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Cosa significa che “Dio è amore”?

CHRIST

Diego Velázquez | Public Domain

Philip Kosloski - pubblicato il 09/02/23

Quando San Giovanni dice che “Dio è amore”, si riferisce a un amore molto più profondo rispetto alla definizione offerta dal mondo moderno

L’amore può essere definito in vari modi. Nel mondo moderno è spesso legato ai sentimenti di una persona per un’altra – sentimenti romantici, affetto familiare…

Questa definizione dell’amore può rendere confusa l’affermazione “Dio è amore”.

Dio è un sentimento? Dio si rende presente nei sentimenti calorosi e confusi del romanticismo o dell’affetto?

Cosa significa che “Dio è amore”?

Papa Benedetto XVI ha risposto a questa domanda con la sua enciclica dallo stesso titolo: Dio è amore, Deus caritas est.

Dio è Eros e Agape

In quell’enciclica, il Papa scomparso di recente ha affermato che Dio “ama, e questo suo amore può essere qualificato senz’altro come eros, che tuttavia è anche e totalmente agape”.

Benedetto XVI definisce questi termini greci collegati all’amore mostrando che Dio ci ama in entrambi i modi:

“Eros come termine per significare l’amore « mondano » e agape come espressione per l’amore fondato sulla fede e da essa plasmato. Le due concezioni vengono spesso contrapposte come amore « ascendente » e amore « discendente »”.

Anche se a prima vista può sembrare che questi due tipi di amore siano opposti l’uno all’altro, Benedetto XVI sostiene che insieme formano la vera definizione di Dio.

“In realtà eros e agape – amore ascendente e amore discendente – non si lasciano mai separare completamente l’uno dall’altro. Quanto più ambedue, pur in dimensioni diverse, trovano la giusta unità nell’unica realtà dell’amore, tanto più si realizza la vera natura dell’amore in genere. Anche se l’eros inizialmente è soprattutto bramoso, ascendente — fascinazione per la grande promessa di felicità — nell’avvicinarsi poi all’altro si porrà sempre meno domande su di sé, cercherà sempre di più la felicità dell’altro, si preoccuperà sempre di più di lui, si donerà e desidererà « esserci per » l’altro. Così il momento dell’agape si inserisce in esso; altrimenti l’eros decade e perde anche la sua stessa natura. D’altra parte, l’uomo non può neanche vivere esclusivamente nell’amore oblativo, discendente. Non può sempre soltanto donare, deve anche ricevere”.

Dio ci ama con un amore appassionato, che è personale e intimo. Allo stesso tempo, il Suo amore per noi è un dono di sé, un amore che sacrifica tutto per il bene dell’altro. In questo modo, Dio è tanto eros quanto agape, un amore intimo e appassionato che è autosacrificale per natura.

L’amore di Dio è profondo e insondabile. Possiamo sperimentarlo ogni volta che amiamo Dio e gli altri con il tipo d’amore che va al di là dei sentimenti intensi e confusi.

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