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La Madonna raccontata in 128 parole

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Marinella Bandini / Aleteia

Marinella Bandini - pubblicato il 09/12/20

Il Dizionario "Mariologia", dell'Editrice S. Paolo, ci fa entrare nel mistero di Maria portandola vicina a noi

“Maria può essere pienamente e veramente umana se non è una peccatrice?” La celebrazione dell’Immacolata Concezione di Maria – il suo essere preservata dal peccato fin dal concepimento – può dare adito a domande come questa. Non di rado, l’esaltazione di Maria e la sua singolarità ce la fanno percepire lontana dal nostro mondo. Tali interrogativi sono sempre più diffusi con l’affievolirsi di un’autentica esperienza cristiana. Essi sono, tuttavia, degni di essere presi in considerazione dalla mariologia, il settore della teologia cristiana che studia la figura di Maria. Rispondere a queste domande permette di avanzare nella ricerca sulla Madre di Gesù, ma anche di rendere la Madonna finalmente vicina.

Un dizionario

È il percorso che ci invita a fare il Dizionario di Mariologia (San Paolo, 2009), a cura di Stefano De Fiores, Salvatore M. Perrella, Valeria Ferrari Schiefer. A oltre dieci anni dalla sua pubblicazione, questa imponente opera (128 voci, 1.341 pagine) non ha perso la sua attualità. Essa offre una comprensione della figura di Maria accurata in termini di verità di fede e di prospettiva storico-salvifica, completata dalla dimensione antropologica.

La grazia che avvolge Maria dall’inizio non è una santità prefabbricata, data una volta per tutte e che la proteggerebbe dalle vicissitudini dell’esistenza. Sull’esempio del Figlio che cresceva “in sapienza, età e grazia”, Maria è stata condotta per tappe verso il pieno ottenimento del dono.

La persona di Maria

C’è una attenzione particolare alla persona di Maria. Maria è una persona reale, una “donna” che ha vissuto in un momento storico, in un popolo preciso – è “ebrea” e “figlia di Sion” – e che ha percorso un cammino di fede. Così, a fianco dei “titoli” della Vergine – Immacolata, Assunta -, si trovano voci dai campi della psicologia, della sociologia, dell’ecumenismo, della comunicazione, dell’arte, dell’etica. Maria continua a parlare all’uomo di oggi in tutte le dimensioni della sua vita.

Non è stata uno strumento passivo, un corpo semplicemente messo a disposizione di Dio. Il Verbo si è incarnato in lei come frutto della sua fede e del suo amore. Il fiat di Maria esprime l’impegno di tutto il suo essere al servizio del progetto di salvezza di Dio.

“Donna tra le donne”

Le voci del dizionario seguono una metodologia precisa: si parte dalla cultura contemporanea , si risale alla parola di Dio, si attraversa la tradizione ecclesiale per tornare all’oggi e presentare Maria in termini attuali e significativi. Da qui termini come “Asia” o “Africa” ma anche “accoglienza”, “bioetica”, “impegno sociale”, “persona/relazionalità”, “pace”. Ci sono “leggende”, “apparizioni” e alcuni dei santuari più noti (Guadalupe, Lourdes, Fatima, Loreto). Accanto a voci bibliche (“alleanza”, “magnificat”, “serva del Signore”) e teologiche (“cooperatrice di salvezza/mediatrice”, “Eucaristia”, “Chiesa”) ci sono voci come “arte/iconografia”, “teatro”, “comunicazione”.

Una considerazione a parte merita l’aspetto femminile. Dei 103 autori che hanno curato le varie voci, 22 sono donne. Una presenza importante e fortemente voluta dai curatori: queste teologhe fanno vedere che Maria è il vanto delle donne e modello delle donne. Essa non è “sola tra le donne” per i suoi privilegi, ma “donna tra le donne”, garante dell’amore di Dio per tutto il genere femminile. Per questo, entrano nel Dizionario anche voci come “amica” e “sorella”.

Se la libertà non è una posizione indeterminata di fronte all’alternativa di una scelta tra il bene e il male ma piuttosto una vocazione, da realizzare giorno dopo giorno (…) allora è possibile pensare a un essere umano che si nello stesso tempo pienamente libero e pienamente obbediente

Una umanità piena

Questo cammino di umanizzazione della figura di Maria è condiviso dalla mariologia contemporanea, senza dimenticare il “mistero” di Maria. La Madre di Gesù è senza dubbio una di noi, ha condiviso con noi la condizione umana, ma si distingue da noi per la santità immacolata e per la vocazione unica a partecipare al mistero della salvezza come Madre del Figlio di Dio.

L’Immacolata Concezione non è una prerogativa che confina Maria in uno “splendido isolamento”, ma la mette in relazione con un popolo e una storia (…); la mette in relazione con Dio Trinità che compie in lei e mediante lei la sua opera; in relazione con la Chiesa (…); in relazione con tutta l’umanità che può ritrovare, contemplando la figura di Maria, il cammino di una vita pienamente libera perché pienamente accolta e donata.

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