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Campionessa di golf, monaca di clausura… e ora in Cielo

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BELEN DE LA CRUZ

Cortesía

Matilde Latorre - pubblicato il 16/04/22

Un libro scritto dai genitori di Belén de la Cruz, carmelitana scalza, permette di comprendere il motivo per cui uomini e donne continuano a dedicarsi a Dio nella vita contemplativa

Giovane campionessa di golf, monaca di clausura e ora in Cielo. Si potrebbe riassumere così il percorso di Belén Pery Osborne, carmelitana scalza, morta il 5 aprile 2018 a 33 anni.

Nata a San Fernando, nella provincia spagnola di Cadice, nel 1984, aveva profondi occhi verdi. Era una nota giocatrice di golf, ed è diventata campionessa dell’Andalusia.

Intelligente, avrebbe potuto accarezzare successi professionali e formarsi una famiglia, ma dentro di sé sentiva che non le avrebbero dato la felicità.

Il 1° ottobre 2005, a 21 anni, è entrata nel convento delle Carmelitane Scalze Virgen de la Sierra, a San Calixto, Hornachuelos (Córdoba), prendendo il nome di Belén de la Cruz. 

Confessioni di un padre

La sua vita viene ora raccontata dai suoi genitori, Estanislao Pery e María Osborne, in un libro intitolato Belén, carmelita descalza, nuestra hija (Belén, carmelitana scalza, nostra figlia; editrice Xerión).

“Dopo averci pensato molto, lo abbiamo saputo dopo, ha deciso di entrare in un convento di clausura sperduto sulle montagne”, ha spiegato suo padre in una presentazione del libro. 

“Rinuncia a tutto ciò che ha, che è molto: rinuncia a formare una famiglia, e cambia tutto per una vita austera, di obbedienza e di povertà”, ha aggiunto il padre della religiosa. “Entra in una comunità di monache, che non conosce, tutte più grandi di lei. Ma hanno tutte qualcosa in comunue, la vocazione”.

BELEN DE LA CRUZ

Vocazione come chiamata di Dio

“Belén ha potuto prendere quella decisione perché aveva una vocazione”, ha dichiarato il padre. “Nel caso della vita religiosa, della vita contemplativa, è una chiamata interiore”.

Quando suo padre le ha espresso i suoi dubbi sulla possibilità di sentire la voce di Dio per qualcosa di tanto serio, Belén gli ha risposto: “Papà, quando passi per una chiesa qualsiasi, entra, siediti, quindici minuti d’orologio, e in silenzio, senza pensare a niente di concreto. E vedrai come Dio ti dice qualcosa”.

Belén ha vissuto in convento per dodici anni. Dopo la professione solenne con cui si consacrava a Dio per la vita, l’8 settembre 2015 è stata nominata maestra delle novizie, e qualche giorno dopo, il 20 ottobre, nelle elezioni della comunità è stata eletta all’unanimità madre superiora. 

Il 14 aprile 2017 le è stato diagnosticato un tumore alle ovaie. È morta pochi mesi dopo, il 5 aprile 2018, a soli 33 anni.

Il vescovo di Córdoba, monsignor Demetrio Fernández, che poche ore prima della sua morte aveva visitato il convento “per consolare le sorelle”, ha rivelato che una delle religiose gli ha confessato che “non sapeva che stesse tanto male”.

Quando le monache si riunivano nel momento della ricreazione, Belén “faceva un grande sforzo, al punto che alcune delle monache non conoscevano la gravità della situazione”.

La Croce

“Un giorno, in una seduta di chemioterapia, la dottoressa si è interessata al suo nome e le ha chiesto: ‘Perché de la Cruz?’”, ha rivelato la sua famiglia.

“Perché la Croce è una benedizione”, ha risposto. “Cosa fa un sacerdote quando dà la benedizione? Il segno della croce. Cosa facciamo quando ci segniamo? Il segno della croce. Nella Croce c’è tutto. Ci sono la salvezza e la pace”.

Al funerale, presieduto da monsignor Demetrio, hanno partecipato centinaia di persone, tra cui molti giovani, compagni di scuola e di università. In quell’occasione, alcuni di loro hanno recuperato il proprio rapporto con Dio, secondo testimonianze raccolte per iscritto.

Una risposta a chi si chiede a cosa serva una monaca o un monaco di clausura nel XXI secolo.

Il libro Belén, carmelita descalza, nuestra hija, si può acquistare sulla pagina web della Fundación DeClausura.

BELEN DE LA CRUZ

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clausuramonacasanti e beati
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