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15 curiosità su San Gennaro e la liquefazione del suo sangue

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Maria Paola Daud - pubblicato il 20/09/21

Venne gettato in una fornace ardente, e quando questa venne riaperta non solo Gennaro ne uscì indenne, ma neanche i suoi abiti si erano bruciati

Il 19 settembre di ogni anno, moltissimi fedeli si riuniscono a Napoli per assistere con ansia e fede al famoso miracolo della liquefazione del sangue del loro santo patrono, San Gennaro.

Si tratta di un martire delle persecuzioni di Diocleziano nel III secolo. Sulla sua vita abbondano i racconti, alcuni storici, evidenziati da fonti antiche affidabili, altri leggende e tradizioni sorte dalla religiosità popolare.

Ecco alcune curiosità al riguardo:

1. Gennaro non era in realtà il suo nome, ma il cognome. Apparteneva infatti alla famiglia romana dei Gennari, e sua madre, Teonaria Amato, era di origine napoletana. La famiglia si trasferì in Campania, e lì lei diede alla luce un figlio a cui diede il nome di Publius Faustus Januarius.

2. Si sa che nacque in Campania, ma non si sa con certezza se a Benevento o a Napoli, e ancora oggi entrambe le città si disputano l’onore di essere il luogo della sua nascita.

3. Prima di morire decapitato a Pozzuoli, San Gennaro subì tremende torture, che però non ebbero alcun effetto su di lui. Venne gettato in una fornace ardente, e quando questa venne riaperta non solo Gennaro ne uscì indenne, ma neanche i suoi abiti si erano bruciati. Non accadde lo stesso ai pagani che avevano assistito alla sua esecuzione, visto che le fiamme uscirono bruscamente bruciando molti di loro.

Liquefazione del sangue

4. Secondo la tradizione, il miracolo della liquefazione si verificò per la prima volta ai tempi dell’imperatore Costantino, quando il vescovo (alcuni dicono che fosse Severo, altri Cosimo) trasferì i resti del santo dal cimitero dell’agro Marciano a Napoli. Lungo il percorso incontrò un’infermiera di nome Eusebia con le ampolle contenenti il sangue del santo, e quando le avvicinò alla testa del santo notò che il sangue si era diluito.

5. Storicamente, la prima liquefazione documentata si verificò nel 1389 per la festa dell’Assunzione. Quel giorno vennero esibite pubblicamente le ampolle con il sangue di San Gennaro, e molti testimoniarono come il liquido si fosse diluito “come se fosse stato effuso quello stesso giorno dal corpo del santo”.

Miracolo?

6 La Chiesa non riconosce ufficialmente come miracolo la liquefazione, ma la ritiene scientificamente inspiegabile e approva la venerazione popolare.

7. Alcuni esperimenti hanno cercato di dimostrare che il sangue è soggetto al fenomeno della tixotropia, per il quale alcuni fluidi passano allo stato liquido semplicemente con l’agitazione o la vibrazione, e tornano a coagulare quando cessa l’azione meccanica.

8. Il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro a Napoli si verifica contemporaneamente sulla lastra di marmo sulla quale venne decapitato a Pozzuoli, dove si può vedere la macchia di sangue sul marmo diventare di un rosso più intenso.

9. Il miracolo non si verifica solo il 19 settembre per la festa del santo, ma anche per la “festa dellla primavera”, il sabato che precede la prima domenica di maggio, e il 16 dicembre, celebrazione del patronato della città, in ricordo dell’eruzione del Vesuvio del 1631, che si interruppe per le invocazioni dei fedeli al santo.

10. Sono tre le volte in cui il sangue non si è liquefatto: nel 1943, anno dell’occupazione nazista, nel 1973, quando è scoppiata una grande epidemia di colera, e nel 1980, anno in cui si è verificato il terribile terremoto dell’Irpinia. Per questo il popolo napoletano aspetta con ansia la liquefazione del sangue del santo, considerano l’anno nefasto se non si verifica.

11. Il sangue di San Gennaro si è liquefatto anche il 21 marzo 2015, davanti agli occhi di Papa Francesco, primo Pontefice ad assistere al miracolo. Non si è liquefatto in occasione della visita di San Giovanni Paolo II né durante quella di Benedetto XVI, nell’ottobre 2007. Si dice che il miracolo sia avvenuto anche in occasione di una visita privata di Papa Pio IX nel 1848, ma finora non ci sono documenti che registrino quell’evento.

Patrono di Napoli

12. San Gennaro non è l’unico patrono di Napoli, condividendo l’onore con ben 52 co-patroni. Napoli è la città con più patroni al mondo.

13. Accanto alla cattedrale di Santa Maria Assunta, in cui sono custodite le reliquie del santo, si trova un museo con il Tesoro di San Gennaro, un vero tesoro con più di 22.000 gioielli preziosi, tra ex voto e doni di imperatori, re e Papi. Il suo valore è inestimabile, e si ritiene che si ammonti a più di 300 milioni di euro. Tra i gioielli di maggior valore c’è una mitra con 3.328 diamanti, 198 smeraldi e 168 rubini.

14. Le catacombe di San Gennaro sono considerate tra le più belle e ricche, soprattutto a livello architettonico, tra le catacombe cristiane. Conservano importanti affreschi, per via del fatto che i resti mortali erano di persone abbienti o di membri di classi sociali elevate.

15. La liquefazione non si verifica solo con il sangue di San Gennaro, ma è accaduta anche con il sangue delle stigmate di San Francesco, il 2 ottobre 2013, e con il sangue di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e di Santa Patrizia.

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