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Spiritualità
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Quando un bacio diventa preghiera

GIRL, KISS, CROSS

Sarah Robsdottir - pubblicato il 13/08/21

Nei momenti in cui la vita ci lascia senza parole o semplicemente stanchi, la preghiera può essere semplice quanto un bacio al crocifisso

Una sera mi sono seduta sul divano per cercare di recitare il Rosario, ma ero talmente stanca per aver trascorso la giornata prendendomi cura dei miei sette figli che ho baciato il minuscolo crocifisso e mi sono goduta un momento di silenzio. Ero stanca perfino per recitare un’Ave Maria.

Mio marito è entrato in soggiorno e ha detto: “So che vuoi parlare, ma sono esausto”.

Io ho risposto: “Non c’è problema. Ho appena detto la stessa cosa a Gesù”.

Quando stavo scivolando nel sonno, ho riflettuto su un viale familiare e alberato che ho percorso innumerevoli volte con mio marito in questi vent’anni. Notti scure in cui siamo rimasti mano nella mano per chilometri senza dire una parola. Dopo tanti anni di matrimonio, ho trovato riposo nel nostro stile di comunicazione discreto e spesso silenzioso – conversazioni basate sul nulla.

La forza del silenzio

Quando due persone si conoscono bene, non hanno bisogno di parlare. Almeno non sempre. Spesso possono rimanere semplicemente una accanto all’altra. E allora, perché le cose dovrebbero essere diverse con il mio Unico e Vero Coniuge?

Il cardinale Robert Sarah valorizza talmente il tempo di silenzio con Nostro Signore da aver scritto un intero libro sull’argomento – La Forza del Silenzio –, in cui si riferisce al rumore costante della nostra cultura come a una forma di dittatura. Osserva: “Attraverso il silenzio, torniamo alla nostra origine celeste, dove non c’è altro che calma, pace, riposo, contemplazione silenziosa e adorazione del volto radioso di Dio”.

Papa Francesco ha pronunciato di recente un discorso sulla preghiera contemplativa. Ha citato il Curato d’Ars, che ha detto: “Guardo Lui e Lui guarda me… la preghiera non ha bisogno di tante parole. Uno sguardo è sufficiente”.

La fede è anche fisica

Tutti questi sentimenti richiamano le osservazioni di San Giovanni sull’incarnazione: “Il Verbo si è fatto carne e ha posto la Sua dimora in mezzo a noi”. Il versetto ci ricorda anche che Cristo è venuto per stare con noi in un corpo, che la nostra fede è fisica, non solo intellettuale o il popolare “spirituale, ma non religioso”. E questo aspetto fisico può essere estremamente utile. È per questo che noi cattolici costruiamo belle chiese piene di statue e vetrate.

È per questo che nuvole di incenso solleticano i nostri sensi quando ci inginocchiamo davanti ad altari di pietra mentre veniamo irrorati con l’acqua benedetta.

Facendo il segno della croce, offriamo una preghiera fisica, invocando la Santissima Trinità. E quando la vita ci lascia senza parole o semplicemente stanchi, la preghiera può essere semplice quanto inginocchiarci all’ombra del nostro Amato o guardare il crocifisso, offrendo un piccolo bacio.

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