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Ucraina: le chiese in rovina per le bombe russe e le opere d’arte che potrebbero andare perdute

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Karol Wojteczek - Esteban Pittaro - pubblicato il 15/03/22

“Non potranno mai distruggere la nostra fede profonda nell'Ucraina e in Dio”, ha dichiarato il Presidente ucraino Zelensky

“Anche se distruggeranno tutte le chiese e le cattedrali ucraine, non potranno mai distruggere la nostra profonda fede nell’Ucraina e in Dio”, ha dichiarato il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un discorso del 3 marzo.

Il fuoco dell’artiglieria e le bombe russe hanno devastato non solo case ed edifici pubblici ucraini, ma anche molti luoghi di culto.

1 Kharkiv: cattedrale della Dormizione della Santissima Vergine Maria (e altre chiese)

Il Presidente ucraino si è riferito direttamente alla distruzione della storica cattedrale di Kharkiv, terminata nel 1770. Un missile ha colpito la chiesa, che ospita i rifugiati, nel pomeriggio del 2 marzo. Fortunatamente, non ci sono stati feriti.

La cattedrale, che appartiene alla Chiesa Ortodossa Ucraina del Patriarcato di Mosca, era stata distrutta anche in passato. Nel 1930 i comunisti l’hanno profanata e devastata, assumendone poi il controllo. L’edificio è stato restaurato per l’uso religioso nel 2009.

Altre due chiese della città sono state assediate, danneggiate e bombardate fin dal primo giorno di guerra. Si tratta della chiesa di Sant’Antonio e della chiesa delle Donne Portatrici di Fragranze (in ordine nelle fotografie).

2 Viazovka: chiesa della Natività della Santissima Vergine Maria

Ecco un altro edificio storico (del 1862) distrutto il 7 marzo dall’artiglieria russa. La Chiesa Ortodossa Ucraina del Patriarcato di Mosca ha annunciato che solo il campanile della chiesa è rimasto indenne dopo il bombardamento.

3 Zavorychi: chiesa di San Giorgio

Le informazioni sulla distruzione della chiesa di Viazovka si sono unite a quelle relative all’incendio di un’altra chiesa storica di grande valore. La Chiesa Ortodossa Ucraina del Patriarcato di Mosca ha annunciato che la chiesa di San Giorgio, del 1873 e situata vicino Kiev, è stata data alle fiamme il 7 marzo.

Secondo il parroco, p. Petro Kotyuk, gli occupanti russi hanno bombardato deliberatamente l’edificio, aprendo anche il fuoco contro i civili che si nascondevano lì vicino.

4 Chernigov: chiesa di Kazan – Icona della Madre di Dio

Un’altra chiesa del Patriarcato di Mosca, terminata nel 1827, è stata bombardata la notte del 7 marzo. Anche se fortunatamente i danni non sono gravi, l’edificio del presbiterio adiacente è stato distrutto.

Quella stessa notte, i Russi hanno bombardato anche il Monastero dell’Assunzione di Yelets a Chernigov.

5 Bobrik: chiesa dell’Ascensione del Signore

Il bombardamento è avvenuto il 5 marzo. Il missile l’ha raggiunta mezz’ora dopo un servizio religioso. “Grazie a Dio nessuno è rimasto ferito. In quel momento, i fedeli e i bambini stavano prendendo il tè in un edificio vicino. I bambini si sono spaventati, sono caduti a terra e hanno iniziato a piangere”, ha riferito il parroco, p. Jan Shevchenko.

6 Guliaipole: chiesa di San Tikhon Zadonsky

È stata distrutta l’8 marzo insieme ad altri locali della parrocchia (del Patriarcato di Mosca) e ad alcune abitazioni vicine. Fortunatamente, i residenti sono riusciti a fuggire e a mettersi al sicuro.

7 Sumy: seminario metropolitano di San Vladimiro

È stato bombardato da aerei russi la notte dell’8 marzo. Fortunatamente non ci sono state vittime. Sumy è stata bombardata continuamente fin dal primo giorno dell’invasione.

8 Malin: chiesa del Santo Volto

La città viene bombardata da vari giorni. L’8 marzo, cinque abitanti hanno perso la vita. Una delle chiese locali del Patriarcato di Mosca era già stata distrutta in precedenza. Alcuni mezzi di comunicazione hanno informato erroneamente che si trattava della chiesa di San Michele.

9 Schastie: chiesa di Santa Caterina

Completata nel 1914, è stata costruita a intermittenza per vari decenni dai residenti locali, frustrati dallo straripamento regolare del fiume Donets, che impediva di partecipare ai servizi religiosi nella chiesa di Staryi Aidar. È stata danneggiata dall’artiglieria il 7 marzo.

10 Irpin: cappella della chiesa del Grande Martire San Gregorio il Vittorioso

Irpin, vicino Kiev, è uno dei luoghi in cui la situazione umanitaria è più grave. La città è completamente isolata a livello di elettricità, riscaldamento, acqua, medicinali e rifornimenti alimentari.

I feroci combattimenti che si verificano nei dintorni da vari giorni si sono uniti alla morte di almeno una dozzina di civili. I Russi sono arrivati a sparare contro un convoglio di evacuazione che si riuniva in chiesa.

La vicaria e la cappella della chiesa sono tra gli edifici distutti. Fortunatamente, i proiettili non hanno raggiunto l’edificio principale, dove si erano rifugiate decine di persone, inclusi bambini e disabili.

Opere d’arte cristiana a rischio

Oltre alle chiese, è il patrimonio culturale ucraino in generale che corre un enorme rischio per via della guerra nel Paese. In alcune interviste recenti con i media occidentali, vari direttori di musei hanno spiegato le operazioni che stanno portando avanti per mettere in salvo e minimizzare il possibile impatto sulle opere più emblematiche in caso di attacchi alle loro strutture.

Il Direttore Generale del Museo Nazionale Andrey Sheptytsky di Leopoli ha riferito ad AP che a volte “viene da piangere”: “Oggi ci sono pareti vuote, e ci si sente tristi, amareggiati. Fino all’ultimo minuto non pensavamo che sarebbe potuto accadere”.

Oltre al Museo Nazionale Andrey Sheptytsky, che conserva un’incredibile collezione di arte sacra ucraina, con pezzi che risalgono fino al XII secolo, spiccano il Museo della Storia delle Religioni, con quattro sedi, unico nel suo genere al mondo, e la grande collezione di Arte Orientale e Occidentale del Museo Nazionale d’Arte Bohdan e Varvara Khanenko.

Fino a un mese fa, quest’ultimo mostrava sulle reti sociali la ricchezza della sua attività, con nuove esposizioni e presentazioni, ma in pochi giorni è cambiato tutto, e come vari musei delle grandi città ucraine, ha smesso di pubblicare messaggi sulle reti.

Il Museo Regionale di Yitomir ha pubblicato su Facebook un messaggio poco prima che iniziassero i bombardamenti sulla città, rivolgendosi a chi era preoccupato per la sua collezione:

“Il nostro museo ha resistito a DUE Guerre Mondiali, è sopravvissuto all’istituzione di un’Ucraina indipendente, quando la collezione di molti musei è stata apertamente dispersa dagli uffici governativi. Anche questa volta ci risolleveremo!”

Arte religiosa

In termini di patrimonio artistico a tema religioso, i musei dell’Ucraina attirano non solo perché permettono di conoscere le creazioni degli artisti di queste terre, alcuni dei quali contemporanei come Sviatoslav Hordynsky, con opere in decine di templi in tutto il mondo, ma anche perché conservano opere che fanno comprendere l’evoluzione dell’arte religiosa europea senza uscire dal Paese.

In questo senso, ha avuto un ruolo importante la coppia formata da Bohdan e Varvara Khanenko, che nella seconda metà del XIX secolo ha raccolto una grande collezione poi donata al popolo ucraino. Il loro nome è scomparso dal museo durante il periodo sovietico “per l’assenza di successi rivoluzionari nella cultura del proletariato”.

Alla fine del XX secolo, però, è stata resa loro giustizia, portando il loro nome al Museo di Arte Orientale e Occidentale di Kiev.

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