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Il vescovo di Mosca: perdono per chi alimenta la guerra in Ucraina

Tactical training east of Ukraine border

EyePress via AFP

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 22/02/22

“Occorre ripartire dal perdono. Il perdono però chiede una conversione del cuore, perché chiede di cambiare lo sguardo sull’altro”

Il vescovo di Mosca invoca il perdono per chi in queste ore alimenta venti di guerra sull’Ucraina. Non cita mai Vladimir Putin, ma quella della Chiesa russa è una mano tesa al premier, non un richiamo.  

«Stiamo seguendo questa situazione, già da diverse settimane, in un clima di preghiera. Ad ogni messa, vengono elevate preghiere per la pace in Ucraina. In questi giorni ricordavamo anche un’espressione di Giovanni Paolo II: quando i grandi potenti della terra si incontrano, la Chiesa prega», commenta al Sir (21 febbraio) mons. Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca e presidente dei vescovi russi.

La bandiera dell’Ucraina.

 «Questo è il nostro atteggiamento in questi giorni», commenta l’arcivescovo mentre dal fronte arrivano notizie di bombardamenti, scambi di colpi artiglieria, vittime ed esercitazioni militari nei territori di confine. E aggiunge: «Insieme cerchiamo di farci carico anche della sofferenza, dell’angoscia, dell’incertezza che anima certamente le persone di quei luoghi».

Il vescovo di Mosca non richiama, però, i leader politici che alimentano la guerra tra Russia e Ucraina; tutt’altro. Mons. Pezzi invoca la «forza del perdono. Occorre ripartire dal perdono. Il perdono però chiede una conversione del cuore perché chiede di cambiare lo sguardo sull’altro. Certo, è un miracolo. Però, non dobbiamo dimenticare che la preghiera è veramente potente. Non è quello che si fa quando ci si trova sull’ultima spiaggia e non si ha altro da fare».

La preghiera «piega non solo il cuore degli uomini, ma piega anche il cuore di Dio, come santa Teresina ci insegna. Noi a questo dobbiamo credere. Non bisogna avere paura. Chiedere con tutto il cuore e con tutta sincerità a Dio il miracolo del perdono».

Sembra un’impresa impossibile, dato che questa è una guerra, una ferita che va avanti da otto anni. I cuori sono induriti. «Il perdono non solo è possibile ma è necessario – conclude il vescovo di Mosca -.Non c’è un’altra strada. Questo è quello che ci ha lasciato Nostro Signore. Non esiste una soluzione magica dei problemi. Dove è in gioco la libertà dell’uomo, è possibile l’iniziativa. E l’iniziativa positiva è il perdono, offrire e desiderare misericordia».

Russian President Vladimir Putin © Drop of Light / Shutterstock.com
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