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Arcivescovo: l’80% degli Ucraini ha bisogno di aiuto per traumi

SVIATOSLAV SHEVCHUK

Genya Savilov | AFP

J.P. Mauro - pubblicato il 17/02/23

C'è necessità di assistenza pastorale, visto che il numero dei sacerdoti ucraini continua a diminuire

Il 24 febbraio segnerà un anno dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, che sembra ben lungi dal giungere a una conclusione. L’arcivescovo maggiore Sviatoslav Shevchuk, guida della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, richiama l’attenzione sul trauma che affligge tanti Ucraini, che a suo avviso richiede grande assistenza pastorale.

L’arcivescovo ha parlato in occasione di una recente conferenza online organizzata da Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), esprimendo la necessità che i sacerdoti identifichino e affrontino i problemi fisici e psicologici che derivano dai traumi di guerra:

“Dalla Chiesa la gente si aspettava cibo, vestiti, ma anche una parola di speranza. L’assistenza pastorale della gente è la nostra missione principale, soprattutto il fatto di guarire le ferite delle persone. Quasi l’80% degli Ucraini ha bisogno di un aiuto per superare i suoi traumi, psicologici, fisici e di altro tipo. Il nostro compito come Chiesa è aiutare a guarire le ferite della nostra Nazione”, ha affermato l’arcivescovo.

Il presule ha notato che se le Nazioni occidentali possono considerare questi problemi più adatti ai professionisti del settore sanitario, gli Ucraini tendono a diffidare degli psicologi. Al riguardo, ha ricordato l’uso di psicologi clinici ai tempi dell’Unione Sovietica per identificare e reprimere chi parlava contro il regime. “Quando la gente ha un problema, va innanzitutto da un sacerdote”, ha affermato.

Un grande ostacolo al fatto di offrire agli Ucraini assistenza pastorale è però il numero di sacerdoti a disposizione nella Nazione lacerata dalla guerra, che sta declinando. L’arcivescovo Visvaldas Kulbokas, anche lui presente alla conferenza, ha descritto i pochi sacerdoti che restano come “depressi e stanchi”.

È stato anche notato che ci sono delle zone dell’Ucraina che non hanno affatto sacerdoti attivi. Regioni come quelle occupate di Donetsk o Luhansk e parti della regione di Zaporizhzhia, un’area che insieme è più ampia della Croazia, non riescono a mantenere un unico sacerdote, visto che le forze russe continuano a fare di tutto per disperdere o arrestare i chierici della Chiesa Greco-Ortodossa Ucraina.

A novembre 2022 si sono verificati due arresti riguardanti sacerdoti di alto profilo, padre Ivan Levytsky e padre Bohdan Heleta. L’arcivescovo maggiore Shevchuk ha detto alla conferenza che non si è riusciti ad ottenere il loro rilascio nonostante continui sforzi per liberarli, e ha espresso il timore che vengano torturati.

Il presule ha quindi espresso la propria gratitudine per il generoso aiuto offerto da organizzazioni di tutto il mondo. Buona parte dei 10 milioni di dollari che hanno ricevuto viene da ACS. Shevchuk ha parlato di oltre 200 progetti, che hanno aiutato finora 15.000 persone.

Alcuni dei contributi più consistenti, ha indicato il primate, sono arrivati da Papa Francesco, che ha assunto un ruolo di mediatore tra gli ambasciatori ucraino e russo. Il Vaticano è stato fondamentale per assicurare il rilascio di molti prigionieri di guerra, fornendo liste di nomi all’ambasciata russa.

“Gli Ucraini criticano spesso chiunque abbia un rapporto con la Russia, ma siamo molto grati a Papa Francesco e alla Santa Sede per il fatto di essere a contatto con il lato russo, perché senza di questo non riusciremmo a salvare nessuno”, ha affermato Shevchuk.

Aiuto alla Chiesa che Soffre ha allestito una pagina web di facile navigazione per raccogliere donazioni dai fedeli e da chi sostiene gli sforzi dell’organizzazione per aiutare gli Ucraini intrappolati nelle zone di guerra.

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