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Cosa dicono santi e studiosi su come rendere il mondo migliore?

SCHOLARS AND SAINTS

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Tom Hoopes - pubblicato il 19/06/21

Dio ha un progetto per cambiare le cose, e ciascuno di noi ha un ruolo

Dio ha un progetto per cambiare il mondo, e ciascuno di noi ha un ruolo in esso. Tutto quello che dobbiamo fare è vivere la vocazione di base di ogni cristiano: amare Gesù Cristo e Dio e amare i nostri fratelli come Gesù.

Sappiamo che Gesù ha detto: “In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Ecco come l’hanno proposto alcuni grandi santi e pensatori.

C.S. Lewis ha affermato che viviamo in una società di “possibili dèi e dee”.

“La persona più sciocca e meno interessante con cui parlate potrebbe essere un giorno una creatura che potreste essere fortemente tentati di adorare”, ha dichiarato nel suo saggio L’Onore della Gloria, “oppure fonte di orrore e corruzione come si trovano solo in un incubo. Tutto il giorno ci aiutiamo in qualche modo l’un l’altro a raggiungere una di queste destinazioni”.

Di fatto, “non ci sono persone ordinarie. Non avete mai parlato con un semplice mortale. Vicino al Santissimo Sacramento, il vostro prossimo è l’oggetto più santo che viene presentato ai vostri sensi”.

Viviamo circondati da icone di Cristo che aspettano che Lo serviamo attraverso di loro. Ciò vuol dire che la chiave per realizzare la volontà di Dio sulla Terra è amare il prossimo come noi stessi.

Iniziate ad amare voi stessi – perché anche voi siete un’icona di Cristo. Santa Teresa di Lisieux ha affermato che quando sentiamo di essere senza valore o che è impossibile amarci stiamo ascoltando i demoni.

“Vi rendete conto che Gesù è lì nel tabernacolo espressamente per voi – solo per voi? Arde dal desiderio di venire nel vostro cuore”, ha detto la santa. “Non ascoltate il demonio, ridetegli in faccia e andate senza paura dal Gesù della pace e dell’amore”.

San Giovanni Paolo II ha affermato che siamo grandi anche quando ci sentiamo piccoli. “ Di fronte all’immensità dell’universo, egli è ben piccola cosa; ma proprio questo contrasto fa emergere la sua grandezza: «Lo hai fatto poco meno degli angeli (ma si potrebbe tradurre anche: «poco meno di Dio»), di gloria e di onore lo hai coronato»”. E questo include anche voi.

Dio conta sulla vostra risposta.

San John Henry Newman ha sottolineato che, indipendentemente da chi siamo, Dio ha bisogno di noi nel suo progetto per raggiungere gli altri. “Dio mi ha creato per qualche servizio specifico. Mi ha affidato qualche opera che non poteva affidare ad altri. Ho la mia missione”, diceva. “Sono come l’anello di una catena, legato agli altri”.

Se questo vi spaventa, non lasciatevi andare alla paura.

Santa Edith Stein, la Carmelitana che ha preso il nome di Teresa Benedetta della Croce, pensava lo stesso, ma diceva di non preoccuparsi se finora la vostra vocazione sembra non essersi realizzata. “Quando scende la sera, si riguarda la giornata e si vede quanto siano state frammentarie le cose e quanto di ciò che si era programmato non sia stato fatto, e tutte le ragioni per cui bisogna essere imbarazzati e vergognarsi, prendete tutto esattamente com’è, mettetelo nelle mani di Dio e affidatelo a Lui”.

Più amate, anche in piccoli modi, più il mondo brilla.

Il vostro minimo servizio avrà risultati enormi. Le nostre piccole parole e i nostri gesti possono apportare grandi cambiamenti.

Ciascuno di noi sa per esperienza personale che le parole o le azioni che fanno male possono ferire per una vita intera, ma è ancor più vero che parole e azioni amorevoli possono cambiare la vita.

“Attorno a noi, basta aprire un giornale, – l’ho detto – vediamo che la presenza del male c’è, il Diavolo agisce”, ha detto Papa Francesco. “Ma vorrei dire a voce alta: Dio è più forte! Voi credete questo: che Dio è più forte? Ma lo diciamo insieme, lo diciamo insieme tutti: Dio è più forte!”

“La realtà a volte buia, segnata dal male, può cambiare, se noi per primi vi portiamo la luce del Vangelo soprattutto con la nostra vita”. “Se in uno stadio”, “in una notte buia, una persona accende una luce, si intravvede appena, ma se gli oltre settantamila spettatori accendono ciascuno la propria luce, lo stadio si illumina. Facciamo che la nostra vita sia una luce di Cristo; insieme porteremo la luce del Vangelo all’intera realtà”

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