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Quell’abbraccio tra Papa Francesco e il bambino abusato

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VINCENZO PINTO / AFP

Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 28/05/15

Il pontefice incontra Meter, l'associazione di Don Di Noto che lotta contro la pedofilia

Con un abbraccio Papa Francesco ha accolto un bambino che ha subito abusi sessuali, all'udienza generale di oggi, 27 maggio, in piazza San Pietro. Particolarmente significativa, infatti, la presenza di una delegazione dell'associazione Meter, fondata nel 1986 da don Fortunato Di Noto per lottare contro la pedofilia e lo sfruttamento dei bambini (Avvenire, 27 maggio). 

«Ho fatto incontrare al Papa un bambino che ha subito abusi, in rappresentanza dei 1.300 da noi aiutati con l'associazione Meter: subito ho visto il suo volto rattristarsi, quindi il Pontefice ha fatto una carezza al bambino e gli ha dato la benedizione in fronte. Per noi questo è il segno più forte e gratificante di un impegno che deve continuare». Ha sintetizzato così l’incontro il fondatore di Meter all’agenzia ANSA.

"FRANCESCO CI INCORAGGIA"
«Per tutti noi l'accoglienza e la benedizione del Papa sono un incoraggiamento a proseguire nel nostro servizio», ha detto ancora il sacerdote all'Osservatore Romano (27 maggio). La parola “Meter", del resto, è di origine greca e significa «accoglienza, grembo» ma anche «protezione e accompagnamento». 

UN PEDOFILO NON PUO' ESSERE PIU’ PRETE
Pur ricordando l’esistenza di percorsi di riabilitazione, per il fondatore di Meter non ci sono molte alternative: «Chi si macchia di questi reati non può fare il prete. Non possiamo giocare con i termini, sono fatti gravissimi, ancora più se a commetterli sono sacerdoti. Se un padre che abusa del figlio perde la patria potestà, è chiaro che un prete non può continuare a svolgere il suo ministero». Sull'impegno in questo campo della Chiesa italiana, don Di Noto è in linea con il segretario della CEI, monsignor Nunzio Galantino, sul progetto di una Commissione nazionale sulla pedofilia, come tavolo di mediazione per affrontare i casi. «Può essere uno strumento in più – commenta – Il fenomeno non possono affrontarlo da soli i vescovi ordinari». 

UN ORGANISMO CHE VAGLIA GLI ABUSI
Una Commissione centrale «può essere importante per dare linee per la prevenzione, per l'aiuto alle vittime, e anche per la necessità di denunciare i fatti, la cui veridicità poi debba essere accertata». Oltre alla prevenzione degli abusi e all'attenzione alle vittime, don Di Noto mette in primo piano «le sanzioni, sia penali che canoniche, per chi ha responsabilità negli abusi».

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