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Dov’è sepolto San Sebastiano?

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Maria Paola Daud-ALETEIA

Maria Paola Daud - Gabriel Vila Verde - Philip Kosloski - pubblicato il 08/02/22

Il santo apparve e chiese di essere sepolto nelle catacombe che oggi portano il suo nome, al di sopra delle quali lo ricorda anche una basilica

“Soldato romano, Sebastiano ricoprì il ruolo di capitano della prima guardia pretoriana, incarico che veniva concesso solo a persone di grande onore. Essendo cristiano, portava cibo e conforto a chi veniva perseguitato a causa di Cristo. Denunciato dai suoi colleghi, venne ritenuto un traditore dall’imperatore Massimiano e condannato a morte a colpi di freccia”.

Così il sacerdote brasiliano Gabriel Vila Verde descrive sulla sua rete sociale San Sebastiano, che la Chiesa cattolica celebra il 20 gennaio.

A Roma due luoghi ricordano particolarmente questo santo: la basilica minore di San Sebastiano Fuori le Mura e le Catacombe di San Sebastiano.

Basilica e catacombe

La basilica minore di San Sebastiano Fuori le Mura si trova sulla Via Appia. Sotto di essa si trovano le catacombe in cui venne sepolto il santo, da cui deriva il nome della basilica. I resti di Sebastiano si trovano sull’altare vicino a una splendida scultura che lo rappresenta, opera di Giuseppe Giorgetti basata su un disegno del Bernini.

La basilica è ricca di tesori sia artistici e di oggetti di fede: una delle frecce estratte dal corpo di San Sebastiano e la colonna a cui venne legato, il famoso Salvator Mundi (Busto del Salvatore), l’ultimo capolavoro di Gian Lorenzo Bernini riscoperto nel 2001 nel convento attiguo alla chiesa, e un ex voto originale pagano che secondo la tradizione riprodurrebbe le orme di Gesù durante l’incontro con Pietro che ebbe luogo davanti alla chiesa del “Domine, quo vadis?

San Sebastiano è diventato l’apice del famoso pellegrionaggio delle Sette Chiese stabilito da San Filippo Neri.

Dieci metri sotto il livello della basilica ci sono le catacombe, divise in 4 piani, con 12 chilometri di gallerie e costruite nel I e nel II secolo.

Inizialmente si trattava di una vasta zona funeraria. In origine, nella zona sud-orientale venne costruito un insieme di abitazioni, noto come “Villa Grande”. In seguito i cristiani seppellirono lì i corpi dei fedeli, tra cui alcuni martiri come appunto Sebastiano.

Alcuni simboli dell’iconografia cristiana, come il pesce, ritrovati in queste tombe indicano la presenza cristiana, il che conferma che la transizione dalla fasa pagana a quella cristiana è avvenuta in modo graduale. Molte delle iscrizioni votive, in latino, greco, siriaco e aramaico, fanno riferimento agli apostoli Pietro e Paolo.

Secondo la tradizione, i corpi dei due apostoli vennero deposti qui nel 258, durante la persecuzione di Valeriano, per proteggerli da possibili profanazioni, e vi rimasero circa 50 anni. Oggi è ancora chiaramente visibile un’invocazione ai due santi: “Paule et Petre petite pro victore”, o “Paolo e Pietro pregate per la vittoria”.

Un’altra leggenda dice che San Sebastiano, capo arciere romano, venne condannato a morte per ordine di Diocleziano per aver fatto proselitismo della religione cristiana. I suoi stessi arcieri lanciarono contro di lui centinaia di frecce e lo lasciarono lì per essere sbranato dalle bestie selvatiche, ma gli animali non lo toccarono, e Diocleziano ordinò quindi nuovamente di ucciderlo e il suo corpo venne gettato nelle cloache. Il santo apparve poi alla cristiana Lucilla e le chiese di essere sepolto in queste catacombe, in cui si può vedere la sua cripta. In seguito i suoi resti vennero trasferiti nella basilica, a lui dedicata.

Devozioni e preghiere

San Sebastiano veniva invocato frequentemente durante le tante epidemie di peste che hanno flagellato l’Europa nei secoli scorsi, come anche in occasione di guerre devastanti.

P. Gabriel Vila Verde ha diffuso al riguardo una preghiera:

“San Sebastiano, glorioso martire di Gesù Cristo e potente avvocato contro la peste, difendi me, la mia famiglia e tutto il Paese dal terribile flagello della peste e da tutti i mali, affinché, servendo Gesù Cristo, possiamo ottenere la grazia di partecipare alla tua gloria in cielo. Amen”.

Un’altra preghiera tratta dal libro del XIX secolo The Penitent Christian invoca più in generale la protezione di San Sebastiano da ogni male:

“Fa’, o Signore, che tra le prove che subiamo per i nostri peccati possiamo ottenere per intercessione del tuo beato martire Sebastiano ciò che non possiamo procurarci da soli. A te, Sebastiano, rivolgiamo la nostra umile preghiera nei pericoli e nella necessità. Non smettere di pregare per coloro che finché vivranno lavoreranno con zelo e costantemente per l’onore di Dio. Amen”.

Come si festeggia San Sebastiano nel mondo

In varie parti del mondo, il 20 gennaio si celebrano feste e pellegrinaggi dedicati a San Sebastiano.

Tra le più importanti c’è quella di Palma de Mallorca, in Spagna, di cui San Sebastiano è il patrono. La festa dura quasi due settimane e non inizia il giorno in cui si ricorda il soldato martire, ma tre giorni prima, il 17 gennaio, festa di Sant’Antonio Abate, con la benedizione degli animali domestici.

Il 20 si celebra la Messa solenne dedicata a San Sebastiano nella Catedral de La Seu.

Spiccano l’accensione dei “foguerons” (falò) e l’“Acuafoc”, un grande spettacolo di fuoco e suoni, senza dimenticare i pittoreschi demoni che girano per le strade sputando fuoco, chiamati “correfoc”.

La festa di strada di San Sebastiano è una delle più popolari di Porto Rico e si celebra dal 1950. Nei primi anni iniziava con i musicisti che percorrevano le strade al mattino. Si svolgeva poi la processione dalla calle San Sebastián alla chiesa di San José con l’immagine del santo. Alla processione partecipavano dei personaggi pittoreschi chiamati “los cabezudos”, con maschere di enormi proporzioni. I primi rappresentavano i Re Cattolici, i Re Magi e figure religiose, ma col tempo hanno iniziato a rappresentare personaggi della politica, dello sport e dello spettacolo.

Famosa è anche la “tamborrada de San Sebastián” di Guipúzcoa (Paesi Baschi, Spagna), una grande sfilata di suonatori di tamburo vestiti con abiti militari di epoca napoleonica e comparse vestite da cuochi che portano barili di legno. La festa risale al 1597, anno in cui la città venne scossa da un’epidemia di peste. I cittadini accorsero in pellegrinaggio alla chiesa di San Sebastián el Antiguo chiedendo l’intercessione del santo. L’epidemia cessò, e in segno di riconoscenza gli abitanti fecero il voto perpetuo di prendere San Sebastiano come patrono della città e di celebrarne la festa ogni anno il 20 gennaio.

San Sebastiano si festeggia anche a Las Ovejas, Neuquén (Argentina), e a Yumbel (Cile). Molto devoti al santo sono anche a Rio del Janeiro, il cui nome originario è del resto São Sebastião do Rio de Janeiro.

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