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Il sacerdote di Kiev che indossa un giubbotto antiproiettile sulla tonaca

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UKRAINIAN PRIEST BULLETPROOF VEST

Courtesy of Facebook page of Fr. Andriy Bodnaruk

Maria Lozano - pubblicato il 28/04/22

Padre Andriy Bodnaruk svolge il suo ministero per le famiglie rimaste nella capitale e i soldati ai checkpoint

L’associazione caritativa cattolica internazionale Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) ha inviato più di mezzo milione di euro in sostegno ai sacerdoti in Ucraina che continuano a servire una popolazione terrorizzata dalla guerra. Quasi 1.900 sacerdoti cattolici stanno ricevendo uno stipendio in tutto il Paese.

Uno di questi presbiteri è padre Andriy Bodnaruk, che svolge il suo ministero per le famiglie rimaste nella capitale e i soldati ai checkpoint. Celebra anche la liturgia nei rifugi e organizza attività per aiutare a distrarre i bambini durante la guerra in corso. Indossando un giubbotto antiproiettile sulla tonaca, fa visite pastorali a chi ha scelto di rimanere, nei rifugi per gli sfollati o in casa propria, come una signora 90enne non vedente che vive da sola con la figlia. P. Andriy porta la Comunione a chi la desidera, e oltre all’aiuto spirituale distribuisce ai bisognosi pacchi di aiuti che compra con i fondi che riceve da ACS e da altre organizzazioni che aiutano sul posto.

“Sto facendo quello che facevo prima: servo Dio, la Chiesa e il nostro popolo. Resto vicino alle sofferenze che affliggono la gente. Cerco soprattutto di stare accanto a chi combatte il nemico, e a chi subisce stress e ansia. Coordiniamo anche gli aiuti che riceviamo dai nostri partner”, ha affermato il giovane sacerdote greco-cattolico.

Sacrifici per la pace

Nelle sue conversazioni con la gente, p. Andriy cerca di parlare dell’amore, e dice che vede questo amore in chi vive a Kiev. “La nostra gente non sta entrando nel panico, ma ha un maggior bisogno di servire e di sostenersi a vicenda. Posso constatare questa dedizione. Molte persone, quelle che avevano più mezzi, una casa più bella e che vivevano nel comfort, ora indossano spesso giacche e pantaloni strappati ed escono al freddo, giorno e notte, per proteggere la loro città e i loro vicini. Sono disinteressate e impegnate. Sanno quello che rappresentano. La gente è unita, soprattutto intorno alla Chiesa, perché quando la comunità si riunisce a pregare nei rifugi per gli sfollati diventa più unita, e le persone assumono la responsabilità le une per le altre”.

P. Andriy ammette di temere che le sue emozioni possano risentire dalla guerra, ma ringrazia Dio perché il silenzio e la preghiera lo hanno aiutato a trovare risposte alle domande più difficili.

Il presbitero cerca di trasmettere ai fedeli – e ai soldati – che non c’è niente di buono e di sacro nella rabbia, e ricorda loro che Cristo ha perdonato coloro che Lo hanno ucciso, “perché non sanno quello che fanno”, mentre la Madonna pregava in silenzio. Il sacerdote insiste sul fatto di non maledire il nemico per non mettersi al suo livello. La forza di combattere, dice, viene dalla fede e dalla fiducia in Dio.

Liturgie nella metropolitana

P. Andriy non è solo nel suo servizio. Centinaia di sacerdoti a Kiev sta svolgendo quest’opera pastorale e sociale.

In una delle stazioni della metropolitana della capitale, usate come rifugi antiaerei, i sacerdoti della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina celebrano regolarmente la Messa, o, per usare la definizione appropriata per il loro rito, la Liturgia Divina.

Un sacerdote celebra, mentre un altro ascolta le Confessioni. In questo periodo difficile, l’opera pastorale dei sacerdoti è coadiuvata dalle suore, che spesso cantano gli inni che accompagnano la liturgia.

Ogni centesimo speso è un contributo alla pace mondiale

Il mondo si sta stringendo intorno all’Ucraina, dice p. Andriy, e questa unità risulta nell’aiuto che i volontari e la comunità globale stanno inviando nelle città occupate: “Ringrazio sinceramente Aiuto alla Chiesa che Soffre per il suo sostegno finanziario in questo periodo difficile. Voglio assicurarvi che ogni centesimo speso in questo tempo di guerra è un grande contributo alla pace mondiale. I fondi che riceviamo vengono usati soprattutto per spese operative, per comprare medicinali e prodotti necessari e pagare i trasporti. Questi fondi sono anche necessari per mantenere la mia famiglia”.

Come molte Chiese di rito orientale, anche quella greco-cattolica permette l’ordinazione di uomini sposati, e p. Andriy ha moglie e figli. La sua famiglia, spiega, è stata costretta ad abbandonare Kiev e a trasferirsi nell’Ucraina occidentale. “Avendo dovuto lasciare tutto a Kiev, abbiamo dovuto comprare quello che serviva per ricominciare”. Purtroppo, in queste condizioni difficili il denaro finisce presto. I suoi risparmi sono durati solo fino alla fine del primo mese di guerra, spiega. “Non sappiamo quanto andrà avanti tutto questo, ed è davvero snervante, a volte iniziamo ad avere dubbi e si fa strada il panico. Nonostante il grande sostegno che riceviamo da ACS, continuiamo ad affrontare nuove sfide. Ad esempio, non ho una macchina, e spesso dipendo dall’aiuto altrui per portare pacchi alimentari e svolgere il mio ministero sacerdotale”.

I trasporti sono sempre più cari, perché il prezzo del carburante è aumentato considerevolmente e le riserve sono scarse, dato che è perlopiù riservato ai militari e ad altri servizi urgenti. “Dobbiamo formare lunghe code alle stazioni di servizio per ottenere il carburante necessario per visitare la nostra comunità, amministrarle i sacramenti e soddisfare altre necessità”.

Un momento speciale per apprezzare le cose semplici

P. Andriy è convinto che sia Dio che sta salvando il popolo dal male e dalla disperazione. “Ci lamentavamo molto del fatto di essere poveri. Ora capiamo che se ci svegliamo al mattino con due occhi, due braccia e due gambe è già una benedizione!”, esclama.

Questo è un momento speciale per apprezzare il valore delle cose semplici. A suo avviso, la guerra è anche un’occasione di riconciliazione. “Quando Cristo è stato crocifisso, e quando era nella tomba, nessuno ha notato niente di diverso, ma dopo quella tempesta, dopo la morte, è giunta la resurrezione. Quel periodo e quella resurrezione arriveranno”.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente da Aiuto alla Chiesa che Soffre, ed è ripubblicato in questa sede per gentile concessione. Per conoscere meglio la missione di ACS in aiuto alla Chiesa sofferente, visitate il sito https://acs-italia.org/.

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