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“Saprò riconoscerti?” una ragazza scrive al fidanzato non ancora incontrato

GIRL, WRITE, PARK

Ivan Kruk | Shutterstock

Annalisa Teggi - pubblicato il 14/02/22

"Cerco di vivere questo tempo come un dono e non come un vuoto da colmare". Nel giorno di San Valentino abbiamo chiesto a Vittoria di raccogliere in una lettera i suoi pensieri sull'amore, come si custodisce la vocazione al matrimonio quando ancora un fidanzato non c'è.

Il giorno degli innamorati, eccoci qua. Può essere un’occasione per parlare di amore senza inciampare nel sentimentalismo o cadere nel cinismo? Oltre ai cioccolatini a forma di cuore, c’è anche il superclassico della ragazza in lacrime o arrabbiata col mondo perché è sola a San Valentino. E non è detto che rientri nel profilo della giovane donna che può stare benissimo senza un fidanzato, posa che tante riviste glamour spacciano per virtù a prescindere.

Come si vive il tempo di attesa quando s’intuisce cha la propria vocazione è quella di sposarsi e costruire una famiglia ma ancora non si è incontrato il compagno con cui percorrere questa strada?

Abbiamo chiesto a una ragazza di scrivere una lettera al fidanzato che non ha ancora incontrato. Ringraziamo Vittoria Denise Labate che ha accettato di provarci, e non per fare un esercizio di stile. Ma per condividere un’ipotesi di vita a due voci anche ora che la dolce metà non c’è. Vittoria ha 32 anni e vive a Reggio Emilia. L’ironia è senz’altro una delle sue doti più spiccate, chi di voi si diverte a leggere la pagina Facebook Il Testa di Catto potrà riconoscerla come autrice di alcuni dei loro spassosissimi meme.

È anche catechista e appassionata di foto, le piace fare lunghe passeggiate per i campi dell’Emilia. Lì, su quelle pianure ampie e coltivate, forse, legge nei segni scritti nel cielo e sulla terra ciò che la Provvidenza le prepara, un tempo fecondo anche quando è fatto di attesa.

Caro amato aspirante sposo, 

ammetto che l’idea di scriverti in occasione della festa degli innamorati mi è apparsa subito un po’ buffa, non avendoti ancora conosciuto.  Ma, riflettendoci un po’ su, credo che possa essere quasi terapeutico scriverti.

E niente, eccomi qui, davanti allo schermo del mio piccolo tablet, con un brano super romantico e strappalacrime che scorre a tutto volume nelle cuffie (così, giusto per entrare nel mood), pronta a sognare un p0′ a occhi aperti. Ho pensato che scriverti potrebbe essere utile ad esorcizzare tutti i timori e le ansie che temo di aver accumulato in tutti questi anni nell’immaginarti e nel fantasticare sul nostro primo incontro e per imparare a essere un po’ meno cinica.

Già mi immagino in stile Bridget Jones in piena crisi davanti all’armadio traboccante di vestiti, completamente fuori di testa perché “non ho niente da mettermi!” per il nostro primo appuntamento.

Ma facciamo un passo indietro.  

VITTORIA DENISE LABATE

Prima ancora di avere una crisi isterica davanti allo specchio, mi piacerebbe indovinare come il nostro Grande Capo – come amo chiamarlo – ha pensato di intrecciare le nostre vite.  Dove ti conoscerò? In un parco? Al supermercato nella corsia dei biscotti al cioccolato? A Messa? Nahhhhhhh, quest’ultima mi sembra irrealizzabile essendo per lo più popolata da arzille vecchiette, pronte a sgranare rosari affinché io possa finalmente incontrarti! Oppure avrà pensato ad un incontro in pieno stile Sliding Doors

In ogni caso, sappiamo entrambi che sicuramente avrà combinato il nostro incontro in un modo del tutto inaspettato ed originale ma, sai, la curiosità è donna.

E qui spunta fuori già un primo timore: saprò riconoscerti? Anche perché, diciamocela tutta, quando si tratta di dare consigli alle amiche in merito alle situazioni sentimentali è tutto più semplice e sono anche piuttosto disinvolta nel farlo. Il problema inizia quando si tratta di me, soprattutto quando il mio cuore diventa un groviglio di emozioni. Ed è lì che iniziano i “se” e i “ma”, seppur questi siano carichi di desideri. 

Mi sento ripetere spesso che non sarà poi così difficile riconoscerti tra tanti. Sentirò il cuore impazzire, ma al contempo mi sentirò come a casa, completamente a mio agio, dicono. Aggiungono che avrò un sorriso perennemente stampato sulle labbra, anche solo a sentire pronunciare il tuo nome. Più o meno come quando vedo una tavoletta incustodita di cioccolato. 

Mi domando se davvero sarà così. 

In questi anni di attesa del nostro incontro, scrutando più in profondità il mio cuore, ho scoperto che il desiderio di condividere il mio cammino con te non è mai venuto meno, anzi posso affermare che questa fremente attesa mi sta insegnando a essere paziente con me stessa e a dare maggior valore al tempo. 

L’attesa mi ha aiutato a maturare l’idea che il traguardo non sia quello di avere in tutta fretta un anello al dito perché “è arrivato il momento”, come molti vorrebbero farmi credere. L’attenderti addomestica il mio lato più impulsivo e impaziente, facendomi gustare questo momento come un tempo di preparazione. Una follia per questo tempo, dove tutto si realizza con la stessa velocità con cui scorrono le storie di Instagram.

Una preparazione riferita non solo all’aspetto fisico (Dio solo sa quanto sia difficile perdere quei chiletti in più per entrare più facilmente nel vestito che sceglierò per il nostro primo appuntamento!!), ma anche allo spirito. Sento che mi è stato donato questo tempo per preparare il mio cuore a donare e a ricevere l’ondata d’amore che ci attende, a far spazio alle mille emozioni che lo abitano per poterti accogliere nella mia vita, a curare pian piano le ferite e le insicurezze accumulate con le delusioni subìte. Delusioni certamente utili ad imparare a discernere i miei desideri da ciò che in realtà è il vero bene per me.

Cerco di vivere e custodire questo tempo come un dono e non come un vuoto da colmare, come purtroppo molti coetanei attorno a me fanno. 

GIRL, VIEW, LAKE

Non nascondo che talvolta, l’idea di non averti ancora incontrato ha fatto sorgere in me non pochi dubbi. È davvero questa la mia vocazione? Saprò sorvolare sui tuoi difetti facendo prevalere l’amore? Ho forse degli ideali poco conformi a quelli che oggigiorno ci vengono proposti? Forse sarebbe anche più semplice e meno doloroso adattarmici, mi dico… o forse no. 

Dentro di me però sento che questa è la mia strada e che accontentarmi degli standard che mi vengono proposti dalla realtà che ci circonda non mi lascerebbe nulla, se non un grosso vuoto dentro al posto della felicità che ci è stata riservata. Non so se per te vale lo stesso, ma qui c’è il desiderio di aspirare alla santità e allora, perché non scegliere di farlo in coppia? Magari la fatica diventa più leggera, chissà… Eh lo so, penserai che qui si punta molto in alto! 

Dirai, giustamente, nemmeno mi conosce e già mi mette ansia dal dover essere impeccabile e pure santo! 

Niente di tutto ciò! Anche perché, diciamocela tutta, nemmeno io sono impeccabile né tanto meno santa (il mio confessore potrebbe ben testimoniarlo!) ma magari in due ci si può lavorar meglio e con più coraggio, sull’aspirazione di diventare, non dico impeccabili ma almeno santi, che ne dici? 

Come avrai notato non sono una tipa taciturna, anzi (come ogni pregiudizio sulle donne che si rispetti!) ma sono certa che non ci sarà cioccolato o dolciume che regga capace di distogliermi dall’ascoltarti, dal conoscere ogni dettaglio di te, dei tuoi progetti e desideri. 

Sai, riflettendo un po’ più su questo giorno intriso d’amore, dove i vincoli si riempiono di mazzi di fiori pronti a essere donati al proprio amato o amata, credo che sarebbe bello se l’amore si celebrasse di più anche nella quotidianità, nella bellezza delle piccole cose di ogni giorno, in una passeggiata, in uno sguardo complice a fine giornata quando si desidera solo planare sul divano e guardare due, tre puntate di una serie tv sotto un chilo di coperte. 

Un tempo immaginavo che l’amore si dovesse dimostrare con grandi regaloni o comunque con qualcosa di  materiale, quando invece ho capito che basta davvero poco. Dimostrazione ne è stata un’anziana coppia che, passeggiando davanti a me, si teneva teneramente per mano.

Ok ok, la smetto perché inizia a sembrare davvero una brutta copia dei biglietti Perugina (sempre apprezzatissimi, eh!), sarà colpa della musica romantica che sto ascoltando o di tutto questo amore nell’aria, ne son certa. Bello però iniziare a raccontarsi così, anche se ancora lontani.  

Chissà, potrei far durare questa “terapia” fino al giorno in cui svelerò finalmente i piani del Capo conoscendoti e, magari, un giorno, potremo provare a rileggere insieme questi miei pensieri un pò sconnessi e confrontarli con ciò che invece è stato.  In attesa di tutto questo (e molto di più), l’augurio che ti faccio in questo giorno è quello di “trovarci” al più presto per scoprire insieme la felicità che il nostro “Valentino” ci ha riservato. 

Adesso torno a sorseggiare la mia tisana drenante (cosa non si fa per entrare in un vestito!) e sospendo (per ora) i sogni romantici ad occhi aperti. 

Sei già nelle mie preghiere. La tua impaziente aspirante sposa.

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