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L’accordo Vaticano-Cina verrà rinnovato? – Daniel Rudd, lo schiavo diventato giornalista cattolico – & altro… 

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CHINA

Antoine Mekary | Aleteia

i.Media per Aleteia - pubblicato il 27/07/22 - aggiornato il 27/07/22

Ogni giorno, Aleteia offre una selezione di articoli scritti dalla stampa internazionale sulla Chiesa e le questioni principali che preoccupano i cattolici nel mondo. Le opinioni e i punti di vista espressi in questi articoli non sono quelli degli editori.

Mercoledì, 27 luglio 2022 

1. Accordo Vaticano-Cina: rinnovarlo o meno?

2. Come risolvere un problema come Viktor Orbán? 

3. Daniel Rudd, lo schiavo diventato giornalista cattolico e sostenitore dell’uguaglianza razziale

1. Accordo Vaticano-Cina: rinnovarlo o meno?

Nel 2018, la Santa Sede ha firmato un accordo con la Cina sulla nomina dei vescovi che scadrà nell’ottobre 2022 e dovrebbe essere rinnovato. Sul sito Bitter Winter, il giornalista Massimo Introvigne ripercorre le recenti dichiarazioni del Papa in un’intervista alla Reuters in cui ha detto di volere che l’accordo sia rinnovato, nonostante gli scarsi risultati ottenuti finora. Il giornalista critica la visione del Pontefice dei rapporti con la Cina, in base alla quale la “Ostpolitik” guidata dal cardinal Casaroli negli anni Sessanta e Settanta del Novecento ha portato alla caduta dei regimi comunisti. Introvigne sottolinea che questa interpretazione è dibattuta, e che perfino all’epoca la Santa Sede non ha dovuto cedere così tanto con i Paesi dell’Europa Orientale. Al contrario, sottolinea, “Roma ha accettato tutti i presuli selezionati dal Partito Comunista Cinese”. La posizione del Papa è difficile da mantenere, spiega Introvigne, perché allo stesso tempo “i sacerdoti dissidenti continuano ad essere imprigionati”, e “vari vescovi cattolici che erano ‘scomparsi’ non sono ricomparsi”. A questo stadio, tuttavia, non rinnovare l’accordo potrebbe essere peggio, riconosce, considerando che il Vaticano si è posto “in una situazione impossibile”.

Bitter Winter, inglese

2. Come risolvere un problema come Viktor Orbán? 

Un articolo d’opinione pubblicato sul Catholic Herald analizza la situazione attuale della Chiesa cattolica in Europa, soprattutto in Paesi dell’Europa Centrale e Orientale come Polonia e Ungheria, e si chiede che posizione abbia la Chiesa. Si mettono in contrasto l’atteggiamento di Papa Francesco e del Primo Ministro ungherese della destra cattolica e nazionalista Viktor Orbán. L’articolo sottolinea che i Paesi dell’Europa Centrale e Orientale “sono le uniche parti dell’Europa in cui la Chiesa cattolica sta realmente crescendo. In queste regioni, tuttavia, la “fede cristiana è fortemente collegata al tradizionalismo e al nazionalismo”, che possono contrastare con l’atteggiamento aperto di Papa Francesco. “Non è ovviamente un segreto che l’Europa e l’UE siano ora divise tra un Oriente più omogeneo, ricristianizzato e tradizionalista e un Occidente più variegato, secolare e progressista”, sostiene l’articolo, “ma che posto ha la Chiesa, intrappolata tra queste visioni del mondo?” “Per la Chiesa, è sempre più un percorso minato: il Vaticano può davvero alienarsi l’unica parte dell’Europa in cui la fede sta crescendo di fronte ai banchi vuoti nel resto del mondo occidentale? O, dall’altro lato, la Chiesa vuole essere associata a politiche rigide sulle migrazioni e il nazionalismo, soprattutto in un momento in cui si cerca di arrivare a comunità come i popoli indigeni del Canada?”, si chiede l’articolo.

Catholic Herald, inglese

3. Daniel Rudd, lo schiavo diventato giornalista cattolico e sostenitore dell’uguaglianza razziale

Il National Catholic Register dedica un articolo alla vita dello statunitense Daniel Rudd, nato nel 1854 come schiavo e poi fondatore del primo quotidiano cattolico di colore della nazione, l’American Catholic Tribune. Nato in una piantagione a Bardstown, nel Kentucky, Rudd venne introdotto al cattolicesimo in una cattedrale vicina. Ricordava di essere stato battezzato “allo stesso fonte battesimale in cui tutti gli altri, bianchi e neri, venivano battezzati senza discriminazione se non sulla base di chi era arrivato prima”, spiega l’articolo. Nel 1865 arrivò l’emancipazione, e nel 1885 Rudd fondò un quotidiano cattolico di colore in cui promosse le idee della giustizia sociale, perché credeva davvero che la Chiesa potesse essere fonte di miglioramento in questa battaglia. “La grande Chiesa del nostro Signore e Salvatore sta perseguendo la sua missione divina, di ‘istruire tutte le Nazioni’, ponendo il sigillo della sua approvazione in ogni tempo a livello di giustizia ed equità e condannando in ogni periodo l’ingiustizia nei confronti delle povere e disprezzate persone di colore”, scrisse Rudd. Molti cattolici e membri del clero sostennero il quotidiano di Rudd, che riproponeva testi dei vescovi che si opponevano alla segregazione razziale. Il lavoro di Rudd è andato oltre il giornalismo, promuovendo l’uguaglianza razziale in vari gruppi politici e di sostegno. “La vita di questo affascinante leader e attivista cattolico di colore interessa tutti i cattolici, e auspicabilmente può sfidarci a impegnarci come lui in una visione cattolica dell’uguaglianza razziale”, conclude l’articolo.

National Catholic Register, inglese

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