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Una Settimana Santa decisamente diversa nel Sud Italia

PUGLIA ITALY Holy Week

Massimo Todaro | Shutterstock

Bret Thoman, OFS - pubblicato il 08/04/22

Come fanno da secoli, i fedeli scendono in strada per assistere alle processioni e unirsi alle preghiere

La Settimana Santa è uno dei momenti più toccanti dell’anno in Italia. Anche se ci sono molte tradizioni diverse in tutto il Paese, quelle del Sud colpiscono in modo particolare.

I riti della Settimana Santa nel Sud risalgono all’epoca della dominazione spagnola. Prima dell’unità d’Italia nella seconda metà del XIX secolo, questa parte del Paese era sotto il dominio della Spagna, i cui governanti hanno lasciato il segno in molti modi, soprattutto nelle ricche tradizioni della Settimana Santa.

Una regione particolarmente nota per i suoi riti è la Puglia.

I riti – concentrati soprattutto intorno al Triduo – sono organizzati dalle confraternite collegate alle parrocchie cittadine. Ogni parrocchia ha la propria confraternita. Un aspetto notevole sono gli indumenti che si indossano, qualcosa tra una tunica e un abito religioso. Nel dialetto locale si parla di “paranze”.

In una confraternita associata alla chiesa del Carmine a Mottola, vicino Taranto, gli uomini indossano tuniche bianche con bordi in pizzo ricamati in modo elaborato, e un manto beige con uno scapolare marrone a malapena visibile al di sotto. Il capo è coperto da un cappuccio bianco con dei fori per gli occhi, e sulla testa portano una corona di spine.

Procedono scalzi e portano vari strumenti della Passione di Cristo, come scale o chiodi. Alcuni tengono in mano quelli che in dialetto vengono chiamati tric trac, che agitano occasionalmente.

La corona di spine, il procedere a piedi nudi e il volto coperto per umiltà sono tutti elementi che indicano la penitenza, e imitano il percorso compiuto da Cristo il Venerdì Santo.

I riti iniziano alla fine della Messa del Giovedì Santo. Due fratelli che indossano le paranze escono dalla chiesa preceduti da un uomo che indossa un abito scuro e agita il tric trac per annunciare il loro arrivo. Avanzano lentamente lungo le vie della città, fermandosi in segno di devozione a ogni chiesa.

Nei giorni che portano al Triduo, ogni parrocchia è stata accuratamente decorata ed è piena di fiori profumati.

La processione principale ha luogo il Sabato Santo. È un evento importante che coinvolge buona parte della città, iniziando all’alba alla chiesa del Carmine e terminando a mezzogiorno. Vi partecipano tutte le confraternite; centinaia di uomini e ragazzi indossano le paranze, mentre donne e ragazze indossano qualcosa di simile.

La processione è lenta e cupa, e il ritmo è due passi avanti e uno indietro. È preceduta da una banda che suona musica funebre con ottoni e tamburi. La musica è stata scritta specificatamente per la processione del Sabato Santo, alcuni brani centinaia di anni fa.

Al centro della processione ci sono dodici Misteri – statue che rappresentano la Passione e la Morte di Gesù. Le statue vengono affisse a pannelli di legno sostenuti su due tavole e portate a spalla da due coppie di fratelli.

Nate in un’epoca in cui la gente era perlopiù analfabeta e non riusciva a leggere le Scritture da sé – o a comprendere il Latino durante la Messa –, le statue servivano a comunicare la storia della Passione e della Crocifissione di Cristo. È quasi una rievocazione dei Misteri dolorosi del Rosario.

Il penultimo Mistero è quello del “Cristo morto”, una statua di un Cristo insanguinato che giace in una bara coperta da un velo. È preceduto dall’alto consiglio della confraternita e scortato dai Carabinieri.

Il Mistero finale è quello dell’Addolorata, un’alta statua di Maria Addolorata vestita con un splendido abito nero e velata, che guarda in alto e piange. È accompagnata da quattro sorelle vestite in abiti neri e veli a simboleggiare il lutto. Mentre passa, la gente ai lati della strada si inginocchia e fa il segno della croce.

Anche se oggi è meno comune, in passato i fedeli spesso scoppiavano in lacrime a quella vista. Guardando la Madonna Addolorata, le donne ricordavano un figlio morto in guerra, un marito costretto a emigrare per cercare lavoro o un figlio morto di malatia.

La processione si fa lentamente largo nella città, fermandosi per portare i Misteri del Cristo Morto e dell’Addolorata in ciascuna delle parrocchie cittadine per qualche minuto di preghiera e riflessione. I poliziotti fermano e deviano il traffico mentre i partecipanti alla processione attraversano le strade.

Verso la fine della processione sfilano il sindaco e le altre autorità cittadine, indossando abiti scuri e il tricolore sulle spalle. Un sacerdote porta un microfono e guida il Rosario, le coroncine o altre litanie, mentre un assistente spinge un altoparlante. Alla fine sfilano i fedeli in preghiera, che si uniscono man mano che la processione passa davanti a loro.

Anche se i riti si radicano in un’epoca di devozione popolare e sentita religiosità, vanno avanti grazie alla tradizione e al desiderio di tener vivo il folklore locale, e il messaggio che trasmettono è che anche se Cristo è morto risorgerà.

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