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Cosa fare se il bambino non sta bene dopo il vaccino

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Ospedale Bambino Gesù - pubblicato il 26/04/22

Cosa bisogna fare se il bambino ha una reazione al vaccino?

Di Veronica Santilli

Dopo la vaccinazione anti-COVID-19 nei bambini tra 5 e 11 anni possono comparire alcuni sintomi o effetti collaterali, esattamente come può accadere quando si assume un qualsiasi altro farmaco o vaccino.

Generalmente effetti lievi e transitori

Lo studio che ha valutato la sicurezza del vaccino Comirnaty in circa 3100 bambini di questa età ha mostrato che, nei rari casi in cui il vaccino causa reazioni avverse, generalmente si tratta di effetti lievi e transitori, che si verificano poco dopo la vaccinazione, scomparendo nella maggior parte dei casi entro uno o due giorni.

Le reazioni osservate sono state:

  • Locali: gonfiore, dolore e arrossamento nel sito di iniezione
  • Generalizzate: malessere, mal di testa, brividi, febbre, dolori muscolari, nausea, ingrossamento dei linfonodi, eruzione cutanea
    I possibili effetti collaterali nei bambini sono quindi simili a quelli riscontrati negli adolescenti e negli adulti. In particolare, dallo studio valutativo iniziale sulla sicurezza e dai dati osservati poi su oltre cinque milioni di somministrazioni già effettuate negli Stati Uniti e Israele nei bambini tra i 5 e gli 11 anni, la frequenza di questi disturbi collaterali è stata inferiore a quella osservata negli adolescenti e negli adulti.

Inoltre, nell’ampio studio citato, non ci sono state segnalazioni di reazioni gravi, di miocardite o di pericardite, né reazioni allergiche tipo anafilassi e, ovviamente, non è stato registrato alcun decesso.

Le reazioni “positive”

Questi cosiddetti “effetti collaterali” del vaccino sono il segno che il sistema immunitario del bambino sta in effetti reagendo al vaccino. I genitori non devono quindi preoccuparsi se al bambino viene un po’ di febbre o se il bambino lamenta malessere: si tratta di reazioni “positive”, perché ci dicono che l’organismo sta rispondendo al vaccino.

Cosa bisogna fare se il bambino ha una reazione al vaccino?

Generalmente tutte le manifestazioni lievi che si possono verificare in seguito al vaccino si risolvono autonomamente, senza l’aiuto di farmaci. Nel caso si voglia alleviare un sintomo come la febbre, o cercare di calmare il bambino irrequieto a causa del dolore, si può somministraredell’ibuprofene o del paracetamolo.

Se il bambino si lamenta e la zona dove è stato somministrato il vaccino sembra gonfia e arrossata, si può applicare un panno bagnato con acqua fresca o una borsa del ghiaccio, in modo tale da alleviare il dolore.

Farmaci antiallergici

Come tutti i farmaci, anche questo vaccino può provocare una reazione allergica, determinata da una ipersensibilità del bambino a uno dei suoi componenti. Si tratta in genere di reazioni lievi e transitorie, facilmente controllabili con farmaci antiallergici, ad esempio arrossamenti cutanei o zone limitate di gonfiore, sintomi di tipo orticarioide (macchie rosse, rilevate e pruriginose) che possono essere localizzati o più diffusi.

Quando contattare il pediatra

In tal caso è opportuno contattare il pediatra di famiglia per descrivere l’evento e ricevere suggerimenti o una eventuale visita. Se il pediatra conferma che la reazione non è grave, il bambino potrà ricevere la dose successiva dello stesso vaccino, in condizioni di protezione, segnalando al vaccinatore l’episodio occorso. Il medico potrà avvalersi di un consulto con uno specialista in allergie e immunologia per una ulteriore valutazione e consigli.

Le reazioni allergiche gravi

Le reazioni allergiche gravi sono eccezionali e rese ancor più rare grazie a un’accurata anamnesi pre-vaccinale, che permette al personale sanitario, tramite domande specifiche, di valutare una potenziale non idoneità alla vaccinazione. Le reazioni allergiche gravi – chiamate anafilassi – possono causare un battito cardiaco accelerato, difficoltà respiratorie, gonfiore della gola ed eruzioni cutanee generalizzate. In questo caso il sanitario interviene somministrando un farmaco – l’adrenalina – che rapidamente annulla la reazione. Le reazioni gravi compaiono quasi sempre a breve distanza dalla somministrazione: per questo viene chiesto ai genitori di attendere almeno 15 minuti dopo la vaccinazione prima di allontanarsi.

Rarissimi casi di miocardite e pericardite

Chiunque abbia avuto una grave reazione allergica dopo aver ricevuto un vaccino COVID-19 non deve ricevere un’altra dose di quel tipo di vaccino. Negli adolescenti vaccinati con Comirnaty a dose piena (oltre 12 anni la dose di vaccino è uguale agli adulti) sono stati osservati rarissimi casi di miocardite e pericardite, due condizioni infiammatorie che interessano il cuore.

Risolti con un terapia specifica

In questi ragazzi si è manifestata con dolore toracico improvviso, mancanza di respiro o palpitazioni (sensazione che il cuore “batta forte”), che si sono sempre risolti con una terapia medica e spesso senza ricovero. Nel caso comparissero questi sintomi, sarà opportuno effettuare controlli adeguati attraverso il proprio pediatra o in ospedale. Quando vi è una sospetta reazione avversa ai vaccini, gli operatori sanitari, i centri vaccinali e i genitori stessi possono segnalarlo attraverso il sito web https://www.vigicovid.it/.

L’Agenzia Europea del Farmaco e l’OMS vigilano sulla sicurezza dei vaccini

Le informazioni verranno poi inviate alla banca dati nazionale dell’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco. L’AIFA a sua volta condivide le segnalazioni con l’Agenzia Europea del Farmaco e con l’Organizzazione Mondiale della Sanità che insieme vigilano sulla sicurezza dei vaccini. Grazie alle segnalazioni è possibile valutare con sempre maggiore precisione gli eventuali effetti collaterali e intervenire in modo tempestivo, garantendo la sicurezza dei vaccini in commercio.

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