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Sapete che ci sono dei cartoni animati legati all’occulto?

Pokemon Go Poll

Sadie Hernandez - CC

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 20/08/19

Attenzione alle produzioni realizzate in Giappone. Un caso su tutti? I Pokemon

Attirare i più piccoli verso l’esoterismo, l’occultismo, attraverso i cartoni animati. E’ la tesi del libro “La moda dell’occulto” (Tau editrice), di Don Marcello Stanzione.

Un’ “abile” mossa dei propugnatori dell’esoterismo, spiega Stanzione, è stata la scelta di proporre un messaggio esoterico sin dai primi anni di vita dei ragazzi utilizzando i cartoni animati. Infatti, una volta creata una mentalità esoterica fin dai primi anni dell’infanzia, si fonda l’esigenza di conoscere sempre di più questo mondo, e in più si rende molto difficile ogni lavoro teso a scardinare queste convinzioni.

In questo campo hanno particolare rilievo i cartoni animati nipponici. Questi cartoni, fin dalle loro prime apparizioni in Tv, sono stati al centro di grandi polemiche. Sono stati accusati di essere violenti, sanguinari e ripetitivi e artisticamente poveri.

“In Giappone sono un’altra cosa”

A tale proposito, Stanzione riporta il pensiero dell’esperto di animazione Luca Raffaelli:

«I cartoni sono un’altra cosa in Giappone. Tanto per cominciare, non sono considerati affatto prodotti per bambini. Piuttosto, la vastità del successo ha fatto si che nascessero produzioni differenziate per età e per gusti. Per bambine piccole, per le grandicelle che vogliono storie d’amore oppure sportive, per maschietti di varia età con tutte le loro differenze di gusto, e poi per gli adulti, il che non vuol dire esclusivamente cartoni pornografici. Laddove c’è una richiesta, l’offerta non manca di certo».




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Monotonia dei movimenti

Il problema nel nostro Paese, aggiunge l’autore del libro “La moda dell’occulto”, si verifica quando i responsabili delle emittenti televisive comprano cartoni animati per adulti o per adolescenti e li propongono come prodotti per i più piccoli. Tagliano qualche scena un po’ forte e aggiungono delle sigle dolci, credendo di aver risolto il problema.

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© TIZIANA FABI / AFP
AFP PHOTO / TIZIANA FABI

Tra le caratteristiche più evidenti di questi prodotti c’è la monotonia dei movimenti e delle espressioni. I protagonisti delle storie vivono ogni momento della loro vita in maniera drammatica e intensa. Alla radice di questi comportamenti troviamo la religiosità scintoista, con i suoi ideali di fedeltà ai propri doveri, di autocontrollo, di disprezzo della morte e di amore per la nazione.

Il caso dei Pokemon

L’esempio più evidente di questa mentalità sono i Pokèmon. La parola viene fuori dalla fusione di due termini inglesi, «Pocket», che significa tasca, e da «Monster», che significa mostro. Quindi i Pokèmon sono dei piccoli mostri tascabili. In questo clima di cultura e religione orientale si innesta anche il messaggio esoterico. Nel cartone si usano molto spesso dei termini usati dall’ambiente esoterico.




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Nomi diabolici

Ogni mostro possiede la propria tecnica di combattimento: Pikachu sfinisce i suoi avversari tramite elettroshock fulminei, Kadabra emana onde di energia mentale alfa che provocano violenti dolori di testa al nemico, Drowzee divora i sogni del suo avversario, Tentacolo ferisce col suo acido pungente e Psyduck combatte con i poteri della psicocinesi.

Alcuni dei Pokemon hanno nomi di demoni come ad esempio Bellsprout, Trctrebell, Weepinbell; possiedono tutti la parola bell, contrazione di Baal o Beel, antica divinità canaanea (Beelzebul).

Tra le 151 carte dei Pokemon che i bambini comprano in edicola e si scambiano tra di loro, alcune hanno nomi di parole rovesciate come Ekans e Arbok che stanno per Snake (serpente) e Kobra. Ora, tutti sanno che il linguaggio rovesciato è tipico delle pratiche magiche.

Digimon

Un esempio chiaro di quanto appena detto, osserva Stanzione, si trova anche in un altro cartone animato molto simile ai Pokèmon, i Digimon. In uno degli episodi i sette protagonisti del cartone si trovano a dover risolvere un enigma raffigurato sull’altare di pietra di un castello. Su questo altare, oltre ad alcuni segni astrologici, è ben visibile un simbolo massonico: la squadra con il compasso.

I ragazzi per risolvere l’enigma devono sovrapporre ai vari simboli alcune carte raffiguranti i Digimon.

Di fronte all’incapacità di capire quali sono le carte giuste, due dei protagonisti propongono, come soluzione, l’utilizzo del computer e di Internet per chiedere consiglio a qualcuno che se ne intende di occulto. In questo episodio oltre ad aver proposto dei chiari messaggi esoterici, si offre ai ragazzi una strada facile per avvicinarsi al mondo dell’occulto, che è quella di internet, “abitato” ormai da migliaia di siti dedicati all’esoterismo.


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