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La linea a forma di “M” che unisce i luoghi dove è apparsa la Madonna

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Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 24/02/22

E’ detta “Firma di Maria” e si estende da Fatima a Medjugorje

Esiste una linea a forma di “M”, la cosiddetta “firma di Maria”. Unisce i principali luoghi delle apparizioni e dei prodigi compiuti dalla Madonna in Europa. 

La “M” è formata dai seguenti luoghi mariani (con le date, in ordine cronologico, in cui si sono verificate le apparizioni o i prodigi): 1830 – Parigi (in Rue du Bac); 1846 – La Salette (Francia); 1858 – Lourdes (Francia); 1871 – Pontmain (Francia); 1876 – Pellevoisin (Francia); 1917 – Fatima (Portogallo); 1932 – Beauraing (Belgio); 1933 – Banneux (Belgio); 1947 – Roma (alla grotta delle Tre Fontane); 1953 – La lacrimazione a Siracusa (Italia); 1981 – Medjugorje (Bosnia-Erzegovina). 

Nei casi di Pellevoison e Tre Fontane, entrambe le località sono state riconosciute “luoghi di culto mariano”, ma non è avvenuto ancora il riconoscimento ufficiale dell’apparizione da parte della Chiesa.

La mistica francese Caterina Labourè (Fain-lès-Moutiers, 2 maggio 1806 – Parigi, 31 dicembre 1876), fondatrice del culto della Medaglia Miracolosa, ebbe la prima apparizione della Madonna l 18 – 19 luglio 1830. Fu in seguito a quelle apparizioni che la mistica ideò la Medaglia.

Caterina, futura fondatrice della Compagnia delle Figlie della Carità, è novizia in seminario a Rue le Bac (Parigi), e scrive nella vigilia della festa di S. Vincenzo. Dopo un’istruzione della direttrice sulla devozione ai Santi e a Maria, si corica col forte desiderio di vedere la Santissima Vergine. 

Così la religiosa scrive nei suoi diari: “Alle 11 e mezzo della sera, mi sentii chiamare per nome: “sorella, sorella”. Mi sveglio, guardo dal lato da cui veniva la voce, cioè dalla parte del passaggio accanto al letto. Vidi un bambino sui quattro o cinque anni, biancovestito che mi dice “vieni alla Cappella, la Santa Vergine vi aspetta (….)”.Lo seguii e irradiava una gran luce ovunque passava. La  mia sorpresa crebbe, quando, giunta alla porta della Cappella, questa si aprì appena il fanciullo l’ebbe toccata con la punta di un dito (….)”

Prosegue Caterina Labourè, descrivendo la prima apparizione della Madonna della Medaglia Miracolosa: “Il bambino mi disse: “Ecco la vergine Santa, eccola”. Sentii come un fruscio di una veste di seta venire dalla parte della tribuna, presso il quadro di San Giuseppe. Venne una Signora a sedersi sui gradini dell’altare, dal lato del Vangelo, in una poltrona simile a quella di Sant’Anna, ma quella Signora non era Sant’Anna. (….). Alzai gli occhi in volto alla Vergine e feci un balzo verso di lei, gettandomi in ginocchio e poggiando le mani sulle ginocchia della Santissima Vergine. Quello fu il momento più dolce della mia vita. Ella mi insegnò come regolarmi con il Direttore e come comportarmi nelle mie pene” (Aleteia, 23 novembre 2020). 

CATALINA LABOURE

19 settembre 1846, sud-est della Francia. In una regione delle Rhône-Alpes, nel villaggio denominato La Salette, la Vergine appare a due ragazzi che portavano a pascolare le loro mucche. Si chiamavano Massimino Giraud e Melania Calvat, di rispettivamente 11 e 14 anni. L’apparizione si compone di tre momenti.

La Signora è in lacrime, seduta sopra un sasso. E’ vestita come le donne di quel villaggio: un abito che le scende fino ai piedi, uno scialle, una cuffia sulla testa, un grembiule annodato attorno ai fianchi. Dopo essersi alzata in piedi, affida ai pastorelli un messaggio con l’incarico di «farlo sapere a tutto il suo popolo». La Vergine ammonsce per i peccati che commettono gli uomini, annunciando l’Inferno per chi persevera in quei comportamenti e il perdono per chi si converte.

Successivamente la Vergine comunica a ciascuno dei due fanciulli un segreto, prima di scomparire nel cielo, al di sopra del Mont-sous-les-Baisses. La Vergine preannunciò l’arrivo di una fortissima carestia che avrebbe creato danni irreparabili all’economia di tutto il Paese (Aleteia, 20 settembre 2017). 

L’11 febbraio 1871 la Chiesa è la data della prima apparizione a Lourdes della Vergine Maria a Bernadette Soubirous, che allora aveva 14 anni. La mattina di quel giovedì, 11 febbraio 1858, Bernadette andò a raccogliere pezzetti di legna tra il Gave e il canale del mulino di Savy in compagnia della sorellina Marie, detta Toinette, e dell’amichetta Jeanne Abadie. Jeanne e Toinette guadarono il canale camminando nell’acqua gelida, ma Bernadette – che aveva promesso alla madre di non prendere freddo, per via della sua asma – esitava ad attraversare il corso d’acqua. Restò sull’isolotto di fronte alla grotta alla (vana) ricerca di un altro passaggio. 

Mentre cominciava a scalzarsi i piedi per raggiungere le compagne, sentì a due riprese il rumore «di un colpo di vento». Ne restò sorpresa, perché non c’era il minimo soffio nell’aria. Si voltò allora verso la prateria per verificare, ed effettivamente i pioppi ristavano immobili. Alzò allora gli occhi verso la grotta e lì, in una nicchia nella roccia, vide una sagoma femminile che avrebbe poi descritto così: “Una signora vestita di bianco: aveva un abito bianco, un velo bianco, una cintura blu e una rosa gialla su ogni piede”.

Le apparizioni sono durate cinque mesi, da febbraio a luglio 1858. La Vergine Maria, presentandosi come l’“Immacolata Concezione”, la “Signora”, esortò alla penitenza e alla conversione dei peccatori, e chiese che venisse costruito un santuario sul deposito di spazzatura in cui avvenivano le apparizioni (Aleteia, 11 febbraio 2022). 

La “firma di Maria” passa anche da Pontmain, in Francia. E’ il 17 gennaio 1871. È notte e fa freddo. Un inverno glaciale, quell’anno; l’11 gennaio si è pure vista un’aurora boreale. E poi la Francia è in guerra, Parigi è assediata. Il 12 gennaio i Prussiani, vincitori, sono entrati nella città di Mans. Ora sono alle porte di Laval. Niente sembra poter arrestare la loro avanzata verso ovest. 

A Pontmain è l’angoscia: non si hanno più notizie dei trentotto giovani partiti per la guerra. Gli adulti sono scoraggiati: «Avòglia a pregare, il buon Dio non ci ascolta». Quella sera nel granaio Eugène Barbedette, 12 anni, e il fratello Joseph, 10 anni, aiutano il padre a tritare i ginestroni – bisogna pur vivere. Un po’ prima delle sei di sera, Eugène esce per “vedere il tempo”.

È allora che vede, di fronte al granaio, sopra e dietro la casa di Augustin Guidecoq, una bella signora dall’abito blu costellato di astri, che lo guarda sorridendo e tendendogli le mani. Porta sul capo una corona d’oro, con al centro un bordino rosso. Joseph esce a sua volta e vede anch’egli la bella signora. 

I genitori Barbedette non vedono niente, ma comprendono che sta accadendo qualcosa: vengono allertate le religiose (due suore di Rillé), le quali vanno a cercare altri bambini, fra cui due piccoli collegiali – Jeanne-Marie Lebossé (10 anni) e Françoise Richer (11 anni) – i quali vedono anch’essi la bella signora. Poco a poco, i paesani si raccolgono davanti al granaio, e quando il parroco di Pontmain, padre Michel Guérin, arriva, i bambini spiegano che un ovale blu con quattro candele spente ha appena circondato la bella signora, che continua a sorridere (Aleteia, 25 settembre 2020).

La bellezza e i colori della Vergine di Pontmain.

Le apparizioni mariane di Pellevoison (1876) sono diverse da tutte le altre, perché la Madonna ha sanato gli arti direttamente alle veggente, Estelle Faguette, allora 32enne e inferma. La Chiesa ha riconosciuto il miracolo nel 1983, dopo un’accurata inchiesta diocesana condotta dal vescovo di Bourges (il paesino di Pellevoison fa parte della diocesi di Bourges). 

«Quella notte, a mezzanotte, ho ricevuto la prima apparizione della Beata Vergine. Mio padre mi ha fatto compagnia con una donna del posto. Era mezzanotte, iniziava il giorno del 15 febbraio (martedì). Fu in questa occasione che la Beata Vergine mi disse: “O morirai o guarirai”».

Le apparizioni di Nostra Signora della Misericordia, avvenute tra 14 e 18 febbraio 1876, non sono state ancora ufficialmente riconosciute dalla Chiesa, che tuttavia ha riconosciuto il santuario di Pellevoison come luogo di culto mariano (21 febbraio 2022).

La “firma di Maria” ha come punto più estremo ad ovest Fatima. La prima della Madonna è avvenuta nel maggio 1917 alla pastorella Lucia dos Santos, di 9 anni, e ai suoi cugini, Giacinta e Francesco Marto, rispettivamente di 6 e 8 anni. I bambini avevano portato le pecore alla Cova da Iria e stavano giocando, quando un bagliore simile a un lampo illuminò il cielo. Ci fu un secondo bagliore, e su un piccolo leccio videro una Signora vestita di bianco, più brillante del sole, che emanava una luce molto chiara e intensa.

“Non abbiate paura, non vi farò del male. Vengo dal cielo”. Con queste parole iniziali, la Madonna interferì nella storia umana per portare, in un ambiente di guerra, messaggi di pace e salvezza. Nel suo saluto, ripeté quello che suo Figlio ha raccomandato tante volte: “Non abbiate paura” (Mt 14, 27).

Dopo il primo incontro nel seguirono altri cinque, sempre in quell’anno. Nella seconda apparizione, Maria rivelò che avrebbe portato presto in cielo Giacinta e Francesco, mentre Lucia sarebbe rimasta come sua portavoce in questo mondo con la missione di aiutare a diffondere la devozione al suo Cuore Immacolato (Aleteia, 13 maggio 2021).

Foto rare dei pastorelli di Fatima.

Nota anche come Nostra Signora del Cuore Dorato, è l’immagine apparsa 33 volte ad alcuni bambini belgi tra il 1932 e il 1933 nel piccolo villaggio di Beauring. Le apparizioni sono state approvate dalla Santa Sede nel 1949. Il messaggio più importante è stato: “Amate mio figlio?” “Sì”, le dissero. “Amate me?” “Oh, sì”. “Allora sacrificatevi per me”.

La Madonna appare ben 33 volte a cinque bambini tra i 9 e i 15 anni, per lo più nel giardino delle suore della Dottrina cristiana, su un cespuglio di biancospino, e sempre di notte, come a significare che, in un periodo cupo e terribile come questo della prima metà del Novecento la notte viene illuminata da una luce di speranza. 

L’ultima volta Maria si presenta con un “cuore d’oro” circondato da raggi luminosi, come modello da seguire per vincere l’odio e il rancore e come rifugio per i peccatori. Il suo è, come sempre, un invito alla conversione e alla preghiera. La promessa principale di Beauraing: «Convertirò i peccatori» (Aleteia, 3 marzo 2015).

Solo 12 giorni dopo la fine delle apparizioni di Beauring, la Madonna si fa nuovamente presente: stavolta a Banneaux, nelle Ardenne, a circa 20 chilometri a sud-est di Liegi. È un villaggio di gente povera, poco più di 300 abitanti, quasi tutti minatori e boscaioli. 

Qui invece Maria si definisce la “Vergine dei poveri” e indica l’acqua di un ruscello quale segno di purificazione, ma anche quale simbolo dei “fiumi d’acqua viva” che sgorgano da colui che accoglie il Vangelo. Appare 8 volte, dal gennaio al marzo del 1933, a una bambina di 11 anni: Mariette Beco. Il suo messaggio: «Vengo a recare sollievo alla sofferenza. Credete in me, io crederò in voi. Pregare molto» (Aleteia, 3 marzo 2015).

La “firma di Maria” fa tappa anche in Italia,a Roma. Bruno Cornicchiola era un anticlericale che aveva intenzione di uccidere il papa, da lui considerato il capo della ‘sinagoga di Satana’. Successivamente ebbe una fulminea conversione al cattolicesimo, a seguito della straordinaria esperienza del 12 aprile 1947. Quel giorno, insieme ai suoi tre figli, vide sulla collinetta delle Tre Fontane a Roma una ragazza di grande bellezza, scura di pelle e di capelli, con un manto verde e un libro fra le mani; e da quel momento per tutta la vita continuò a ricevere da lei messaggi spirituali e annunci profetici fino a pochissimi mesi prima della morte, avvenuta il 22 giugno 2001.

Il veggente consegnò i segreti ricevuti dalla Madonna al Vaticano, che non ha mai ritenuto opportuno pubblicarli. Si tratta di sogni e di visioni che anticipavano in maniera inquietante drammatici eventi dell’ultimo secolo: dalla tragedia di Superga nel 1949 all’elezione di Paolo VI nel 1963, dalla guerra dello Yom Kippur nel 1973 al rapimento e all’assassinio di Aldo Moro nel 1978, dal ferimento di Giovanni Paolo II nel 1981 all’esplosione del reattore di Chernobyl nel 1986, dall’attentato alla basilica di San Giovanni in Laterano nel 1993 alla caduta delle Torri Gemelle nel 2001 (Aleteia, 15 marzo 2016).

Il miracolo – riconosciuto in pochi mesi dalla Chiesa – è quello avvenuto a fine agosto del 1953, a Siracusa, in casa di una giovane coppia di sposi, Angelo Iannuso e Antonina Giusto, in attesa del loro primo figlio.

Il 29-30-31 agosto e l’1 settembre, da un quadretto di gesso raffigurante il cuore immacolato di Maria, posto a capezzale del letto matrimoniale, sono sgorgate delle “lacrime umane”. Gli occhi di Maria si manifestarono gonfi di lacrime come di una persona presa da forte emozione, che presero a scendere rigando il delicato volto, andando a raccogliersi nel cavo della mano (Aleteia, 5 febbraio 2015).

Nossa Senhora das Lágrimas
La Madonna delle Lacrime di Siracusa.

Infine, ad est, la “firma di Maria” raggiunge uno dei luoghi più famosi al mondo per le apparizioni mariane: Medjugorje. A partire dal 24 giugno 1981 alcuni ragazzi e ragazze del piccolo villaggio bosniaco sono stati posti a confronto con degli eventi straordinari. Raccontano di aver visto la Madonna (Gospa in croato) che sarebbe loro apparsa sul monte Podbrdo.

La Commissione Teologica Internazionale, che ha studiato il caso fino al 2014, ha riconosciuto come soprannaturali le prime sette apparizioni della Madonna. Ecco cosa accadde nel giorno della prima apparizione.

Nel pomeriggio del 24 giugno 1981, la sedicenne Mirjana Dragičević si recò con la quindicenne Ivanka Ivanković a fare una passeggiata sul sentiero alla base della collina del Podbrdo. Intorno alle 17 le due ragazze stavano rientrando verso casa, quando Ivanka vide, in alto a circa duecento metri di distanza, una figura luminosa. Subito esclamò: «Guarda, la Gospa».

Mirjana però la tacitò immediatamente: «Ma quale Madonna…?». In seguito, quest’ultima spiegherà: «Non avevo mai sentito prima la possibilità che la Madonna potesse venire sulla terra. Per questo non ho guardato. Ero arrabbiata, poiché mi hanno insegnato che con il nome di Dio e della Madonna non si scherza».

Dinanzi alla reazione di Mirjana, Ivanka si bloccò: «Non riuscivo a credere che stavo davvero vedendo quel che pensavo di vedere. Ero totalmente confusa». Cosicché continuarono a camminare verso l’abitazione della famiglia Pavlović, davanti alla quale si trovava la figlia minore, la tredicenne Milka, che chiese alle due di accompagnarla a recuperare alcune pecore proprio sul Podbrdo. Ivanka, tornata nel luogo dove aveva avuto la precedente visione, avvistò nuovamente una donna, poggiata come su una nuvoletta, che faceva cenno di avvicinarsi e teneva un neonato fra le braccia. Questa volta pure Mirjana vide la medesima figura.

Milka era al loro fianco, anch’ella stupefatta per la visione, e così le trovò l’amica sedicenne Vicka, che era andata a cercarle lungo quel consueto sentiero di passeggiate. Al loro grido: «Vicka, ecco lì la Madonna!», la ragazza si impaurì e scappò, ma poco dopo incontrò il ventunenne Ivan Ivanković e il sedicenne Ivan Dragičević. Con loro, tornò sui propri passi e all’improvviso tutti e tre ebbero quella straordinaria visione. Qualche attimo di indecisione e, in ordine sparso, i sei veggenti presero a fuggire in direzione del paese (Aleteia, 19 giugno 2019).

Personaggi famosi che si sono convertiti a Medjugorje.

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