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Gesù indossava i “tefillin” come fanno oggi alcuni Ebrei osservanti?

Tefillin

David Cohen 156 | Shutterstock

Zelda Caldwell - pubblicato il 23/07/21

Gli archeologi hanno trovato prove del fatto che la pratica di pregare indossando i “tefillin”, o filatteri, risale al I secolo d.C.

Se non l’avete ancora fatto, vorrete vedere Schtisel, la serie televisiva israeliana ora su Netflix che segue la vita di una famiglia ebraica ultraortodossa fittizia che vive a Gerusalemme.

Lodata dai media secolari per il fatto di “umanizzare” una comunità spesso descritta come chiusa e retrograda, la serie mostra una famiglia estesa che si sforza di vivere seguendo i dettami della sua fede, non sempre riuscendoci del tutto.

Nella serie, i “tefillin”, o filatteri, servono come utile espediente narrativo per indicare un segno esteriore di fede. Queste scatolette di pelle nere contenenti le letture della Torah scritte su piccoli rotoli di pergamena vengono legate alle braccia e alla fronte degli uomini ebrei ortodossi durante la preghiera quotidiana.

Dimenticare di pregare con i tefillin, come fa il giovane Akiva Schtisel mentre la sua vita sta prendendo una svolta non ortodossa, non va affatto bene. Significa dimenticare le istruzioni della Torah di ricordare che Dio è intervenuto per aiutare gli Israeliti a fuggire dall’Egitto.

Tefillin

I tefillin nell’Antico Testamento

Perché gli Ebrei osservandi indossano i tefillin? I versetti biblici che vengono in genere citati come base per il dovere di indossarli sono questi:

  • Ciò sarà per te come un segno sulla tua mano, come un ricordo fra i tuoi occhi, affinché la legge del Signore sia nella tua bocca; poiché il Signore ti ha fatto uscire dall’Egitto con mano potente – Esodo 13, 9
  • Ciò sarà come un segno sulla tua mano e come un ricordo fra i tuoi occhi, poiché il Signore ci ha fatti uscire dall’Egitto con mano potente – Esodo 13, 16
  • Te li legherai alla mano come un segno, te li metterai sulla fronte in mezzo agli occhi – Deuteronomio 6, 8
  • Vi metterete dunque nel cuore e nell’anima queste mie parole; ve le legherete alla mano come un segno e ve le metterete sulla fronte in mezzo agli occhi – Deuteronomio 11, 18

Prove archeologiche sui tefillin

Negli ultimi anni, gli archeologi hanno dissotterrato prove che indicano che il popolo ebraico usava i tefillin nel I secolo d.C..

Nel 2013, il dottor Yonatan Adler ha scoperto che nove piccoli frammenti di rotolo si trovavano tra i Rotoli del Mar Morto rinvenuti nelle grotte di Qumran, nel deserto della Giudea, nel 1946.

I rotoli precedentemente non esaminati erano tefillin secondo Adler, docente presso la Ariel University e ricercatore sui tefillin di Qumran presso l’Università Ebraica. Dopo aver trovato un esemplare di filatteri, Adles lo ha esaminato con l’imaging a risonanza magnetica (MRI), e ha scoperto che conteneva dei rotoli. Si è poi imbattuto in varie altre serie di filatteri che contenevano dei rotoli, secondo un articolo pubblicato suIsrael365News.com.

I piccoli rotoli erano passati inosservati in laboratorio per decenni. Perché questa scoperta non è stata riportata?

“O non si sono resi conto che anche questi erano rotoli, o non sapevano come aprirli”, ha affermato Pnina Shor, alla guida del Dipartimento per il Trattamento e la Conservazione degli Artefatti dell’Autorità Israeliana per le Antichità.

Gesù indossava i tefillin?  

Le prove archeologiche scoperte a Qumran stabiliscono che all’epoca di Gesù si indossavano i tefillin. Alcuni studiosi suggeriscono anche che Gesù potesse essere un membro della comunità che abitava quelle grotte.

Le grotte di Qumran, in cui sono stati scoperti i Rotoli del Mar Morto (e i tefillin), erano abitate dalla setta ebraica degli Esseni. Questa comunità ascetica era sia precedente che contemporanea a Giovanni Battista e a Gesù. Se alcuni teorizzano che Gesù e Giovanni fossero loro stessi esseni, altri ritengono che non ci siano prove decisive a sostegno di questa ipotesi.

Forse più significativo è un passo biblico in cui Gesù si oppone all’ostentazione dei tefillin da parte dei farisei (Matteo, capitolo 23):

“Allora Gesù parlò alla folla e ai suoi discepoli, dicendo: «Gli scribi e i farisei siedono sulla cattedra di Mosè. Fate dunque e osservate tutte le cose che vi diranno, ma non fate secondo le loro opere; perché dicono e non fanno. Infatti, legano dei fardelli pesanti e li mettono sulle spalle della gente; ma loro non li vogliono muovere neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere osservati dagli uomini; infatti allargano le loro filatterie e allungano le frange dei mantelli”.

Alcuni suggeriscono che questo avvertimento contro i lunghi filatteri implichi che Gesù non li indossava, ma il passo potrebbe anche suggerire l’opposto.

Anche se Gesù si scaglia contro i farisei per il fatto di allungare le loro frange, ci sono prove bibliche del fatto che anch’Egli le indossava, come qualsiasi Ebreo devoto.

La Torah contiene l’istruzione “Metterai delle frange ai quattro angoli del mantello con cui ti copri” (Deuteronomio 22, 12). Nei Vangeli ci sono anche quattro passi in cui si vede Gesù indossare frange sui Suoi abiti (Matteo 9, 20; 14, 36; Marco 6, 56; Luca 8, 44).

È quindi possibile, se non probabile, che Gesù stesse criticando le manifestazioni di ostentazione della fede, come indossare grandi tefillin e lunghe frange. Questa critica potrebbe implicare che a Suo avviso tefillin e frange di modeste dimensioni erano segni esteriori di fede legittimi e appropriati.

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