Aleteia logoAleteia logoAleteia
sabato 02 Marzo |
Aleteia logo
News
separateurCreated with Sketch.

Ucciso un seminarista. Ma Boko Haram non si ferma: assalti contro cristiani in Nigeria e Camerun

seminaristi-prima-di-essere-rapiti.jpg

Twitter

Nel video diffuso da Aiuto alla Chiesa che Soffre, il gruppo di seminaristi, tra cui Micheal, prima di essere rapiti dagli estremisti di Boko Haram

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 08/02/20

Terroristi scatenati nel silenzio (o quasi) della politica internazionale. Tutti i seminari della Nigeria hanno mura di protezione, però non sono sufficienti a fermare gli attacchi. In Camerun rapimenti e omicidi sono all'ordine del giorno

«Con immenso dolore dobbiamo informarvi che l’ultimo seminarista nelle mani dei rapitori, Michael, è stato assassinato». Con un tweetAiuto alla Chiesa che Soffre-Italia ha annunciato l’uccisione in Nigeria del giovane seminarista rapito con altri tre l’8 gennaio nel seminario maggiore Buon Pastore di Kakau, nei pressi di Kaduna, capitale dell’omonimo Stato, nel centro della Nigeria.

Ad effettuare il riconoscimento del corpo, riferisce Acs, è stato il rettore del seminario di Kaduna. Gli altri tre seminaristi – prosegue – erano stati rilasciati nei giorni scorsi e stanno ricevendo assistenza e cure mediche.

WEB BOKO HARAM TERROR GROUP NIGERIA You Tube-2
YOU TUBE

“Muri di protezione non sufficienti”

Monsignor Augustine Akubeze, arcivescovo di Benin City e presidente della Conferenza episcopale della Nigeria, soltanto venerdì 31 gennaio aveva lanciato proprio ad Acs l’allarme per la forte insicurezza «in tutto il Paese», in una situazione di gravità senza precedenti. Tutti i seminari della Nigeria, aveva spiegato, hanno mura di protezione, «però non sono sufficienti a fermare gli attacchi di Boko Haram», gli estremisti islamici la cui violenza dal 2009 ha causato, secondo recenti dati Onu, oltre 35 mila vittime (Avvenire, 5 febbraio).




Leggi anche:
Boko Haram, per il vescovo di Madiguri forse l’inizio della fine

Dopo la Nigeria, terrore in Camerun

In Africa sempre più cristiani sono spaventati dalla violenza del gruppo jihadista Boko Haram. La denuncia viene da don Daniele Denguez, cancelliere alla diocesi di Maroua-Mokolo, nel nord de Camerun – dove la cellula terroristica è nata – che, intervistato da Vatican News (5 febbraio), ha descritto la paura e la difficoltà per molti cristiani che, negli ultimi tempi, sono stati colpiti da Boko Haram nelle loro abitazioni.

BOKO HARAM
Capture video

Rapimenti e esecuzioni di contadini

Nei giorni scorsi anche il monsignor Bruno Ateba, vescovo di Maroua-Mokolo aveva descritto ad Aiuto alla Chiesa che Soffre l’impotenza delle popolazioni locali di fronte all’apparente invincibilità del gruppo terrorista che ormai da qualche anno ha varcato i confini della Nigeria e terrorizza Paesi vicini quali lo stesso Camerun, il Niger e il Ciad.

«Non passa giorno in cui non vi sia notizia di nuovi attacchi e incursioni dei terroristi dalla frontiera tra Camerun e Nigeria – dice monsignor Bruno Ateba nel comunicato diffuso da Acs – I rapimenti e le esecuzioni dei contadini hanno portato ad un vero e proprio regno del terrore».




Leggi anche:
Nigeria: Boko Haram e i fulani radicali hanno ucciso più di mille cristiani in 11 mesi

Tags:
boko haramcristiani perseguitatipersecuzione cristiani
Top 10
See More