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Anche i bambini non nati hanno il diritto di essere seppelliti

Miriam Esteban Benito - pubblicato il 06/07/21

Un gesto di umanità raccolto dalle legislazioni di molti Paesi

Ad alcuni forse costa provare empatia nei confronti di un bambino o di una bambina che è ancora nel grembo materno, ma è molto più facile provarla con la mamma se all’improvviso la gravidanza non prosegue.

Chi non conosce almeno una donna che ha dovuto affrontare questa sofferenza una volta o anche più di una?

Il diritto alla sepoltura degna è raccolto nella legislazione di molti Paesi. C’è però una categoria di persone a cui viene spesso negato: i bambini non nati, ovvero quelli che subiscono un aborto spontaneo o provocato.

Questi piccoli purtroppo non possono scendere in strada con striscioni e megafoni per rivendicare i loro diritti.

Quando questo diritto si incrocia però con il desiderio dei genitori di avere un luogo in cui far riposare i resti mortali del proprio figlio, il bambino ha allora una possibilità che il suo corpo non venga eliminato come rifiuto ospedaliero.

Molte legislazioni permettono la sepoltura dei bambini non nati, anche se non tutti i governanti promuovono questo atto di pietà.

Portare un fiore, piangere e pregare sulla tomba è fonte di grande consolazione per i genitori che hanno perso un figlio.

Non va poi dimenticato che anche il corpo di un bambino non nato è destinato alla resurrezione.

Uno dei tratti che ci rende speciali tra gli esseri viventi è la reazione davanti alla morte.

Cos’è la morte? È la fine della vita terrena. E dove inizia la vita terrena? Secondo la scienza, inizia con la fecondazione. Per questo, dopo la fecondazione c’è vita. E vita umana.

Fin dal primo momento esiste un individuo con il proprio DNA che si sviluppa in un processo di complessità crescente e senza soluzione di continuità.

Queste prove scientifiche dovrebbero essere una forte argomentazione per poter affermare che quegli individui sono persone fin dal primo momento della loro esistenza, e che quindi c’è un diritto per i non nati.

In molte legislazioni, però, i bambini e le bambine ancora nel ventre materno non hanno gli stessi diritti a livello giuridico di quelli che sono già nati.

Diritto all’intimità familiare

In Spagna, una sentenza del 2016 del Tribunale Costituzionale ha stabilito che il diritto di sepoltura di tutti i feti è contenuto nel “diritto all’intimità familiare”.

Torrent (Valencia) è stata la prima località a installare una struttura collettiva nel 2019, e Boadilla del Monte la prima a realizzare loculi individuali nel 2020.

Anche in Italia, Polonia e nel Regno Unito la sepoltura dei bambini non nati è diffusa.

I riti per accompagnare i nostri defunti più piccoli non nati sono diffusi in tutte le culture e le religioni.

Attualmente, si celebrano funerali per non nati sia negli Stati Uniti (Illinois, Kentucky, Missouri, Ohio, Pennsylvania, Wisconsin, Indiana…) che in Asia, ad esempio in Giappone e in Vietnam. 

Atti pieni di umanità

Entrare in uno di questi cimiteri, partecipare a un funerale, accompagnare i bambini con la preghiera e a volte anche i genitori sono atti pieni di immensa umanità.

Seppellire un defunto è un gesto di compassione che non bisognerebbe negare a nessuno, e diventa anche un sostegno importante per aiutare i genitori a superare il lutto perinatale, ovvero il dolore provocato da un aborto.

Esortiamo i nostri governanti locali a mettere a disposizione un luogo in cui i bambini e le bambine non nati possano veder riconosciuto il loro diritto a una sepoltura degna e in cui i loro genitori, familiari e amici possano visitare i loro resti mortali.

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