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Caso Telford, un report conferma: abusi sessuali su migliaia di bambine

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RAGAZZA, TRISTE, ORSETTO

Halfpoint | Shutterstock

Annalisa Teggi - pubblicato il 21/07/22

Un'inchiesta conferma lo scenario peggiore: già dagli anni '80 in Inghilterra gli abusi su bambine perpetrati da una minoranza pakistana musulmana sono stati tenuti nascosti per preservare la facciata multirazziale del paese.

Voci dall’inferno di Telford

Loro hanno reso la mia vita un inferno per anni, mi hanno costretto così tanto che volevo solo farla finita. Tante volte rimanevo seduta e pensavo che uccidermi sarebbe stato più facile che affrontare questo tutti i giorni, nascondendomi da tutti. Essere torturata, subire minacce … il controllo.

Rapporto IICSE

[Intervistatore]: E perché facevi sesso con lui?
Vittima: Perché diceva di amarmi.
[Intervistatore]: Ok. Ma quindi tu volevi o non volevi fare sesso con lui?

Vittima: No
[Intervistatore]: E perché ci facevi sesso?
Vittima: Perché mi dava attenzioni.
[Intervistatore]: Ecco, questa è l’altra domanda che volevo farti. Ti dava qualcosa in cambio?
Vittima: No, a parte l’attenzione e l’amore.
[Intervistatore]: Quindi lui … stai dicendo che ti dava attenzione e amore…

Vittima: Sì.

Rapporto IICSE

Questi stralci di testimonianze provengono da un report pubblicato in questi giorni che mette nero su bianco l’orrore di Telford. Chi parla sono bambine, vittime di abusi sessuali sistematicamente nascosti a partire dagli anni ’80. Il caso Telford non è recente, ma torna di attualità proprio perché il documento pubblicato a seguito dell’ inchiesta indipendente fortemente caldeggiata da Laura Allan (membro conservatore del Parlamento di Telford) nel 2018 conferma lo scenario peggiore.

TELFORD, MAPPA, INGHILTERRA

Cosa è succeso a Telford?

Forse il nome Telford vi ricorda qualcosa, forse no. Si tratta di uno scandalo esploso nel 2018, ma su fatti orrendi perpetrati a partire dagli anni ’80. Ricapitoliamo. Nel marzo del 2018 l’inglese Sunday Mirror scoperchiava il vaso di Pandora: sarebbero ammontati a migliaia i casi di bambine abusate sessualmente, torturate e in certi casi uccise nella cittadina di Telford (170 mila abitanti, nella contea dello Shropshire, in Inghilterra). Gli abusatori e carnefici erano uomini appartenenti alla minoranza pakistana musulmana, motivo che indusse le autorità a mettere sotto il tappeto le indagini, per timore che la politica di accoglienza multirazziale inglese vacillasse. Le vittime erano ragazze bianche (anche di appena 11 anni), ritenute dai loro carnefici promiscue.

La conclusione aberrante è quella che un’altra testata inglese riassume così:

E’ chiaro che, in termini indiscutibili, la difesa del multiculturalismo è stata ritenuta prioritaria rispetto alla difesa dei bambini vittime di questi crimini disgustosi.

Da Spike
BAMBINA, SCALZA, ORSETTO

E ‘disgustosi’ è un eufemismo. Le brevi testimonianze riportate in apertura sono un amarissimo assaggio. La strategia dei carnefici era consolidata e meschina. Si trattava di adescare bambine vulnerabili bladendole con un comportamento romantico. Fingevano di amarle, per poi indurle a sottomersi ad abusi sessuali da parte di interi gruppi di adulti. A ciò facevano seguito minacce e torture indicibili. Alcune bimbe sono morte. E non solo loro.

La maggior parte dei responsabili degli abusi non usava contraccettivi, le gravidanze indesiderate venivano in molti casi interrotte. Alcune ragazze abusate hanno dato alla luce i figli dei loro stupratori.

Da BBC

E all’evidenza della vita distrutta di queste migliaia di bambine, si aggiunge l’onta di essere state inascoltate per anni nelle loro denunce da polizia e servizi sociali, o addirittura additate come prostitute. Gli insegnanti sono stati dissuasi dal riportare le notizie di abusi raccolte tra i loro studenti: si chiedeva loro an overly cautious approach (atteggiamento estremamente cauto). Detto chiaro: omertà.

Il report IICSE: plausibile lo scenario peggiore

L’inchiesta dell’Independent Inquiry into Child Sexual Abuse (IICSA) diretta da Tom Crowther ha portato alla redazione del rapporto uscito lo scorso 13 luglio. Questo doumento dà finalmente il nome di vittime a tutte le ragazze giovanissime che in questi anni sono state inascoltate o screditate, oltre che abusate.

La BBC lo riporta con chiarezza, le indagini sono state insabbiate a causa di una “apprensione razziale“, cioé della paura che un eventuale scandalo a danno di una minoranza asiatica avrebbe infiammato tensioni razziali nel paese.

Per quanto questo report sia un passo in avanti, non siamo di fronte a un atto di giustizia, bensì all’amara constatazione di quanto siano profonde certe ferite.

A fronte della pubblicazione, riporta sempre la BBC, “la polizia della West Mercia Police si scusa assolutamente per gli eventi passati, insieme al Consiglio Telford & Wreckin”. Assolutamente. Basta un avverbio a rimediare a un’omertà tanto venefica?

E certe perplessità restano anche riguardo al report appena pubblicato. Alcune voci inglesi sostengono che anche questo documento sia troppo tiepido nel dare un’identità ai colpevoli:

La maggioramza degli uomini responsabili, ci viene detto, “erano del sud dell’Asia”. E’ forse abbastanza specifico? Di sicuro gli uomini che hanno plagiato e stuprato tante ragazzine vulnerabili mentre i servizi sociali, le scuole e la polizia facevano finta di non vedere, non possono essere semplicemente definiti con una categoria geografica così vasta da comprendere miliardi di persone.

Quando Sajid Javid fu segretario, commissionò una ricerca che delineasse nel dettaglio il profilo di queste gang, e arrivò alla conclusione che molti degli abusatori erano di etnia pakistana.

Da The Spectator

Intanto, nel silenzio omertoso di questi anni, la piaga degli abusi è dilagata e il quadro della situazione peggiora. Emergono dal silenzio altri casi, tutt’altro che isolati, da altre città inglesi. Siamo di fronte a un ritratto sociale davvero inquitante, in cui le premure ideologiche di una condotta politicamente corretta fanno vittime tra quelli che Virgilio già definì i fiorellini del prato recisi dall’aratro, i figli.

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