iniziativa rientra nei programmi messi in atto da “Un Ponte per” con l’intento di favorire la riconciliazione tra le diverse componenti della società irachena, lacerata dai conflitti settari. “Il futuro” sottolineano i responsabili dell’associazione «è immaginare che ogni persona possa seguire il proprio credo religioso e manifestarlo liberamente, nel rispetto e nell’amicizia, condividendo tradizioni e momenti felici».

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