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Un sacerdote raccoglie 2 milioni di euro per costruire una chiesa “speciale”

parroco barcellona

Don Agostino Irlandese | Facebook

Don Agostino, il protagonista di questa storia.

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 18/02/22

L’ottantottenne sacerdote siciliano don Agostino Irlandese ha trascorso l’intera vita a cercare donazioni per realizzare il suo sogno

Due milioni di euro: ammonta a tanto la raccolta fondi da record che è riuscito a realizzare don Agostino Irlandese, parroco 88enne di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. Ha speso la sua vita per arrivare a questa cifra che gli consentisse di realizzare il suo sogno: costruire a Barcellona una chiesa “speciale”, dedicata a Don Giovanni Bosco, il fondatore dei salesiani. Una chiesa da lasciare in eredità ai giovani della comunità parrocchiale, che sarà inaugurata il prossimo 19 marzo. L’edificio di culto è annesso all’Oratorio Salesiano “San Michele Arcangelo”.

Don Agostino Irlandese, che è stato cappellano e padre spirituale della Guardia di finanza di Sicilia, ha fatto costruire la chiesa su una parte del terreno dove si estendeva la tenuta di un importante benefattore, il commendatore Salvatore Cattafi. Il sacerdote si è sobbarcato progetti e spese per oltre superiori a 2 milioni di euro. Oltre alle speranze di una buona fetta di cittadinanza. Che seppur in minima parte l’ha coadiuvato durante il lungo e faticoso iter, in cui non sono mancati nemmeno i contrasti, soprattutto con l’Oratorio salesiano di Barcellona. 

«Bisognerebbe rilanciare lo spirito promosso da San Giovanni Bosco. Che elargiva speranza e gioia ai giovani discutendo e restando tra loro, accogliendo tutti e senza chiudersi all’interno di concetti troppo spesso lontani dalle nuove generazioni», afferma don Agostino Irlandese, come riporta la Gazzetta del Sud (17 febbraio).

L’imminente apertura della chiesa intitolata a San Giovanni Bosco, prevista per il prossimo 19 marzo, consentirà alla città di tenere fede anche ad una parte delle volontà testamentarie del commendatore Cattafi. Che nel donare beni immobili, proprietà terriere e denaro all’Istituto religioso di diritto pontificio, ha voluto comprendere pure il vincolo di soddisfare la missione pastorale connessa all’educazione e allo sviluppo delle nuove generazioni. Una volontà ben interpretata e realizzata da Don Agostino. 

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