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Come l’amicizia e la Preghiera del Signore hanno salvato “Il Signore degli Anelli”

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HO | AFP

Cerith Gardiner - pubblicato il 20/09/22

Come uno scoraggiato J.R.R. Tolkien ha quasi desistito dal suo romanzo epico e come un amico e la preghiera sono andati in suo soccorso

J.R.R. Tolkien ha dato gioia a milioni di persone con il suo romanzo epico Il Signore degli Anelli, ma se non fosse stato per il suo amico George Sayer, il libro, pubblicato in tre parti, avrebbe potuto non vedere mai la luce.

Sayer, responsabile per la lingua inglese presso il prestigioso Malvern College e devoto cattolico, era amico sia di C.S. Lewis che di Tolkien, e i due scrittori andavano spesso a trascorrere del tempo con lui a Malvern, nel Worcestershire.

In un’occasione, Sayer si recò a Oxford, dove viveva Tolkien, e i due si incontrarono. L’insegnante di Inglese vide che Tolkien era scoraggiato e depresso perché gli editori non erano interessati né a Il Signore degli Anelli né a Il Silmarillion. Era così stanco che avrebbe voluto bruciare i manoscritti.

Fortunatamente il suo amico Sayer venne in suo soccorso, e invitò lo scrittore a Malvern per cambiare un po’ aria. Tolkien partì con Sawyer, portando i suoi manoscritti sul retro della macchina.

Sayer ebbe poi un colpo di genio. Aveva comprato un registratore Ferrograph nella sua città natale, e provò a persuadere Tolkien a registrare dei passi de Il Signore degli Anelli. Anche se Tolkien era reticente, decise di farlo a una condizione: recitare prima la Preghiera del Signore.

In autentico stile Tolkien, la recitò in gotico antico, pensando che sarebbe stata un’arma più potente contro i demoni in agguato nel sospetto nuovo registratore, riferisce la Malvern Gazette.

Queste registrazioni, che si possono trovare qui, diedero allo scrittore nuova linfa, e il resto è storia.

Se l’intervento di Sayer non è ampiamente noto, vale sicuramente la pena di menzionarlo. I due uomini erano non solo amici nella fede, ma sapevano anche come sostenersi a vicenda quando era più necessario. E i fan di Tolkien in tutto il mondo sono senz’altro grati per il fatto che lo scrittore abbia ascoltato il suo amico!

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