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Portare gioia è lo scopo di ogni missione cristiana

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Shutterstock | Gino Santa Maria

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 20/12/22

Ma non una gioia qualunque, ma la gioia che nasce dall’introdurre nella vita altrui la presenza di Gesù

Vangelo di mercoledì 21 dicembre

In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore». (Luca 1,39-45)

Che cos’è una missione? A questa domanda risponde il Vangelo di oggi. La scena raccontata dalla pagina evangelica ci descrive il viaggio che Maria compie per andare dalla propria casa a quella della cugina Elisabetta.

Erano circa tre o quattro giorni di duro cammino, e nonostante ciò Maria percorre quel tragitto in fretta e senza tentennamenti:

In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.

Ma arrivata a casa di Elisabetta ecco svelato un primo senso di quel viaggio/missione:

Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo.

Maria entra in casa e la sua sola presenza e il suo semplice saluto, inondano la casa e le persone di gioia. Portare gioia è lo scopo di ogni missione cristiana. Ma non una gioia qualunque, ma la gioia che nasce dall’introdurre nella vita altrui la presenza di Gesù.

È significativo che Gesù è nascosto nel grembo di Maria come in un tabernacolo, eppure quell’apparente assenza evidente di Gesù non impedisce la rivoluzione della gioia.

Ogni vero missionario porta nascosto nella sua esperienza Gesù. Egli sa che solo Gesù può operare un cambiamento e riempire di gioia la vita altrui.

Ogni missionario non si fida delle sue opere ma si fida della misteriosa opera di Cristo attraverso di Lui. Così come Elisabetta vede Maria e non Gesù, così ognuno vede il missionario e non Gesù. Ma dai frutti che provoca eccone svelato il protagonista nascosto:

Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore».

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