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“Il martirio di padre Jacques Hamel è provato”

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Agnès Pinard Legry - pubblicato il 28/07/22

Dichiarazioni ad ACS del postulatore della causa di beatificazione nel sesto anniversario dell'assassinio del sacerdote francese

“Il martirio di padre Jacques Hamel è provato”, ha dichiarato ad Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) il postulatore della causa di beatificazione, p. Paul Vigouroux. A sei anni dall’assassinio del sacerdote, ACS ha intervistato Vigouroux, che afferma: “Siamo in presenza di una morte violenta in odio alla fede cristiana, e in modo premeditato. La Polizia francese lo ha dimostrato e risulta dall’inchiesta”.

Jacques Hamel è stato ucciso dagli jihadisti nella sua parrocchia di Saint-Étienne-du-Rouvray, in Normandia (Francia), il 26 luglio 2016 mentre celebrava la Santa Messa.

Sei anni dopo, il Vaticano studia la sua causa di beatificazione, mentre la chiesa di Saint-Étienne a Saint-Étienne-du-Rouvray, vicino Rouen, è diventata un luogo di pellegrinaggio. “I fedeli accorrono alla chiesa o alla tomba padre Hamel, da soli o in gruppo”, spiega ad ACS p. Vigouroux, sacerdote della diocesi di Rouen.

Vigouroux riferisce che il fervore è dovuto al fatto che la figura di padre Jacques parla alla gente contemporanea di un uomo che ha vissuto nella semplicità, amando la sua vita quotidiana.

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Durante il processo per dimostrare la santità del sacerdote francese, sono stati comunicati alcuni miracoli e guarigioni che contano sulla testimonianza dei medici. “C’è l’esempio di una persona che afferma di aver messo le proprie mani paralizzate sulla tomba di padre Hamel e di essere guarita”, riferisce il postulatore. “Abbiamo la testimonianza del suo medico. Ci sono senz’altro elementi soprannaturali che ci esortano a portare avanti il nostro lavoro”.

P. Hamel è stato pugnalato varie volte fino alla morte. Riferendosi a lui, Papa Francesco ha affermato durante la Messa del 14 settembre 2016 che il sacerdote francese “è un martire!”

Dopo l’attentato è iniziata l’indagine, raccogliendo documenti e testimonianze per chiarire i fatti. Una volta conclusi i lavori, il rapporto è stato inviato a Roma, dove è stato pubblicato un decreto indicando che l’inchiesta era stata svolta correttamente e che la questione era allo studio.

Jacques Hamel era nato il 30 novembre 1930 a Darnétal, alla periferia industriale di Rouen, in Normandia. Al momento del suo assassinio era sacerdote da 58 anni. Ha trascorso la sua vita servendo gli altri, celebrando matrimoni, battezzando, accompagnando i malati… Era aperto al dialogo ecumenico e interreligioso con i musulmani e anche con la comunità ebraica, che di tanto in tanto visitava.

Il postulatore della causa afferma che uno dei messaggi principali di padre Hamel è la semplicità e l’autenticità. “Non cercava di essere al centro dell’attenzione, non voleva essere famoso”. P. Jacques Hamel è tuttavia diventato noto per il fatto di essere il primo sacerdote martire assassinato dal jihad in Europa nel XXI secolo.

Nella canonica tutto resta uguale

Aleteia ha visitato la canonica di p. Hamel, dove il tempo sembra essersi fermato a quel terribile 26 luglio 2016.

Il processo per perseguire l’attentatore e assassino si è tenuto a febbraio e marzo di quest’anno presso la Corte d’Assise di Parigi. Il tribunale ha condannato quattro uomini accusati di cospirazione terroristica.

Il giorno prima dell’assassinio di p. Hamel, sua sorella Roseline era arrivata con altri sei familiari alla canonica per una visita. “Ci aspettava con ansia, e siamo arrivati un po’ in ritardo”, ha ricordato durante l’audizione al processo il 17 febbraio. Quella sera hanno cenato tutti insieme. “Si è messo a tavola e ha detto: ‘Sono così felice di avervi alla mia tavola!’

La mattina dopo, p. Jacques si è alzato prima di loro per celebrare, come al solito, la Messa feriale alle 9.00 nella chiesa di Saint-Étienne. L’assemblea era leggermente meno numerosa del solito perché vari parrocchiani erano in vacanza.

“Come sempre, pensavamo che avremmo fatto colazione con lui una volta che fosse tornato dalla Messa”, ha confidato Roseline Hamel con la voce rotta dall’emozione. “Aveva preparato la colazione, le tazze erano sul tavolo, il pane pronto…” Meno di un’ora dopo, padre Jacques Hamel è stato assassinato nella sua chiesa.

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