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Francesco: ricordare la Shoah perché non si ripeta

Vatican Insider - pubblicato il 27/01/17

La Giornata della memoria che si celebra oggi per ricordare le vittime della Shoah è importante perché questa tragedia umana non si ripeta più. Lo ha detto il Papa ad una delegazione dello European Jewish Congress, ricevuta oggi, la quale, a sua volta, denuncia le minacce rappresentate al giorno d’oggi dall’antisemitismo e dal populismo.

L’udienza, a porte chiuse, si è svolta sotto forma di conversazione libera tra il Papa e la delegazione guidata dal presidente dell’organizzazione ebraica con sede a Bruxelles, Moshe Kantor. A riferire dei contenuti dell’incontro in un’intervista alla Radio vaticana è stato padre Norbert Hofmann, segretario della Commissione della Santa Sede per i Rapporti religiosi con l’Ebraismo. Il Papa, ha riferito il sacerdote tedesco, «ha cominciato il dialogo menzionando questa Giornata importante per gli ebrei, ma anche per noi, perché ricordare le vittime dell’Olocausto è importante perché questa tragedia umana non si ripeta più». Francesco «ha anche detto che nella sua famiglia, suo padre riceveva sempre degli ebre, quindi lui è cresciuto in un’atmosfera favorevole agli ebrei. Parlando della sua storia personale, ha detto che c’erano sempre ebrei che andavano a visitarlo e così, già da bambino, il nostro Papa ha imparato ad avere degli amici ebrei». L’incontro, più in generale, è stato «molto cordiale. Gli ebrei alla fine erano molto soddisfatti. E poi adesso tocca a noi intensificare la collaborazione con questa organizzazione ebraica».

Il presidente dell’European Jewish Congress, Moshe Kantor, da parte sua, «ha parlato dell’importanza dell’etica, dei valori cristiani ed ebrei che abbiamo in comune», ha detto ancora padre Hofmann. «Ha detto che nel nostro mondo vediamo tanti progressi, però anche una caduta dei valori morali ed etici. Quindi bisogna rinforzare questi valori che abbiamo in comune, ebrei e cristiani. E poi ha anche parlato dell’importanza dell’educazione e della famiglia. Il Papa era pienamente d’accordo con questi temi».

Mosh Kantor, ha riferito ieri il quotidiano britannico The Independent, prima di recarsi a Roma per incontrare il Papa è intervenuto al Parlamento europeo esprimendo la «profonda preoccupazione» per la crescita di un intollerante «populismo e isolazionismo che si registra nelle democrazie occidentali» e affermando: «La comunità ebraica in Europa è sotto attacco dall’estrema destra, dall’estrema sinistra e dagli islamisti radicali». Il presidente dello European Jewish Congress, ha riferito l’Independent, avrebbe parlato al Papa del fatto che «gli ebrei in Europa stanno soffrendo di un’ondata virulenta di anti-semitismo sullo sfondo di una crescita di un pericoloso estremismo politico che minaccia di dividere le società». 

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