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In Argentina, un progetto per ritirare le immagini religiose dagli spazi pubblici

ARGENTINA

Marko Vombergar | Aleteia

Esteban Pittaro - pubblicato il 30/09/22

Per gli autori del progetto, la simbologia religiosa “non solo non è rappresentativa della totalità della popolazione, ma non si concilia con la laicità dello Stato Nazionale”

In Argentina, quattro deputati hanno presentato un progetto per la “rimozione dei simboli e delle immagini religiose installate in spazi pubblici e/o edifici appartenenti allo Stato Nazionale”.

Si tratta dei parlamentari dell’opposizione Karina Banfi, autrice principale del progetto, Martín Arjol, Fabio Quetglas e Fernando Iglesias, i primi tre radicali e il quarto del blocco PRO.

Il progetto che cerca di vietare l’esposizione di simboli e immagini religiose quando non facciano parte del linguaggio architettonico era già stato presentato in due occasioni, nel 2018 e nel 2020.

In questa occasione, il nuovo tentativo di trasformarlo in legge ha luogo dopo la massiccia partecipazione di funzionari del Governo, molti dei quali in generale contrari a qualsiasi iniziativa di carattere religioso, a una Messa nella basilica di Luján nella quale hanno pregato per la pace nel Paese, ma senza la presenza di avversari politici.

Le motivazioni

Secondo i promotori, l’obiettivo del progetto sarebbe quello di “garantire l’effettivo rispetto dei principi di libertà religiosa e di coscienza, nonché di garantire il carattere laico dei poteri pubblici”.

Per gli autori, la simbologia religiosa “non solo non è rappresentativa della totalità della popolazione, ma non si concilia con la laicità dello Stato Nazionale”. A loro avviso, l’intenzione del divieto sarebbe che lo Stato “garantisca pari trattamento di culti per progredire nella costruzione di un’agenda pubblica basata non sulla morale, ma sui diritti dei cittadini”.

Il fatto che la Costituzione argentina affermi all’articolo 2 che il Governo federale sostiene il culto cattolico si riferisce a un sostegno economico e finanziario, ma non presuppone la confessionalità dello Stato. Allo stesso modo, ricordano vari trattati internazionali a cui l’Argentina aderisce e che sostengono la libertà di culto e il diritto di manifestare la propria religione o credo.

Le polemiche

Il progetto menziona come precedente l’annosa polemica relativa all’intronizzazione all’ingresso del palazzo dei Tribunali, sede centrale del Potere Giudiziario, di un’immagine dell’invocazione mariana di Santa Maria del Rosario di San Nicola.

Inizialmente, in linea con l’allora ministro della Corte Suprema, la Giustizia riteneva che dovesse essere rimossa perché “avrebbe rivelato un’implicita, ma non per questo meno chiara, adesione a un credo, a scapito di altri”, ma in una sentenza successiva è stato giudicato che “dalla sola manifestazione pubblica di una fede religiosa, anche se emanata da organi dello Stato, non si può dedurre una presunzione di trattamento discriminatorio o arbitrario”.

Al di là della denuncia ricorrente per strumentalizzazione politica della religiosità popolare o della figura del Papa, attualmente non sono in atto discussioni concrete per la presenza di immagini religiose in spazi ed edifici pubblici.

Al contrario, sono più frequenti contenziosi per l’occasionale esposizione di manifestazioni artistiche che travisano le immagini religiose a scopo critico in spazi pubblici come musei o centri espositivi.

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