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Ecuador: ritrovati feti per strada, l’ultimo vicino a una chiesa

FETUS

Shutterstock | Steve Allen

Pablo Cesio - pubblicato il 15/12/21

In sei settimane si sono verificati quattro episodi simili, un fatto che provoca angoscia ed esige risposte sul valore della vita

C’è un’immagine più terribile? Quello che sta accadendo a Guayaquil, in Ecuador, a feti o neonati ha iniziato a fare scalpore per via del ripetersi degli episodi nelle ultime settimane.

Secondo quanto ha reso noto El Universo, il caso più recente è quello in un cui un netturbino ha trovato un feto nella spazzatura a due isolati dalla chiesa Cristo del Consuelo. Il ritrovamento ha suscitato ovviamente allarme e stupore tra gli abitanti e i frequentatori della zona.

È stata chiamata subito la Polizia, e il corpicino è stato trasferito al Laboratorio di Criminologia e Scienze Forensi.

“Sembra che si sia trattato di un aborto spontaneo; il bambino era formato ma piccolo”, ha affermato una delle persone vicine al luogo del ritrovamento, ricorda El Universo.

Un’altra persona ha aggiunto: “Una mamma non dovrebbe buttare il figlio nella spazzatura. È una crudeltà!”

Vari casi in poche settimane

Quanto è accaduto in quella zona di Guayaquil è davvero terribile, e suscita reazioni di vario tipo e numerosi interrogativi.

Secondo El Universo, in sei settimane sono stati registrati quattro casi di questo tipo. Il 6 dicembre, un feto è stato ritrovato in un sobbborgo, cosa che era accaduta anche il 24 novembre e il 28 ottobre. In quest’ultimo caso, si tratta di un neonato abbandonato dalla giovane madre che non aveva detto a nessuno della sua gravidanza.

Anche se i motivi variano, la questione principale è sempre il valore della vita.

“La voce dei non nati”

Mentre accade tutto questo, risuona con forza “la voce dei non nati” in Ecuador, come anche in altri Paesi dell’America Latina.

“L’idea è ottima, risvegliare le coscienze in funzione della difesa della vita. Credo che serva molto. In questa campagna ’40 giorni per la vita’ ho potuto constatare da vicino la mancanza di formazione e di conoscenza circa la difesa della vita”, aveva segnalato ad Aleteia Karina Álvarez, legata al movimento 40 Giorni per la Vita e alla campagna Luz de Esperanza.

La Álvarez aveva rilasciato queste dichiarazioni anche dopo aver saputo della benedizione da parte di Papa Francesco di una delle campagne che porta il nome La voz de los no nacidos (La voce dei non nati), che si spera arrivi prossimamente in Ecuador.

In un Paese consacrato al Cuore di Gesù e di Maria e con un’alta percentuale di popolazione cattolica (il che dovrebbe farlo essere un Paese pro-vita), quando si verificano fatti come questi il dolore è grande, cosa che conferma che la difesa della vita, che include anche il dibattito legato all’avanzamento della legalizzazione dell’aborto, merita più attenzione.

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