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Voleva diventare pasticciere, ma Dio lo ha chiamato a diventare sacerdote

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Dolors Massot - pubblicato il 06/10/22

Antonio Sánchez Franco è stato appena ordinato sacerdote “per aiutare molte anime a sperimentare l'amore di Dio”

“Cosa vuoi diventare, pasticciere o sacerdote?”, ha chiesto il rettore del seminario ad Antonio. È stata questa domanda a fargli rispondere con gioia che Dio lo chiamava ad essere sacerdote per sempre.

Lavorava e al contempo studiava Panetteria e Pasticceria, e aveva potuto constatare l’effetto del lievito nella pasta di cui parla il Nuovo Testamento. Era chiamato ad essere lievito nella società del XXI secolo, concretamente come sacerdote.

Antonio ha 29 anni e viene da un paese della zona spagnola di Murcia, Llano de Brujas. È il primo di quattro fratelli, ed è cresciuto in un ambiente familiare cristiano. Suo padre era il sagrestano della parrocchia, sua madre catechista. Da piccolo, quando gli chiedevano cosa volesse fare da grande, “diceva sempre il vescovo”.

A 7 anni ha iniziato a fare il chierichetto. “Trascorrere ogni giorno in parrocchia era la mia vita normale, insieme a studi e amici”, ricorda.

Crescendo, ha dedicato più tempo e il suo stesso cuore a Dio: come volontario della Caritas, prendendo parte a una confraternita… Quando qualcuno insinuava che avrebbe potuto diventare sacerdote si irritava. Credeva di fare già abbastanza.

“Dicevo che già collaboravo”

“Oggi diventare sacerdote non è di moda, e io dicevo che già collaboravo e rispondevo al Signore in tutto quello che mi chiedeva”.

Ma la fiamma era sempre accesa. Dio lo interpellava “con più insistenza”, spiega, e lui rispondeva interiormente “No, io no”.

La malattia di suo padre ha cambiato la situazione.

“Mio padre ci diceva che se il Signore ci chiama per qualcosa non possiamo non ascoltarlo. Dà a ciascuno di noi quello che può sopportare”.

Quella considerazione ha fatto breccia nel cuore del giovane, che è stato di nuovo assalito dalla domanda: “Sacerdote, perché no?” Era il momento di rispondere alla sua vocazione.

“Ho chiesto alla Madonna di illuminarmi”

“Il Signore è tornato a chiamarmi in modo deciso, e ho chiesto alla Madonna di illuminarmi. La mia risposta è stata: ‘Signore, quello che vuoi, quando vuoi, come vuoi, ma con Te’”.

Quell’estate ha deciso di partecipare a un’esperienza di convivenza del seminario: “Sono andato lì a trascorrere quei giorni con la convinzione che non fosse il posto per me, ma alla fine è servito per rendermi conto che il Signore mi stava chiamando davvero, che mi voleva per Sé”.

Lì ha incontrato altri giovani che come lui pensavano alla possibilità di seguire Cristo nella chiamata al sacerdozio, ed è stato allora che il rettore gli ha chiesto se voleva diventare pasticciere o sacerdote.

“Ho scoperto una grande famiglia”

A settembre, Antonio è entrato in seminario: “Avevo trovato l’orma per la mia scarpa, la giacca che mi stava meglio, e ho scoperto una grande famiglia”.

Dopo alcuni anni di formazione, Antonio ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale l’11 settembre scorso nella chiesa parrocchiale di Nuestra Señora de las Lágrimas a Llano de Brujas. Sa bene che la sua vita sarà “un cammino di rose, spine comprese”, e confida totalmente nel Signore.

Se il lavoro di panettiere e pasticciere lo avrebbe portato a nutrire i corpi, ora la missione del sacerdote lo fa vivere “per aiutare molte anime a sperimentare l’amore di Dio”.

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