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Il consiglio perfetto di San Tommaso d’Aquino al momento di bere

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Theresa Civantos Barber - pubblicato il 19/05/22

La maggior parte di noi beve occasionalmente qualcosa di alcolico, ma vi siete mai chiesti dove tracciare il limite?

La maggior parte di noi beve occasionalmente qualcosa di alcolico, ma vi siete mai chiesti dove tracciare la linea di confine? Qual è il limite per godersi l’alcool bevendo in modo responsabile?

A prima vista, sembra che non ci sia una risposta semplice per i cattolici. Il Catechismo è molto vago sul tema, dicendo soltanto

“La virtù della temperanza dispone ad evitare ogni sorta di eccessi, l’abuso dei cibi, dell’alcool, del tabacco e dei medicinali. Coloro che, in stato di ubriachezza o per uno smodato gusto della velocità, mettono in pericolo l’incolumità altrui e la propria sulle strade, in mare, o in volo, si rendono gravemente colpevoli” (2290).

Sappiamo, quindi, che dobbiamo praticare la temperanza e non bere al punto che non sia sicuro. Ci sono però molti gradi tra il “Mai alcool” e “Livelli pericolosi di consumo di alcool”. Come sapere quando arriva il momento di smettere?

Il più grande tra tutti i teologi, San Tommaso d’Aquino, ha parole di saggezza per noi sul fatto di bere in modo responsabile.

Una volta, infatti, ha scritto “Hinc bibere usque ad hilaritatem per se quidem non est illictum”, che tradotto letteralmente significa: “Per questo, bere fino al punto dell’ilarità in sé non è illecito”.

È davvero una guida molto utile per noi. “Ilarità” in questo caso significa allegria e divertimento piacevole.

Se beviamo “fino al punto dell’ilarità”, potrebbe significare un piccolo ronzio o sentirsi un po’ “brilli”. Questo grado di consumo di alcool può essere un modo eccellente di unire allegria e calore a un incontro.

Bere al di là del “punto dell’ilarità”, cioè perdere il controllo, è tuttavia andare troppo oltre. In quel momento, il consumo di alcool diventa eccessivo.

Possiamo tener conto della regola di San Tommaso d’Aquino quando berremo qualcosa con gli amici quest’estate (e ovviamente in qualsiasi epoca dell’anno!), e anche al momento di consigliare i figli che scoprono il proprio limite a livello alcolico.

Ovviamente, è importante riconoscere se si ha un problema con l’alcool. Alcuni hanno una predisposizione alla dipendenza dall’alcool, e altri possono essere allergici o più sensibili. Può anche essere difficile prendere decisioni responsabili sull’alcool se si è depressi o ansiosi. A volte è meglio optare per qualcosa di analcolico.

Se riuscite a gestire l’alcool responsabilmente e qualcuno vi dice che da cristiani non è corretto bere, ricordategli le famose parole di Hilaire Belloc:

“Ovunque brilli il sole cattolico,

ci sono sempre risate e buon vino rosso.

Almeno io li ho sempre trovati.

Benendicamus Domino!”

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