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Il Regno di Cristo non è di questo mondo, ma cambia la persona in questo mondo

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Marcos Paulo Prado/Unsplash | CC0

padre Carlos Padilla - pubblicato il 02/11/20

Vorremmo che il dominio del male terminasse e che il bene trionfasse con la forza, ma Gesù ci dice “Non resistete al male”

Sulla croce, Gesù manifesta la sua… dipendenza. Gesù diventa dipendente dagli uomini fino alla morte. Nella Passione, Egli viene condotto senza opporre resistenza. Tace.

Il Suo regno non è davvero di questo mondo, ma proprio perché non è di questo mondo cambia l’uomo di questo mondo.

Su quella croce solitaria si manifesta la verità di Dio nella testimonianza dell’abbandono, nella dipendenza più assoluta, nell’impotenza più dolorosa. Sull’odio più estremo degli uomini, Gesù regna.

Regno

Egli è il Re nel servizio, nella donazione, nell’umiltà. Egli tace ed è Re, non comanda ed è Re, non viene soccorso, è abbandonato, ma è Re. Sembra un regno assurdo, impotente, irrisorio. Abbatte tutti i nostri schemi mentali.

Il regno di Gesù resta vivo ancora oggi grazie ai Suoi santi, nella testimonianza viva di chi si dona e ama. Il Suo potere è il servizio e la generosità fino all’estremo. Nell’impotenza umana, Gesù regna.

Il Suo regno è di pace e di verità. È il regno che Egli ci ha ordinato di estendere. Quanto ci costa capirlo!

Il Suo regno è un regno nel cuore dell’uomo, ma non è un regno nascosto: è stabile e fermo, solido ed eterno. Un regno che non si basa sui poteri materiali, perché il Suo potere è il servizio – e non si possono servire due signori. O Dio, o qualsiasi altra cosa.




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Quale regno serviamo?

A volte ci lasciamo trascinare dall’immaginazione vana del regno “potente”. Ci piacerebbe che il dominio del male terminasse e che il bene trionfasse con la forza. Gesù, però, ci dice: “Non resistete al male”.

Queste parole mi mettono in discussione. Mi commuovono. Mi fanno male. Resistere al male è proprio del mio cuore, che non vuole soffrire. Resistiamo al male che è violenza, oppressione, aggressività. Resistiamo a un male che schiavizza.

Ma com’è la nostra resistenza?

Gesù è l’unico Re che libera il cuore dalle sue schiavitù. Ma è un Re che non ci libera dal male, dalla croce, dal dolore. Non mette a tacere per magia le nostre sofferenze, per quanto possiamo chiedergli quella “magia”. Ma Lui ci rende forti quando accettiamo la croce con pace, fiducia in Lui e amore.

Quanto ci costa accettare la vita com’è, con le sue croci e le sue tenebre! Quanto ci costa tacere ed essere miti come agnelli!


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Il cammino del regno di Cristo

Gesù ci è mostrato la vita. Come si costruisce questo regno? Dicendogli di sì. Con le parole e con le azioni. Sì a cosa? A Lui! Al regno che Egli vuole.

Fino a quando daremo priorità al vano tentativo di distruggere i regni del male anziché donarci corpo e anima alla costruzione del regno di Cristo?

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