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Bitcoin: nuovo oro o grande inganno?

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Antana | CC BY-SA 2.0

Aleš Žužek - pubblicato il 20/12/17

In molte parti del mondo la gente ha la febbre da Bitcoin, ma sarà il tempo a dire se possono essere una valuta per il futuro

In tutto il mondo, sempre più persone stanno comprando bitcoin e sognando grandi guadagni.

L’aumento del loro valore ha attirato gli hacker, che fanno irruzione nei portafogli digitali e rubano i bitcoin. Qualche giorno fa è stata fatta irruzione nel portafogli digitale di NiceHash, una compagnia con base in Slovenia, e sono stati rubati bitcoin per un valore di oltre 70 milioni di dollari. Si è detto che il furto è stato la frode più grande nella storia slovena.

NiceHash è il mercato principale per il mining delle valute digitali. Il mining si riferisce al fatto di ottenere bitcoin risolvendo algoritmi collegati alla transazione.

Nel 2010 un bitcoin valeva solo pochi centesimi…

Nel 2009, quando un uomo misterioso del Giappone, Satoshi Nakamoto, lanciò il primo programma di scambio di bitcoin, questi erano praticamente senza valore. Da allora il loro valore è aumentato con frequenti oscillazioni, e nel novembre scorso ha raggiunto il prezzo medio di oltre 700 dollari.

… mentre quest’anno il loro valore è aumentato fino a circa 20.000 dollari

L’autunno scorso, il valore dei bitcoin è aumentato enormemente. Nelle ultime settimane ha superato il limite magico di 10.000 dollari, arrivando qualche giorno fa a 17.000.

Chi ha comprato i bitcoin per pochi centesimi nel 2010 o qualche dollaro nel 2011 e li ha venduti al prezzo massimo è diventato milionario per questo rapido aumento. Anche chi ha comprato quelli di Nakamoto lo scorso anno e li ha venduti un anno dopo ha decuplicato la sua fortuna iniziale.

Come all’epoca della corsa all’oro, le storie sull’ottenere una ricchezza favolosa dalla mattina alla sera fondamentalmente dal nulla hanno attirato grandi folle, che comprano in modo massiccio bitcoin sperando di diventare anche loro presto milionari.

È la valuta del futuro?

L’atteggiamento nei confronti dei bitcoin e di altre criptovalute varia molto. Alcune persone entusiaste credono che i bitcoin siano la valuta del futuro che metterà da parte le valute tradizionali e porrà fine alla vita delle banconote.

Un’altra ragione per la quale molte persone sono entusiaste dei bitcoin e altre criptovalute è che il sistema bancario tradizionale non sarà più necessario.

Dall’altro lato, gli oppositori affermano che i bitcoin sono semplicemente un inganno e dovrebbero essere proibiti. Sarà il tempo, ovviamente, a dirlo, ma possiamo affermare con tranquillità che i bitcoin e altre criptovalute sono ancora lontane dall’accantonare il denaro “vero”.

Oro digitale? Beh, più investimenti speculativi digitali…

La domanda è se le criptovalute come i bitcoin siano una nuova forma d’oro per le giovani generazioni, una sorta di oro digitale. Forse, ma forse no. Se comprare oro è ancora un investimento solido e a lungo termine, i bitcoin sono lungi dall’esserlo per via delle forti oscillazioni a livello di valore e il futuro incerto.

Per ora i bitcoin sono più che altro un investimento speculativo, che alletta le persone che vogliono diventare ricche dal giorno alla notte. Vogliono comprare bitcoin sperando che il loro prezzo aumenterà, e venderli per ingenti somme di denaro. Se i bitcoin si riveleranno una bolla gigante eccessivamente gonfiata o una bolla che esploderà violentemente provocando rabbia in molti dei loro proprietari non sarà certo il primo caso.

Come la mania dei tulipani nel XVI secolo?

Si potrebbe effettuare un paragone con la “mania dei tulipani” del 1636 in Olanda, considerata in genere la prima bolla speculativa registrata. Nell’Olanda del XVII i tulipani divennero un importante status symbol, e col tempo il loro prezzo aumentò. Vennero introdotti i mercati dei futures, e i bulbi di tulipano rari divennero oggetto di speculazioni.

I bulbi di tulipani vennero venduti in anticipo anche se non erano ancora disponibili. I tulipani venivano commerciati da tutti i membri della società: nobili, cittadini, commercianti, servi e marinai… La gente vendeva case e terre per comprare tulipani, aspettando che il loro prezzo aumentasse. Un giorno, però, la bolla dei tulipani scoppiò e molti di coloro che li possedevano andarono istantaneamente in bancarotta.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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