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La denuncia di un vescovo: i religiosi no vax non sono pochi e sono collegati tra loro

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Pascal Deloche I Godong

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 18/01/22

Lo ha detto il vescovo di Teano Calvi ad Avvenire: vogliono colpire il Papa. Il presule aveva già vietato ai religiosi no vax di dare la comunione

E’ il primo vescovo a denunciare una questione grave: nella Chiesa italiana ci sono molti più preti e religiosi no vax di quello che si pensa. E sono collegati tra loro. L’obiettivo di queste posizioni oltranziste? Creare problemi a Papa Francesco, che ha espresso da sempre il suo sostegno alla campagna di vaccinazione anti covid. 

Lo ha detto in una intervista ad Avvenire (19 gennaio) Monsignor Giacomo Cirulli, vescovo di Teano-Calvi e Alife-Caiazzo. Il presule è salito agli onori delle cronache perchè ha proibito a sacerdoti, religiosi, diaconi e laici non vaccinati della sua diocesi, di distribuire l’Eucaristia. Una decisione che ha scatenato la rabbia social con minacce e insulti.

Le parole del Papa

Mons. Cirulli, quando ha emesso il decreto, ha ricordato proprio le parole che papa Francesco ha detto: «Vaccinarsi, con vaccini autorizzati dalle autorità competenti, è un atto d’amore. E contribuire a far sì che la maggior parte della gente si vaccini è un atto d’amore. Amore per sé stessi, amore per familiari e amici, amore per tutti i popoli». 

Il chiarimento

Due giorni dopo, alla luce del clamore suscitato dalla sua decisione, scrive Avvenire, ha emanato un ulteriore decreto in cui si ribadisce la decisione presa facendo proprie le parole pronunciate proprio quella mattina dal Pontefice nel saluto al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede: «I vaccini non sono strumenti magici di guarigione, ma rappresentano certamente, in aggiunta alle cure che vanno sviluppate, la soluzione più ragionevole per la prevenzione della malattia».

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Il movimento no vax ha diverse adesioni anche tra i religiosi.

“Scisma in atto”

La questione dei vescovi e preti no vax, ha detto Cirulli, «è un problema che forse dovremo affrontare con più decisione, come vescovi e come Conferenza episcopale. Molte volte ho l’impressione che ci sia uno “scisma” in atto. Mi colpisce come tra i cristiani che frequentano le parrocchie e anche nel clero su questo tema si arrivi ad attaccare in maniera violenta persino il Papa. Ora se la sono presi con me».

“Mondo tradizionalista”

Secondo il vescovo il fenomeno è complesso e ampio, molto più di quello che si pensa. «Si tende a minimizzare il problema. Ma poi sul territorio si scopre che non è una questione così minuscola. Da quello che ho potuto capire si tratta di persone tra loro collegate che appartengono ad un certo mondo tradizionalista che si vuole mettere in contrapposizione al magistero della Chiesa e a quello di papa Francesco in particolare. Sulla questione vaccini. Ma non solo».

Altri “divieti di comunione” in arrivo

Il vescovo di Teano, infine, ha detto di essere a conoscenza di altri presuli che intendono seguire il suo esempio. Cioè proibire la distribuzione dell’Eucaristia a preti e laici no vax. «So di alcuni che hanno intenzione di prendere al più presto decisioni simili», ha chiosato mons. Cirulli. 

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