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Spiritualità
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Gli uomini di Neanderthal possono andare in cielo?

homme préhistorique

© Caroline

Jeanne Larghero - pubblicato il 03/11/21

La filosofa cristiana Jeanne Larghero risponde a una domanda che molti si pongono: tutti i defunti che hanno fatto del bene in vita senza aver conosciuto Gesù sono con Dio?


Ognissanti e la commemorazione dei fedeli defunti, le feste che ci invitano a guardare al cielo, a festeggiare con tutti coloro che sono già entrati nella gioia di Dio. È una folla che nessuno può contare. Diamo un nome e un volto a molti di loro – a tutti coloro dei quali la Chiesa ha riconosciuto la santità, che sono stati “canonizzati”.

Sono molto più numerosi, tuttavia, quelli che fin dalla comparsa dell’umanità sulla Terra si sono uniti alla moltitudine immensa di beati che contemplano Dio. Chi sono?

Sono quelli che, fin dai primi apostoli, seguendo chi ha conosciuto Cristo, hanno creduto alla resurrezione di Gesù, alla Sua ascensione che ci apre alla vita eterna, e Lo hanno seguito e amato.

E tutti coloro che sono morti molto prima della nascita di Cristo?

Che ne è stato di Pericle, di Platone, di Omero, di Ramesse, di Tutankhamon, o anche degli uomini di Cro-Magnon e di Neanderthal? Gli uomini e le donne preistorici si sono salvati?Gesù è andato a cercarli

Gesù desidera solo una cosa: che ci salviamo tutti, ovvero che abbracciamo la vita eterna, che viviamo con Lui e in Lui, da oggi e per sempre.

Questa vita eterna la offre a tutti coloro che Lo incontrano e che seguono il Suo cammino, che Egli propone a tutti.

Per quanto riguarda coloro che sono nati molto prima che Gesù mettesse piede in Palestina, molto prima della sua esistenza terrena, la Scrittura ci dice che Gesù è andato a cercarli Lui stesso, nell’intervallo di tempo che ha separato la Sua morte dalla Sua resurrezione.

Gesù è andato di persona incontro alle anime di tutti coloro che hanno vissuto e sono morti migliaia di anni prima della nostra era, incontro a uomini e donne di tutti i tempi e di ogni luogo; è questo che significa la frase del Credo:

“Patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto, il terzo giorno risuscitò dai morti”.

Gesù è andato a unirsi al destino dei morti, è sceso nelle profondità della morte perché tutti i defunti ascoltassero la Sua voce e tutti quelli che l’avevano ascoltata vivessero.

Lo cercavano senza conoscerlo

E allora, chi è entrato con Gesù in questa vita eterna? Tutti coloro che durante la loro vita Lo hanno cercato misteriosamente senza conoscerlo: avrebbero riconosciuto la Sua voce.

E avranno detto: “Allora eri Tu? Anche io, un piccolo tipo preistorico, quando amavo, quando servivo, quando curavo, era Te che amavo, servivo e curavo? Portami con Te nella Tua vita eterna!”

È proprio qui che si vede realizzata la promessa di Gesù:

“Allora il re dirà a quelli della sua destra: “Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che v’è stato preparato fin dalla fondazione del mondo. Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? O nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a trovarti?” E il re risponderà loro: “In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me”” (Mt 25, 34-40).

E allora rallegriamoci con chi ci ha preceduti, uniamo i nostri cantici a chi celebra il Re dei Cieli!

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