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Non confondere la preghiera con i pensieri contorti della tua mente

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don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 25/11/22

Vegliare e pregare significa esercitarci a stare nel tempo presente, a vivere con consapevolezza l’istante e allo stesso tempo imparare a stringere e coltivare una relazione personale con il Signore.

Vangelo di sabato 26 novembre

State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso; come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo». (Luca 21,34-36)

State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso.

Diciamo la verità, la nostra società è fondata sul principio di dissipazione, distrazione, preoccupazione, alienazione, e tutto questo per un motivo molto semplice: quando si vive così si è infelici, e solo gli infelici consumano in maniera compulsiva.

Nessuna economia potrebbe essere fiorente se avesse alla base delle persone felici. È questa la convinzione nascosta della nostra cultura. Gesù sembra dire esattamente il contrario, e cioè che per vivere la fede bisogna smontare tutte le cose che ci lasciano in una situazione di alienazione, distrazione, infelicità.

L’antidoto che egli ci offre è questo:

Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo.

Vegliare e pregare significa esercitarci a stare nel tempo presente, a vivere con consapevolezza l’istante e allo stesso tempo imparare a stringere e coltivare una relazione personale con il Signore.

Consapevolezza del presente e relazione con il Signore sono la grande cura all’infelicità contemporanea. Ma solitamente noi vorremmo modi per fuggire dalle nostre responsabilità e dal nostro presente, e confondiamo la preghiera con i tortuosi ragionamenti che facciamo in noi stessi.

È un bel dono da chiedere oggi: occhi aperti e cuore spalancato. 

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