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In che senso il Corpo di Cristo è presente a Messa?

COMMUNION

Marko Vombergar | Aleteia

Cinto Busquet - pubblicato il 03/06/21

Cristo Risorto si rende realmente presente per noi ogni volta che celebriamo l'Eucaristia

Nelle parrocchie è tempo di Prime Comunioni. I parenti dei bambini, che con la catechesi si sono preparati più o meno adeguatamente a ricevere l’Eucaristia, riempiono le nostre chiese.

Tanti di loro non partecipano a una Messa da tempo, e per alcuni è addirittura la prima volta.

Fanno facilmente rumore se non viene richiamata la loro attenzione, e dipendono più da foto e vestiti che da quello che si dice o si fa.

Nell’incapacità generalizzata di cogliere la profondità dei segni, ripetiamo ancora una volta quello che Gesù ha fatto nell’Ultima Cena, quando, dividendo il pane e condividendo il calice del vino, ha voluto far capire ai Suoi discepoli che era venuto al mondo non per imporsi o condannare, ma per donare Se stesso perché tutti avessimo vita in abbondanza.

Corpo e Sangue

Noi cristiani, nonostante le varie spiegazioni che possiamo offrire in base alla teologia sacramentale delle nostre rispettive Chiese, consideriamo il pane e il vino consacrati durante la liturgia eucaristica “il Corpo e il Sangue di Cristo”.

La tradizione cattolica, fin dal Basso Medioevo, ha sottolineato insistentemente la presenza reale di Cristo nelle specie eucaristiche.

Di fronte allo scarso raccoglimento interiore e alla fretta che spesso accompagnano il momento della Comunione da parte dei cattolici praticanti, un osservatore esterno potrebbe giungere alla conclusione che non riusciamo a credere del tutto che Cristo Risorto si renda realmente presente per noi ogni volta che celebriamo l’Eucaristia.

La festa del Corpus Domini ci invita a contemplare e ad assumere più consapevolmente la realtà del sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo.

Un dono materiale

Gesù non ci dà e non ci lascia fondamentalmente una dottrina. Dona Se stesso, totalmente. Si dona nel corpo. Ci dà il Suo Corpo.

Non sono buone intenzioni. È un dono di tutto Se stesso nella materialità del Suo Corpo, perché il nostro corpo possa accogliere lo Spirito di cui tutto il Suo Corpo è pieno.

E anche noi diventiamo, insieme come comunità unita nel Suo nome e anche individualmente, manifestazione reale della presenza di Dio nel mondo, Corpo di Cristo che continua a donarsi oggi all’umanità.

Credere nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia e condividere il pane che Egli continua a consacrare per noi comporta tra le altre cose il fatto di impegnarci per la trasformazione della realtà, non solo proponendo progetti o lottando per cause nobili, ma soprattutto lasciandoci trasformare interiormente da Colui che ci fa visita, di modo che noi stessi, trasformati in portatori nel nostro corpo del Suo Spirito rinnovatore, possiamo essere davvero agenti di trasformazione positiva del mondo dall’interno.

L’Eucaristia, nucleo della fede cristiana

L’Eucaristia non si può ridurre a una devozione cattolica tra le altre. Nella consacrazione e nella comunione delle specie eucaristiche si concentra, in modo simbolico ma allo stesso tempo reale, il nucleo della fede cristiana: Dio nella persona di Gesù è entrato pienamente nella storia umana per rimanere e mostrarsi come Amore che si dona e si accoglie:

Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri” (Giovanni 13, 35).

Solo se ci amiamo davvero gli uni gli altri siamo credibili come cristiani, perché Gesù è il Figlio amato dal Padre, e come il Padre ha inviato Lui, Egli invia noi (cfr. Giovanni 20, 21).

Mediante l’Eucaristia ci unisce a Lui e tra noi, ci introduce nel cuore del Padre, ci comunica lo Spirito Santo e ci invia a manifestare e potenziare ovunque questa dinamica trinitaria d’amore che rinnova ogni cosa.

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