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Urla disumane, catene, occhi neri: le vessazioni del diavolo a Padre Pio

Padre Pio

Public Domain

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 03/08/22

Il racconto dei testimoni oculari, estrapolato dagli atti del processo canonico

Testimoni oculari delle vessazioni del diavolo contro Padre Pio: i loro racconti di quello che accadeva nelle giornate del frate di Pietrelcina sono da brividi perché hanno potuto sentire e vedere con i loro occhi gli assalti demoniaci e le loro conseguenze. A parlarne è il libro in uscita per edizioni Segno, “In lotta con il cosaccio”, di Marcello Stanzione e Francesco Guarino.

Il primo testimone

Il primo testimone degli attacchi del diavolo è stato proprio padre Pio. All’inizio il giovane frate ha cercato in tutti i modi di nascondere la cosa, in seguito inevitabilmente divenne di dominio pubblico. In verità, i frati che ebbero la fortuna di assistere ad alcuni attacchi da parte del principe del male, non furono tanti. 

Padre-Pio-Don-Salvatore-Pannullo
Padre Pio e Pannullo, il prete del giovanissimo Francesco Forgione.

Don Salvatore Pannullo

Se si esclude padre Agostino da san Marco in Lamis, direttore spirituale di Padre Pio, possiamo contarli sul palmo della mano. A Pietrelcina, il più feroce dei periodi di battaglia, è stato testimoniato dall’arciprete don Salvatore Pannullo.

Padre Nazareno e la detonazione

A Foggia un’altra testimonianza pregevole è di padre Nazareno d’Arpaise, che, all’epoca dei fatti, era superiore del convento di Sant’Anna. Il fatto avvenne mentre tutta la fraternità era a cena. 

«S’intese una forte detonazione nella sua stanzetta, ch’era sulla volta del refettorio. Mandai fra Francesco da Torremaggiore (Fg) alla stanza di padre Pio, immaginando che avesse bisogno di qualche cosa e avendo chiamato invano pensai avesse lanciato una sedia in mezzo alla stanza per essere intenso. Il fratello andò su e domandò di che cosa avesse bisogno, ma padre Pio rispose: “Non ho chiamato né ho bisogno di niente”. Assicuratomi che non aveva bisogno di niente, si continuò a cenare. Nelle sere successive la detonazione avveniva egualmente. A refettorio i frati incominciarono a immaginare e a fantasticare…».

Il giovane frate 

Un altro testimone oculare fu un giovane “fratino” del convento di San Giovanni Rotondo, nel periodo in cui il giovane frate di Pietrelcina ricopriva il ruolo di direttore del Seminario. Giunto sull’altura del Gargano, padre Pio non viene risparmiato dall’apostata infame.

Lividi e occhio nero

Nel 1917 si occupa della formazione dei giovani seminaristi che regolarmente sentono provenire dalla sua stanza rumori di catene, tonfi, urla, risate parossistiche. Spesso, al risveglio, padre Pio ha un occhio nero, è gonfio di lividi, la sua stanza è interamente sottosopra, i ferri del letto sono piegati e attorcigliati.

A young Padre Pio
Il frate di Pietrelcina sin da giovanissimo ha subito gli assalti del diavolo.

“Padre Pio gemeva”

Il giovane padre Emilio da Matrice dormiva nella stanza del padre spirituale e ha potuto testimoniare durante il processo di canonizzazione: 

«Una notte mi svegliai di colpo per un grande fracasso. A occhi aperti e ben nascosto nelle coperte, io sentivo che il Padre Pio gemeva e ripeteva le parole: “Madonna mia!”… Dall’altro sentivo sghignazzate e rumori di ferri che si storcevano e cadevano a terra e catene che rumoreggiavano sul pavimento. Non so quanto tempo durò questa scena, ma è certo che io rimasi senza fiato, nascosto come un topo sotto i muri di una casa in rovina».

Il drammatico risveglio

«Al mattino, prima che suonasse la sveglia, appena riuscii a liberare la testa dalle coperte, al tenue chiarore di un lumicino, vidi con spavento che i ferri dei teli erano contorti e Padre Pio, con un occhio gonfio e dolorante, era seduto sulla sedia». 

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