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Russia-Ucraina: quali sono le chiavi del presente e del futuro?

SOLDAT EN UKRAINE

AFP

Salvador Aragonés - pubblicato il 21/02/22 - aggiornato il 21/02/22

Il conflitto tra Russia e Ucraina, che in realtà è un conflitto tra Russia e Stati Uniti per la crisi dell'Ucraina, sostenuti dai rispettivi alleati, è imminente? Molti sperano che non si arrivi a una guerra

La Russia invaderà l’Ucraina? Le truppe russe si ritireranno? A che punto sono i negoziati sul conflitto? Come può terminare?

Tutti gli interrogativi sono aperti, e nessuno ha una risposta certa. L’Ucraina è molto ambita da Putin e dalla Russia, perché si ritiene che l’origine della Russia sia nella Rus di Kiev, fondata dal principe Oleg di Novgorod nell’882.

Gli avatar della storia, il gusto dell’imperialismo russo e il durussimo castigo con una decina di milioni di morti per fame nell’epoca staliniana, nel genocidio noto come “Holodomor” (che significa morire di fame) hanno fatto sì che il popolo ucraino non ami i Russi.

Perché la morte per fame? Perché gli Ucraini hanno opposto resistenza alla collettivizzazione delle loro terre, e la polizia andava casa per casa a requisire il cibo. Stalin, poi, avendo bisogno di denaro, vendeva all’estero il grano prodotto dall’Ucraina. Gli Ucraini cadevano come mosche, e il ricordo è ancora vivo nella memoria della popolazione.

Attualmente non si sa se la Russia finirà per invadere l’Ucraina. Il Cremlino, con Putin alla guida, ha sbagliato analisi, e mentre credeva che l’Occidente – la NATO – fosse divisa perché gli Stati Uniti avevano le proprie mire su Pacifico e Cina e che anche l’Unione Europea fosse divisa e debole per via della pandemia, ha visto come – a differenza dell’era di Donald Trump – il Presidente statunitense Joe Biden non abbia esitato ad appoggiare l’Europa di fronte alla minaccia russa.

Si è già detto a sufficienza che la Russia vuole creare intorno alle sue frontiere Stati con dirigenti fantoccio che servano i suoi interessi, tra cui quello della sicurezza. La frontiera della Russia con l’Europa non ha barriere naturali, ma pianure immense, come nel caso di Polonia, Bielorussia, Ucraina, ecc.. Putin non riconosce l’Unione Europea come soggetto di diritto internazionale, e fa il possibile per dividerla.

Per questo, non vuole che questi Paesi di frontiera entrino nella NATO, avendo così una minaccia permanente alle sue frontiere. È stato il caso del Kazakistan, e di fronte alla rivolta scoppiata ad Almatý ha inviato rapidamente truppe per soffocarla. Putin non vuole nemmeno che Georgia e Moldavia entrino nella NATO, come hanno richiesto, anche se la Moldavia è un Paese piccolo su cui ha molta influenza la Romania, che è membro della NATO.

La Russia vuole assicurare le sue frontiere attraverso Stati intermedi, che servano come cuscini per la sua sicurezza, ma non dimentica che la sua frontiera principale è quella con la Cina, che senza contare la Mongolia raggiunge i 4.250 chilometri a sud della Siberia.

L’arsenale militare della Russia è ingente, ma molto inferiore a quello di Stati Uniti ed Europa insieme. Ha tuttavia un armamento nucleare equilibrato con quello statunitense. Bisogna tener conto che il PIL della Russia (1,4 miliardi di dollari) è tra quello della Spagna (1,2 miliardi di dollari) e quello dell’Italia (1,8 miliardi di dollari), e per questo non si può stare molto allegri riguardo al futuro militare in caso di sanzioni economiche forti.

La Russia, inoltre, è un Paese immenso, con frontiere marittime e terrestri di ben 58.000 chilometri, con sbocchi su Mar Baltico, Mar Glaciale Artico, Oceano Pacifico e Mar Mediterraneo attraverso il Mar Nero. Ciò richiede una difesa molto costosa, anche se proporzionalmente inferiore alla difesa occidentale.

In tutti questi mari ha dei conflitti: con il Giappone (isole Curili), con Stati Uniti e Canada nell’Artico, con l’Europa nel Mar Nero e con Svezia, Danimarca e Germania nel Baltico. Ha anche conflitti terrestri con vari Paesi di frontiera.

Quanto alle soluzioni, alcuni prevedono che la Russia si accontenterebbe della Crimea, cosa impossibile per l’Ucraina. Si specula anche che si arrivi a una finlandizzazione dell’Ucraina (la Finlandia è un Paese neutrale in relazione a Russia e NATO, e tuttavia è membro dell’Unione Europea). Quello che la NATO non può accettare è che l’Ucraina smetta di essere un Paese libero di scegliere i propri soci, a livello sia economico che di sicurezza.

Le informazioni e controinformazioni esistenti in tutto questo conflitto offuscano la realtà storica ed effettiva di quello che sta accadendo, con cyberattacchi, menzogne, ecc.. La credibilità di Putin in Occidente è scarsa.

Ora ci sono accuse reciproche di infrangere il cessate il fuoco sanzionato negli accordi di Minsk del 2015. La Russia dice che ritira le truppe, mentre Putin annuncia manovre militari con armamenti atomici.

Vladimir Putin ha mantenuto conversazioni con i dirigenti europei, come Emmanuel Macron, la britannica Elizabeth Truss e il cancelliere tedesco Olaf Scholz, ma quello che conta sono le conversazioni che ha con Joe Biden, che non avanzano, e quelle tra il Segretario di Stato americano, Antony Blinken, e il Ministro degli Esteri russo, sergei Lavrov. La Germania sembra un po’ elusiva, collegata com’è con la somministrazione di gas nel gasfotto North Stream II, che la unisce alla Russia attraverso il Mar Baltico.

Si tratta di uno scontro tra Stati Uniti e Russia. Se gli Stati Uniti non si fossero impegnati a fondo con l’Ucraina, oggi questo Paese sarebbe invaso dalla Russia, e l’Unione Europea non potrebbe andare oltre alle proteste. Resta da capire come la Cina partecipi al conflitto. Ma questo è argomento di un altro approfondimento.

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