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Qual è il segreto della longevità degli ordini religiosi più antichi? 

Moines du Bec Hellouin

Philippe Lissac / GODONG

Marzena Wilkanowicz-Devoud - pubblicato il 28/10/22

700, 800, 900 anni, e anche 1.000 o quasi… Alcuni ordini religiosi risultano tra le organizzazioni più antiche al mondo. Tra intuizione fondativa e regole di vita, preghiera e lavoro, disciplina e fraternità, qual è il segreto della loro longevità?

C’è una forma di vita religiosa comune che garantisce una longevità di sette, otto, nove secoli? Qual è la formula che dà risultati tanto impressionanti? Molti ricercatori si sono posti a considerare la questione, analizzando da vicino i più antichi ordini religiosi. Come, ad esempio, il monastero benedettino di Engelberg, in Svizzera, fondato nel 1120 e che Emil Inauen, dell’Università di Zurigo, ha posto a oggetto di uno studio per quanto riguarda l’influenza della sua governance monastica nella capacità di sopravvivenza. 

Altri scienziati hanno paragonato la differenza tra le modalità di funzionamento tra gli ordini contemplativi (i cistercensi) e gli ordini predicatori (i domenicani) rispettivamente ai loro potenziali di longevità, in particolare grazie ai meccanismi di governance. Quanti sono definiti dalle regole di vita monastica (tra cui la Regola di san Benedetto o quella di sant’Agostino), che costituiscono veri e propri tesori di sapienza. Evidentemente, essi sono una vera fonte di ispirazione per la vita quotidiana di ogni cristiano, ma lo sono pure per i manager d’impresa! 

Tesori di sapienza 

In questa luce, e prendendo in considerazione l’inevitabile usura del tempo, i benedettini, i francescani, i premostratensi, i domenicani… hanno ancora un avvenire davanti a loro? «Sì, penso di sì», risponde ad Aleteia il frate domenicano Dominique-Marie Dauzet, autore di una monumentale storia dell’ordine dei Premostratensi, che nel 2021 ha festeggiato i 900 anni dalla fondazione: 

Ai nostri giorni, la vita comune nella Chiesa fa riscoprire una vera e propria capacità attrattiva, sia tra i giovani attratti dal sacerdozio o dalla vita religiosa, sia di tra i vescovi stessi. Ma una vita comune senza una regola e senza una autorità diventa complicata. L’ordine, che cominciò come una “comunità nuova” nel 1121, è ricca della sapienza di 900 anni di vita comune, arricchita dall’esperienza di quel che ha funzionato e di quel che non ha funzionato. 

Dominique-Marie Dauzet offre l’esempio della costituzione dei Premostratensi, costantemente rivista a seconda dell’evoluzione del diritto canonico ed ecclesiastico, cosa che offre in tal modo una garanzia di funzionamento equilibrato, con i suoi organi di controllo e di regolamento: 

È tutta qui la forza – conclude –, e anche la debolezza, dell’ordine oggi: l’amicizia fraterna nella vita comune; l’apostolato e la liturgia, con una forma di esigenza monastica. 

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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