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Era il prete più amato dei contadini: ora è beato Rutilio Grande 

RUTILIO GRANDE

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Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 04/02/22

Fu il primo a liberarli dagli abusi dei latifondisti salvadoregni. E pagò con la morte

Fu martire dei guerriglieri di El Salvador, perché la presenza di Padre Rutilio Grande (1928-1977), nel Paese del Centro America, era diventata un enorme peso: troppi contadini, grazie a lui, avevano alzato la voce contro i latifondisti. E questa libertà andava repressa. Rutilio era considerato un pericoloso destabilizzatore, non un giusto “sindacalista”. 

I  4 martiri

Padre Rutilio, martire degli ultimi in San Salvador, dal 22 gennaio è beato: sugli altari con lui, sono saliti anche Manuel Solórzano 15 anni, il 72enne Nelson Rutilio Lemus, uccisi col gesuita il 12 marzo1977, e il francescano Cosma Spessotto

Padre gesuita

La Civiltà Cattolica (5 febbraio) racconta in un articolo il “miracolo” di Padre Rutilio. Nato nel 1928 da una famiglia povera nel piccolo villaggio di El Paisnal, in El Salvador, nel 1945 Rutilio entrò nell’Ordine dei gesuiti. Seguì l’abituale formazione filosofica e teologica prevista dall’Ordine in Venezuela, Ecuador, Spagna, Francia e Belgio.

RUTILIO GRANDE

Al servizio del popolo

Fino al 1972 si impegnò nella formazione dei sacerdoti nel seminario nazionale nella capitale San Salvador, dove tentò di introdurre lo spirito del Concilio Vaticano II e della Conferenza espiscopale di Medellín. Il suo biografo, Rodolfo Cardenal, scrive: «Le istanze di Rutilio consistevano nel formare sacerdoti che fossero al servizio del popolo». Nell’autunno del 1972 Rutilio scelse di dedicarsi al lavoro parrocchiale diretto nella comunità di Aguilares, a cui apparteneva anche il suo villaggio natale.

La liberazione 

Fu sopratutto in questo periodo che la sua missione sociale accanto agli “ultimi”, lasciò un grande segno. Impossibile strappare Rutilio dal cuore dei contadini salvadoregni. Coloro ai quali Rutilio aveva dato la Parola, liberandoli dalla condanna all’eterno silenzio decretata nei secoli dal potere abusivo dei latifondisti.

La Buona Notizia

Davvero, come ha affermato il preposito generale della Compagnia di Gesù, il venezuelano Arturo Sosa Abascal, «la popolazione contadina, di cui egli stesso faceva parte e che servì con dedizione nell’esercizio della sua attività pastorale, trovò in lui un religioso vicino, dedito e amorevole, ordinato sacerdote per condividere la propria vita con la comunità dei seguaci di Gesù che testimoniano la Buona Notizia» (Avvenire, 22 gennaio).

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