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L’affascinante descrizione del Purgatorio di Tolkien 

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PD / Dublin Review

Philip Kosloski - pubblicato il 09/11/22

In “Foglia, di Niggle”, Tolkien racconta il viaggio nell’aldilà di un uomo, e ci offre una descrizione unica del Purgatorio.

Tolkien è arcinoto per essere l’autore de Il Signore degli Anelli, e in molti sanno che vi intese 

un’opera fondamentalmente religiosa e cattolica; inconsciamente da principio, ma consapevolmente durante la revisione. 

A parte tutto ciò, esiste un altro racconto, da lui scritto, che quanto a simbolismo cattolico supera anche Il Signore degli Anelli: si intitola “Foglia, di Niggle” (Leaf, by Niggle), e racconta la storia di un uomo di nome (appunto) Niggle. 

Il viaggio di Niggle 

Egli è un pittore che non ha tempo per dedicarsi alle sue tele perché spesso viene interrotto dal vicino, Mr. Parish, alle prese con i preparativi di un misterioso viaggio che dice di dover intraprendere presto. Malgrado Mr. Parish lo infastidisca, Niggle lo aiuta in tutto ciò di cui ha bisogno. Un giorno, però, si ammala, e poco tempo dopo riceve la visita dell’«ispettore delle case». 

Il personaggio misterioso gli indica allora che il suo “viaggio” deve cominciare. Niggle viene accompagnato a una stazione e più tardi si veglia in una strana infermeria, chiamata “Workhouse”. I medici gli dànno un farmaco amaro e gli ordinano di lavorare «alla falegnameria e alla verniciatura delle assi». Da principio si oppone al lavoro monotono, ma alla fine trova che questo gli apporta una certa forma di soddisfazione, perché Niggle desidera dare una mano, quale che sia il compito affidatogli. 

Due voci misteriose lo giudicano, e poi determinano la sua sorte. Dopo un lungo discorso, la voce più amichevole fra le due prevale: Niggle è autorizzato a passare «allo stadio successivo». Lì egli viene condotto in un grande paese donde intravede di lontano un insieme di montagne. Lì incontra di nuovo Mr. Parish, e i due si riconciliano. Decidono anzi di costruire una casetta, lavorando insieme e beneficiando dei doni della natura. Un giorno vedono un uomo che assomiglia a un pastore, il quale cammina verso di loro scendendo lungo le coste erbose lungo le pendici dei monti. «Volete una guida?», chiede. «Volete continuare?». Niggle decide di seguire il pastore nel nuovo paese al di là delle montagne. 

Descrizione unica del Purgatorio 

Benché esistano molti passi differenti, in Foglia, di Niggle, è chiaro che Tolkien stesse raccontando una visione unica del Purgatorio. Accennò brevemente a questo aspetto della storia in una lettera: 

Ho cercato di mostrare in maniera allegorica come [la sotto-creazione] potrebbe essere ripresa nella Creazione in un piano qualunque nella mia storia-purgatorio “Foglia, di Niggle”. 

Si comprende allora che Niggle non era perfetto, in vita, ma che a causa della sua carità verso Mr. Parish è stato condotto a una sorta di purgatorio nell’aldilà. E lì, nell’infermeria, era stato purificato delle sue imperfezioni svolgendo un lavoro che in terra avrebbe evitato. Le due voci che decidevano della sua sorte sono spesso paragonate a quelle della Giustizia e della Misericordia. Agli occhi di Dio, tutti siamo visti sotto questo duplice prisma. E come ha notato papa Francesco durante una udienza generale, il 3 febbraio 2016, «è appunto la misericordia di Dio che porta a compimento la vera giustizia». 

In ultimo, Niggle passa dal purgatorio verso una terra ai confini del Cielo. Lì incontra il “pastore” che lo invita in un paese (secondo le parole di CS Lewis) «più alto e più lontano». La sua anima giunge finalmente a riposare e Niggle incontra la realizzazione di tutte le sue speranze, di tutti i suoi sogni. 

Questa bella e breve storia offre una visione refrigerante del Purgatorio, bella da leggere e feconda da meditare. La storia presenta una visione consolante dell’aldilà, spiegandoci che Dio ha qualcosa di meraviglioso in serbo per noi, anche se prima di giungerci dobbiamo essere purificati. 

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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