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Il mese di Sant’Ignazio di Loyola e altri santi fondatori

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Bro. Jeffrey Pioquinto, S.J. | CC BY 2.0

Salvador Aragonés - pubblicato il 04/07/21

I santi di ogni giorno del mese di luglio

Nel mese di luglio spiccano i santi fondatori, tra cui Sant’Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù.

Non mancano neanche santi molto popolari, come Santa Maria Goretti, vergine e martire, e le due sante che hanno seguito Gesù, Maria Maddalena e Marta di Betania.

1° luglio: San Junípero Serra (1713-1784)

Frate francescano spagnolo nato a Petra (Maiorca), andò in missione in Messico. Dopo l’espulsione dei Gesuiti, spiccò per il suo lavoro nell’Alta California come fondatore delle missioni di San Diego, San Carlo, Sant’Antonio, San Francesco, San Bonaventura e altre. Difese gli indigeni di fronte al trattamento che ricevevano dai militari spagnoli nei territori conquistati, imparò le loro lingue e insegnò loro a coltivare la vita e a prendersi cura del bestiame, insegnando al contempo anche il catechismo. Per la sua opera in California, fra’ Junípero è stato omaggiato con una statua al Campidoglio (sede del potere legislativo) degli Stati Uniti, essendo considerato uno dei personaggi più illustri del Paese.

2 luglio: San Bernardino Realino (1530-1616)

Gesuita italiano, studiò Medicina e Giurisprudenza e si specializzò in Diritto Canonico e Civile. Entrò nei Gesuiti a 35 anni e venne destinato a Napoli e poi a Lecce, dove non venne accolto favorevolmente. Per la sua bontà e la sua predicazione, però, venne poi accettato, al punto che confessò tutta la città.

3 luglio: San Tommaso Apostolo (?-72)

Era un pescatore ebreo che ha seguito Gesù. L’aspetto più noto del santo è la sua incredulità di fronte alla Resurrezione del Signore. Fu lui a pronunciare la famosa frase “Mio Signore e mio Dio!” quando Gesù gli mostrò le ferite provocate dai chiodi alle mani e ai piedi e il costato aperto dicendogli: “Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto”. Portò il Vangelo in Oriente, arrivando in India. Subì il martirio nell’anno 72 a Calamina.

4 luglio: Santa Elisabetta del Portogallo (1270-1336)

Fu regina di Portogallo, figlia del re Pietro III d’Aragona. Venne promessa in sposa a Dionigi del Portogallo, un uomo violento, quando aveva appena 12 anni. A 20 ebbe il figlio Alfonso IV, che fu una croce per lei, perché praticò le stesse infedeltà di suo padre, ma non smise mai di amarlo. Elisabetta dovette prendersi cura dei figli illegittimi del marito. Fu una donna energica, tenace e dall’immensa bontà, e accompagnò il marito fino alla morte. Vedova, volle vestire l’abito delle Clarisse. Lavorò per la pace tra Castiglia e Portogallo.

5 luglio: Sant’Antonio Maria Zaccaria, sacerdote e fondatore (1502-1539)

WEB-SAINT-JUL 05-ANTHONY MARIA ZACCARIA © Arnaldolivel CC

Questo sacerdote italiano rimase orfano di padre poco dopo la nascita. La madre Antonietta lo formò nella fede e nella santità. Andò a Milano, dove fondò l’ordine dei Chierici Regolari di San Paolo in un momento in cui la Chiesa attraversava una fase di decadenza a causa della Riforma luterana. Nel 1535 fondò la congregazione delle Suore Angeliche di San Paolo, con attività apostolica in strade e ospedali, anche se poi divennero di clausura. Fondò anche i Laici di San Paolo.

6 luglio: Santa Maria Goretti, vergine e martire (1890-1902)

Maria Goretti era una bambina che a 11 anni si vide molestata da un giovane vicino, il 19enne Alessandro Serenelli, avido lettore di pornografia, che un giorno provò a violentarla. La bambina, volendo difendere la sua verginità, preferì la morte. Quando Maria era sola in casa, Serenelli cercò di stuprarla, e non riuscendoci le inflisse 14 coltellate. Maria morì dopo aver ricevuto la Comunione e l’unzione dei malati e aver perdonato il suo assassino. Serenelli venne condannato a 30 anni di carcere, e durante la sua prigionia vide che Maria lo proteggeva e cambiò vita. Scontata la pena, entrò come fratello tra i Francescani Cappuccini, dove morì amaramente pentito del suo crimine. La canonizzazione di Maria Goretti (1950) è stata una tra le più affollate della storia.

7 luglio: Beata suor María Romero Meneses (1902-(1977)

Religiosa salesiana nicaraguense, nacque a Granada. Poco dopo che le Figlie di Maria Ausiliatrice, di Don Bosco, erano arrivate nel suo Paese, si unì a questa congregazione religiosa. Lavorò nel Colegio de María Auxiliadora di Granada insegnando musica, piano, canto, disegno e pittura. Dopo i voti perpetui venne inviata in Costa Rica, che considerò la sua “seconda patria”. Spiccò per le sue opere sociali a favore dei bisognosi nei consultori medici, offrendo un servizio e farmaci gratuiti a chi non poteva pagare. Creò associazioni, servizi per i giovani, distribuiva cibo e costruì 70 abitazioni per i poveri.

7 luglio: San Firmino, vescovo (272-303)

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È noto in tutto il mondo perché è patrono di Pamplona, città spagnola celebre per la corsa dei tori per le strade della città. Fu primo vescovo di Pamplona, e lo fu anche di Amiens (Francia). Venne battezzato da San Saturnino e morì decapitato durante le persecuzioni di Diocleziano. Il luogo del Battesimo si conserva nel cosiddetto “Pocico de San Cernin”.

8 luglio: Sant’Isaia, profeta (765-695 a.C.)

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È stato il più grande dei profeti dell’Antico Testamento. Le sue profezie sono messianiche. Ebbe varie visioni, e in una di esse disse: “Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele”. In questo modo avvisava con sette secolo di anticipo della nascita di Gesù da Maria Vergine. Il libro di Isaia è il più lungo della Bibbia. Sembra che morì assassinato dal re Manasse.

9 luglio: Beata Maria Petkovic, fondatrice (1892-1966)

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Religiosa croata, fece parte del Terz’Ordine Francescano e in seguito fondò l’Istituto delle Figlie della Misericordia, dedite all’educazione delle ragazze. Sopportò molte avversità nella vita, ma fu costante nella preghiera e nel seguire le direttrici e i consigli dei vescovi e del Papa.

10 luglio: San Cristoforo, martire (III secolo)

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Il suo nome significa “portatore di Cristo”. La leggenda dice che un bambino gli chiese di prenderlo in braccio per attraversare il fiume. Cristoforo non conosceva il bambino, ma questi poi gli disse che era il Bambino Gesù. È patrono dei viaggiatori, dei guidatori e dei trasportatori.

Santa Felicita e i suoi sette figli, martiri (II secolo)

WEB-SAINT-JUL 10-FELICITE © Ago76 CC

All’epoca dell’imperatore Antonino, venne arrestata insieme ai suoi figli Felice, Filippo, Vitale, Marziale, Alessandro, Silvano e Gennaro, accusati ingiustamente di aver insultato gli dèi pagani. Furono incarcerati, e passando per il tribunale venne chiesto a ciascuno di loro di adorare gli dèi pagani. I figli rifiutarono a uno a uno, rimasero saldi nella fede e subirono il martirio. Quattro mesi dopo toccò alla madre Felicita, anche lei martirizzata.

11 luglio: San Benedetto da Norcia, fondatore (480-547)

Dopo essersi dedicato allo studio della filosofia e della retorica, si ritirò per vivere in modo austero e ascetico. A 20 anni si ritirò sul monte Subiaco, vivendo in una grotta. Creò una comunità di monaci che conducevano una vita rigorosa. Fondò poi il primo monastero sul monte Cassino nel 529, e lì scrisse la sua Regola, diffusa in tutto il mondo, motivo per il quale è stato proclamato patriarca del monachesimo occidentale. La sua vita si basò sul lavoro e sulla preghiera, e a volte andava nei villaggi con i suoi monaci a predicare. Era gemello di Santa Scolastica, che morì qualche giorno prima di lui. Fu un grande esorcista, ed è patrono d’Europa.

12 luglio: San Giovanni Gualberto, fondatore (985-1073)

Nacque a Firenze in una famiglia molto agiata. Suo fratello venne assassinato. Un Venerdì Santo Giovanni camminava con dei suoi amici militari, e in un vicolo incontrò l’assassino di suo fratello. Era disposto a ucciderlo, ma l’uomo si inginocchiò con le braccia in croce e gli chiese perdono: “Giovanni”, gli disse, “oggi è Venerdì Santo. Per Cristo che è morto per noi sulla croce, risparmiami la vita”. Giovanni lo perdonò e lo abbracciò. Lasciò i suoi titoli e le armi e andò al convento dei Benedettini. Lì vide come si praticava la simonia, comprando e vendendo titoli ecclesiastici. Abbandonò il convento e andò a Vallombrosa per vivere la Regola di San Benedetto come l’aveva vissuta il santo. Si circondò di monaci e fondò molti monasteri, convertendo tanti uomini che abbandonarono vizi e vita dissoluta.

13 luglio: Sant’Enrico, imperatore (972-1024)

Nipote di Carlo Magno, fu un grande apostolo della pace. Figlio dei duchi di Baviera, promosse le opere del Papa e collaborò con i monaci di Cluny. Si dedicò alle lettere in un periodo oscuro per la Chiesa per via della corruzione e della vendita di titoli ecclesiastici. Successe a Ottone III come imperatore del Sacro Romano Impero Germanico. Governò più col perdono che con il castigo, e preferì il bene dei suoi sudditi al proprio.

Santa Teresa de Jesús de los Andes (1900-1920)

TERESA DE LOS ANDES

Prima santa cilena, la religiosa e Carmelitana scalza nacque in una famiglia ricca di Santiago del Cile. A 14 anni decise di consacrarsi come religiosa carmelitana, e a 18 entrò nel monastero dello Spirito Santo delle Carmelitane Scalze de los Andes. Dopo un anno in convento, morì di tifo e difterite. Sapeva che sarebbe morta giovane, e lo accettò con gioia, serenità e fiducia. Soffrì per non poche tribolazioni interiori e anche per dolori molto forti provocati dalla malattia. Undici mesi furono sufficienti per consumare la sua vita totalmente unita a Cristo.

14 luglio: San Camillo de Lellis, fondatore e patrono dei malati (1550-1614)

CAMILLE LELLIS

Nato in Italia, suo padre era militare nell’esercito spagnolo. Si preparava per fare il soldato quando, già orfano di madre, perse anche il padre. Un’ulcera purulenta alla caviglia lo costrinse ad andare all’ospedale di San Giacomo degli Incurabili a Roma, dove constatò lo stato di abbandono in cui versavano i malati. Venne accolto dai Cappuccini di San Giovanni Rotondo e la sua piaga si estese alla gamba. Studiò e si ordinò come sacerdote. Con un gruppo di amici si dedicò ai malati e fondò l’ordine religioso chiamato dei Camilliani, dediti agli ospedali.

15 luglio: San Bonaventura, vescovo e dottore della Chiesa (1221-1274)

È chiamato “Dottore Serafico” per la sua saggezza e l’abito francescano. Si chiamava Bonaventura perché da bambino era malato e sua madre lo aveva portato da San Francesco, che lo aveva guarito e gli aveva detto “Buona ventura!” È uno dei grandi saggi della Chiesa, contemporaneo del domenicano San Tommaso d’Aquino. Fu Superiore Generale dei Francescani e venne creato cardinale. Un giorno fra’ Gil, uno dei fratelli laici più umili, gli chiese: “Padre Bonaventura, un povero ignorante come me potrà mai un giorno essere vicino a Dio come Sua Eccellenza, che è così estremamente saggio?” Il grande saggio rispose: “Mio caro fra’ Gil, se una povera vecchietta ignorante ha più amore per Dio di fra’ Bonaventura, sarà più vicina a Dio nell’eternità rispetto a San Bonaventura”.

16 luglio: festa della Madonna del Carmelo

Carmen Orotava

Il suo nome deriva dal profeta Elia, perché offrì molti sacrifici sul Monte Carmelo per porre fine a una grande siccità. Il luogo rimase come sacro, e la gente vi accorreva a pregare di generazione in generazione, e dopo la Redenzione vi si stabilirono vari eremiti, che col tempo ricevettero il nome di Carmelitani. Così nacque quindi l’Ordine Carmelitano, sia di uomini che di donne, la cui grande riformatrice fu Santa Teresa. La Vergine viene per questo rappresentata con l’abito carmelitano e con lo scapolare. È una tradizione (l’apparizione della Madonna del Carmelo a Simone Stock nel 1251) portare lo scapolare del Carmelo, perché la Madonna ha promesso che chi muore con lo scapolare non soffrirà il fuoco eterno. È patrono dei marinai e dei pescatori.

17 luglio: Beata Maddalena degli Albrizzi, vergine (1415-1465)

Nobile italiana, alla morte dei genitori si ritirò nel convento di Santa Margherita a Como, che accoglieva le figlie dei nobili. Un giorno in portineria sentì una voce che le disse: “Maddalena, vai a Brunate, è lì che devi ritirarti”. E così fece. Il nuovo convento era quasi vuoto, ma al suo arrivo iniziarono a fiorire nuove vocazioni, e seguì l’Ordine delle Eremite di Sant’Agostino. Spiccò per il suo spirito di preghiera e penitenza.

18 luglio: Sant’Arsenio, monaco (354-445)

ARSENIUS

È stato uno dei monaci più famosi dell’antichità, al punto che la gente andava da lui per ascoltarne i consigli. Formò i due figli dell’imperatore Teodosio. Un giorno, in una crisi spirituale, Arsenio nella sua preghiera sentì una voce che diceva: “Allontanati dalla gente e ritirati in solitudine”.

19 luglio: Sante Giusta e Rufina, vergini e martiri (268 e 270-287)

Sono due sante sivigliane che facevano parte della comunità cristiana di Hispalis (Siviglia), e vivevano in quello che oggi è il quartiere di Triana. All’epoca, le donne dell’alta società partecipavano ai riti della dea siriaca Salambó, rappresentata da una statua di creta. Giusta e Rufina si incaricavano della loro attività di ceramiste quando passò la processione della dea. Delle donne chiesero un’elemosina per la dea, ma le due la rifiutarono dicendo: “Noi rendiamo culto a Dio, non a questo idolo fabbricato, che non ha occhi, né mani, né vita propria”. Aggiunsero che avrebbero dato del denaro solo alle persone che avevano qualche necessità. Per questo vennero rinchiuse e torturate perché abbandonassero la fede cristiana. Non vollero, e il prefetto le incarcerò fino a farle morire.

20 luglio: festa del Divino Bambin Gesù di Praga

La festa del Bambino Gesù di Praga è stata iniziata dal sacerdote salesiano padre Giovanni Rizzo in Italia. Il salesiano padre Raúl Rojas estese questa devozione al quartiere “20 se Julio” di Bogotà (Colombia). A padre Rojas venne affidata la costruzione di un tempio insieme ad altri Salesiani, ma per la sua timidezza non volle chiedere l’elemosina. Ricevette i rimproveri dei suoi superiori, e andò a pregare davanti a Maria Ausiliatrice che porta il Bambino Gesù tra le braccia. Il bambino le disse: “Tranquillo, domani ti accompagnerò, andremo insieme e raccoglieremo l’elemosina che serve per il tempio”.

21 luglio: San Lorenzo da Brindisi, Dottore (1559-1619)

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Frate francescano cappuccino, è stato forse il predicatore più famoso dei Cappuccini. Nato a Brindisi, aveva una grande memoria, parlava sei lingue e aveva una straordinaria capacità comunicativa. Molti, sentendolo, piangevano per l’emozione. Fu superiore mondiale dei Cappuccini e girò per molti Paesi esortando i frati ad essere migliori. Il Papa lo mandò in Cecoslovacchia e in Germania, ma i Turchi invasero la zona e cercarono di eliminare ogni traccia di cattolicesimo. Il Papa lo inviò anche come proprio legato in molti Paesi.

22 luglio: Santa Maria Maddalena (I secolo)

I Vangeli parlano di tre Maria che vengono identificate con Maria Maddalena: la peccatrice, una delle donne che seguono il Signore e la sorella di Lazzaro e Marta. Papa Francesco ha voluto che il 22 luglio fosse liturgicamente festa in tutto il mondo e solennità liturgica, rivendicando questa donna come colei che annuncia il Vangelo nel contesto della nuova evangelizzazione. Fu la donna a cui Gesù perdonò il peccato di adulterio, quella con cui la Vergine Maria pianse ai piedi di Gesù in casa del fariseo Simone e “l’altra Maria” che accompagnava il Signore. Dopo la Resurrezione andò a vivere a Efeso con la Vergine Maria e San Giovanni Evangelista.

23 luglio: Santa Brigida di Svezia, fondatrice e patrona d’Europa (1303-1373)

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È stata una religiosa svedese, mistica, scrittrice e teologa. È la santa patrona di Svezia, delle vedove e uno dei patroni d’Europa. Proveniente da una famiglia di giudici e orfana di madre a 10 anni, venne data in sposa a 13 anni a un giudice dal quale ebbe otto figli, tra cui Caterina di Svezia. Con il maritò realizzò vari pellegrinaggi, ad esempio a Santiago de Compostela. Il marito poi si ammalò, e Brigida rimase vedova. Distribuì i suoi beni tra gli eredi e i poveri. Voleva avere il permesso del Papa per fondare un ordine religioso, e per questo andò a Roma. I Papi vivevano allora ad Avignone (Francia). Brigida constatò il decadimento spirituale di Roma. Nel 1368 Papa Urbano V tornò a Roma e approvò la sua regola. Brigida andò in Terra Santa, e al ritorno a Roma morì santamente nell’attuale Piazza Farnese. Nella sua vita ebbe varie apparizioni.

24 luglio: San Charbel Makhlouf, presbitero maronita (1828-1898)

Sacerdote libanese maronita, era figlio di contadini. A 23 anni entrò nel monastero maronita

di Nostra Signora di Mayfouk. Sua madre non voleva e andò a cercarlo in monastero, ma vedendolo felice comprese la vocazione di suo figlio, al quale disse che se non fosse stato un buon religioso sarebbe tornato a casa. In Charbel si risvegliò la vocazione eremitica, e si ritirò nell’eremo di San Pietro e San Paolo. Dormiva a terra e mangiava solo una volta al giorno. Fu un grande amante dell’Eucaristia e della Santissima Vergine. È patrono di quanti soffrono nel corpo e nell’anima.

25 luglio: San Giacomo il Maggiore, apostolo, patrono di Spagna (5 a.C. -44)

Era il figlio maggiore di Zebedeo e fratello di San Giovanni Evangelista. Originario di Betsaida, si dedicava alla pesca con il padre e il fratello. Il suo vero nome era Jacob, Jacobus in latino, e fece parte dei Dodici Apostoli. Col tempo, divenne uno degli Apostoli prediletti da Gesù insieme a San Pietro e San Giovanni, perché li portava con sé negli eventi importanti, come nell’orto del Getsemani, alla Trasfigurazione, ecc.. Venne chiamato “Figlio del Tuono”. Dopo la Resurrezione di Cristo, venne inviato a diffondere il Vangelo nelle terre d’Occidente, arrivando in Galizia. Secondo la tradizione, fece discepoli e gli apparve la Virgen del Pilar a Cesaraugusta (ogggi Saragozza), verso l’anno 40.

26 luglio: Santi Gioacchino e Anna, genitori di Maria Santissima (I secolo)

Secondo un’antica tradizione del II secolo, sono i genitori della Vergine Maria. Sono i patroni di tutti i nonni perché erano i nonni di Gesù, figlio di Maria. La Sacra Scrittura non dice nulla dei genitori della Madonna, e tutto si sa grazie alla tradizione e al vangelo apocrifo di Giacomo. Secondo queste fonti, Gioacchino era galileo e sposò Anna, nata a Betlemme, quando questa aveva 24 anni. Vissero a Nazaret, dove nacque la figlia Maria.

27 luglio: Beata Maria Maddalena Martinengo, vergine (1687-1737)

Religiosa italiana, entrò nel convento delle Francescane Cappuccine di Santa Maria della Neve a Brescia a 18 anni. Dio la dotò di speciali esperienze mistiche e del dono di operare miracoli. Aveva una speciale devozione per la coronazione di spine.

28 luglio: Beato Stanley Rother, presbitero e martire (1935-1981)

Father Stanley Rother

È stato il primo martire degli Stati Uniti. Missionario in Nicaragua e traduttore della Bibbia nella lingua zutuhil, venne assassinato da uno squadrone di estrema destra e da elementi dell’esercito del Guatemala. In quello stesso giorno, i soldati guatemaltechi, sostenuti dagli Statunitensi, uccisero 13 persone. È stato beatificato in Oklahoma da Papa Francesco.

29 luglio: Santa Marta di Betania, vergine (?-84)

Viveva a Betania, alla periferia di Gerusalemme, con la sorella Maria e il fratello Lazzaro, che Gesù risuscitò dai morti. Secondo i Vangeli, Marta ospitò Gesù in casa sua e Lo testimoniò quando disse: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo”. È patrona delle casalinghe, delle cuoche, degli albergatori, della casa e delle suore della carità.

30 luglio: Santa María de Jesús Sacramentado Venegas (1868-1959)

SANTA MARIA DE JESUS SACRAMENTADO

È stata la prima santa messicana. Dopo degli Esercizi Spirituali, fece parte delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù, che si prendevano cura dei malati nell’Ospedale del Sacro Cuore. Trattò i malati con l’immensa carità che otteneva dal Cuore di Gesù. Scrisse le costituzioni dellla congregazione e ne fu superiora generale.

31 luglio: Sant’Ignazio di Loyola, presbitero e fondatore (1491-1556)

SAN IGNACIO DE LOYOLA

Fu un militare spagnolo che dopo essere stato ferito in una battaglia a Pamplona lesse molti libri spirituali e cambiò vita. Fondò la Compagnia di Gesù, della quale fu il primo generale. Presto ebbe molti seguaci e si distinse per la sua assoluta obbedienza al Papa, creando il quarto voto, quello dell’obbedienza al Pontefice. Scrisse gli Esercizi Spirituali, che ebbero un’enorme ripercussione sulla spiritualità del suo tempo, che continua ancora oggi. Andò a Roma, ma prima passò a Montserrat e Manresa, e poi si diresse in Terra Santa. Studiò a Parigi con Pietro Fabre e Francesco Saverio. A Roma impartì Esercizi Spirituali e ricevette critiche da parte di alti dignitari, ma portò avanti il suo cammino di povertà e obbedienza al Papa. Venne canonizzato insieme a Francesco Saverio, Filippo Neri, Teresa di Gesù e Isidoro l’Agricoltore nel 1622. È uno dei più grandi santi della Chiesa cattolica.

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