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La storia di Daniel, oggi 15enne, scampato miracolosamente all’aborto

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fizkes | Shutterstock

Silvia Lucchetti - pubblicato il 01/02/23

La cantuatrice cattolica Mirael racconta la storia di Daniel, oggi adolescente, che rischiò di essere abortito e si salvò grazie a Dio e per intercessione di San Giovanni Bosco "al quale avevo affidato questa piccola creatura in bilico tra la vita e la morte".

Grazie alla testimonianza pubblicata su Facebook dalla cantautrice cattolica Mirael vi raccontiamo una storia in cui la vita ha trionfato e un bambino è nato, nonostante le premesse parlassero di violenza e di morte. Daniel, questo è il nome del piccolo scampato all’aborto, che oggi è un ragazzo di 15 anni.

Il racconto di Mirael

Sua mamma resta incinta che è poco più di un adolescente, il fidanzato è violento con lei e vuole che abortisca il bambino.

il compagno voleva interrompere la gravidanza in ospedale o a suon di botte – racconta Mirael.

L’artista seppur giovane comprende immediatamente la tragedia che poteva compiersi e così dona ascolto e aiuto alla ragazza. Seppur distante geograficamente, si accerta degli sviluppi della situazione al telefono e soprattutto affida il piccolo che corre un grande pericolo a San Giovanni Bosco.

Mirael affida il bambino a San Giovanni Bosco

Dopo mille peripezie, che nel mio piccolo vivevo al telefono, era riuscita a fuggire dal compagno. Il 31 gennaio – racconta Mirael – giorno di San Giovanni Bosco al quale avevo affidato questa piccola creatura in bilico tra la vita e la morte, si realizzò il sogno di poter finalmente abbracciare la mamma, e con lei il piccolino che portava nel grembo.

Proprio nel giorno di don Bosco Mirael incontra la ragazza: la sua preghiera è stata esaudita. Mamma e bambino stanno bene. La va a prendere in stazione per portarla in un luogo sicuro.

La ragazza incinta viene accolta in un luogo sicuro

(…) la accompagnai in una comunità di suore che si occupano di accogliere ragazze madri e fornire un’alternativa concreta alla morte dei loro figli.

E così i ricordi esplodono nel cuore: la nascita del bambino festeggiata in ospedale, il luogo che “avrebbe potuto farlo morire e che invece celebrava il grande miracolo della vita”.

Mirael è la madrina di Battesimo di Daniel

Poi la grande sorpresa per Mirael di essere scelta come madrina di Battesimo di Daniel, lei che aveva pregato per lui fin dal grembo materno vive la gioia di guidarlo nel cammino della fede.

Non dimenticherò mai quando, il giorno del suo battesimo, fui io ad accompagnare Daniel verso l’altare. Da perfetta sconosciuta ero diventata la sua madrina di battesimo… e non stavo nella pelle dalla gioia. Ero semplicemente felice che Daniel esistesse e grata a Dio di avergli salvato la vita. Mentre mi avvicinavo al fonte battesimale, con Daniel in braccio, cantavo una canzone che dice: “Chi ha sete venga e beva da me”. In effetti… nel cuore di ogni uomo c’è tanta sete di Dio. Una sete di vita, di Amore, che solo l’Amore, solo la vita, può dissetare. Ed è immergendosi in questo mare di vita, di Amore, che letteralmente ci si salva. Mi preparo, così, anche io a festeggiare la Giornata Nazionale per la Vita domenica 5 Febbraio. Perché, davvero, la morte non è mai una soluzione. Ciao vita! Benvenuta… sempre!

Mi tornano in mente i versi del ritornello di una famosa canzone di Diodato:

“Ah, che vita meravigliosa
Questa vita dolorosa
Seducente, miracolosa”

45ª Giornata nazionale per la vita

Domenica 5 febbraio si festeggerà la 45ª Giornata nazionale per la vita sul tema: La morte non è mai una soluzione. “Dio ha creato tutte le cose perché esistano: le creature del mondo sono portatrici di salvezza, in esse non c’è veleno di morte” (Sap 1,14). Nel messaggio preparato dal Consiglio episcopale permanente della Conferenza episcopale italiana, si sottolinea che “in questo nostro tempo, quando l’esistenza si fa complessa e impegnativa, quando sembra che la sfida sia insuperabile e il peso insopportabile, sempre più spesso si approda a una “soluzione” drammatica: dare la morte”. (Famiglia Cristiana)

La storia di Daniel ci dimostra che tutti possiamo fare qualcosa per aiutare una mamma a non abortire, per far vincere la vita. Una telefonata, un abbraccio, sostegno economico e affettivo, preghiere, amicizia. La solitudine è la bestia nera che acceca di paura e sgomento le donne in difficoltà di fronte a una gravidanza inaspettata. Sostenere i Centri Aiuto alla Vita significa stare dalla parte delle donne e dei loro figli. Sempre.

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