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Caso Rupnik: ci sarà un processo

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i.Media per Aleteia - pubblicato il 22/02/23

I Gesuiti trovano credibili le accuse nei confronti del noto artista Marko Rupnik. Il processo che si aprirà potrebbe concludersi con la sua espulsione dalla Compagnia di Gesù

La Compagnia di Gesù ha annunciato l’apertura di un “procedimento interno” contro il sacerdote gesuita Marko Ivan Rupnik, famoso autore di mosaici sloveno accusato da varie persone di abusi sessuali e spirituali, e gli proibisce qualsiasi attività artistica pubblica.

La decisione è stata annunciata da padre Johan Verschueren, responsabile delle case gesuite internazionali a Roma – e quindi superiore di padre Rupnik – in un comunicato stampa pubblicato il 21 febbraio 2023 dopo un’indagine di più di due mesi realizzata da un’équipe predisposta dai Gesuiti.

La Compagnia di Gesù rende noto che i suoi consulenti hanno ricevuto “varie nuove testimonianze e denunce” su padre Rupnik. Le persone in questione “dicono di essere state abusate a livello spirituale, psicologico o sessuale” dal sacerdote.

Senza specificare la natura dei fatti, il rapporto considera il “grado di credibilità” delle affermazioni “molto elevato”. In particolare, si sottolinea che i fatti denunciati abbracciano un periodo di più di 30 anni – tra gli anni Ottanta e il 2018 – e sono stati confidati da persone che in molti casi “non si conoscono”.

Non è un processo penale

L’indagine considera che la natura di quanto addotto tende a “escludere una rilevanza penale” per la prescrizione dei fatti, ma è rilevante dal punto di vista del diritto canonico.

Nella prospettiva di questo procedimento, i Gesuiti proibiscono all’artista “qualsiasi esercizio artistico pubblico”, in particolare nelle strutture religiose. Il Gesuita sloveno dirige un laboratorio di mosaici a Roma, il Centro Aletti, in cui ha realizzato opere d’arte per chiese e santuari di tutto il mondo, come Lourdes, Aparecida, Fatima o il Vaticano.

Queste restrizioni si sommano a quelle già imposte: divieto di qualsiasi attività pubblica ministeriale e sacramentale, divieto di comunicazione pubblica, divieto di lasciare la regione Lazio.

I Gesuiti ricordano tuttavia “la competenza esclusiva” del Dicastero per la Dottrina della Fede (DDF) nel caso in cui la denuncia si riferisca a un crimine commesso contro il sacramento della Penitenza.

Nel dicembre scorso, il superiore dei Gesuiti, padre Arturo Sosa, ha rivelato che padre Rupnik era stato scomunicato dal DDF nel 2019 per atti di questo tipo, ma che la sanzione era stata sollevata perché aveva fatto penitenza.

Possibile espulsione dalla Compagnia di Gesù

La nota stampa spiega che padre Rupnik ha rifiutato di incontrare l’équipe di investigatori per affrontare le denunce, ma che le conclusioni dell’indagine sono state trasmesse sia a lui che ai denuncianti.

Il procedimento prevede poi che padre Johan Verschueren incontri il sacerdote sloveno, che avrà diritto di difesa. In base al diritto canonico, il superiore gesuita potrebbe imporgli nuove restrizioni ministeriali, obbligarlo a lasciare Roma e perfino avviare il “procedimento di espulsione dalla Compagnia di Gesù”.

Nel comunicato stampa, padre Verschueren afferma che le misure prese avranno l’obiettivo principale di evitare nuovi abusi in futuro, ringrazia i testimoni che hanno accettato di riferire la propria esperienza, “a volte con la sofferenza interiore di dover ritirar fuori molti episodi dolorosi” e li definisce “sopravvissuti”.

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