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Come San Tommaso Apostolo è diventato patrono dell’Afghanistan

THOMAS THE APOSTLE

Zvonimir Atletic | Shutterstock

Philip Kosloski - pubblicato il 19/08/21

E perché l'Afghanistan è stato consacrato a Nostra Signora di Fatima?

San Tommaso Apostolo è il patrono dell’Afghanistan. Ma perché i cristiani di un Paese a maggioranza musulmana lo hanno preso come protettore? Cerchiamo di spiegarlo.

Il Nuovo Testamento non riferisce le vicende complete dell’apostolo San Tommaso dopo la Resurrezione di Gesù. Egli appare per l’ultima volta nel Vangelo di Giovanni. In seguito, i resoconti ufficiali della Bibbia non lo menzionano più.

La tradizione locale e la letteratura antica affermano che San Tommaso si recò in India per predicare.

Ciò ha fatto sì che varie località della regione si associassero a lui, visto che l’India rappresentava molti luoghi del mondo antico.

L’Enciclopedia Cattolica spiega il racconto tradizionale delle vicende di San Tommaso e il suo legame con un re che ha governato l’Afghanistan:

“Arrivando in India, Tommaso si impegnò a costruire un palazzo per il re Gundafor, ma spese il denaro che gli era stato affidato per i poveri. Gundafor lo imprigionò, ma l’apostolo fuggì miracolosamente e Gundafor venne convertito. È sicuramente un fatto notevole che verso l’anno 46 un re stesse regnando su quella parte dell’Asia a sud dell’Himalaya ora rappresentata dall’Afghanistan. Lo sappiamo grazie alla scoperta di monete, alcune con iscrizioni greche, altre di tipo indiano con iscrizioni in un dialetto indiano. Nonostante le differenze, l’identificazione del nome con il Gundafor degli Acta Thomae è inconfondibile e difficilmente contestata”.

Per via della possibile presenza di San Tommaso Apostolo in quella regione, è diventato il santo patrono dell’Afghanistan.

Nostra Signora di Fatima e l’Afghanistan

Nel 2017, l’unica chiesa cattolica dell’Afghanistan ha consacrato il Paese musulmano alla Madonna. Come mai?

Ufficialmente in Afghanistan non c’è alcun nativo cattolico, anche se a Kabul nel 1933 è stata istituita una cappella presso l’ambasciata italiana.

La cappella serve gli stranieri cattolici che risiedono in città, ma rappresenta anche una forte presenza spirituale nel Paese, pregando per la pace.

Nel 2017, padre Giovanni Scalese, cappellano della cappella di Nostra Signora della Divina Provvidenza di Kabul, ha ospitato la cerimonia di consacrazione in cui ha posto tutto l’Afghanistan sotto la protezione di Nostra Signora di Fatima e del suo Cuore Immacolato.

Secondo AsiaNews, lo ha fatto perché “si direbbe che la situazione vada via via deteriorandosi. Ecco quindi l’idea di rivolgersi al Cielo, come ultima spiaggia. Quest’anno è il centenario di Fatima, oggi è l’anniversario dell’ultima apparizione: perché non consacrarci (come individui e come comunità cristiana) e consacrare questo Paese al Cuore Immacolato di Maria?”

Il sacerdote credeva davvero che visto che tutti gli interventi militari erano falliti in Afghanistan la preghiera fosse l’ultima risorsa per invertire il corso degli eventi.

“Il ricordo della consacrazione della Russia, pochi anni prima della caduta del muro di Berlino e alla fine dell’Unione Sovietica: ‘Se [essa] ha portato alla fine del comunismo, la consacrazione dell’Afghanistan non potrebbe riportare un po’ di pace a questo martoriato Paese?’”

Nelle sue apparizioni a Fatima, Nostra Signora ha spiegato ai bambini come gli atti di consacrazione possano portare la pace.

La Madonna ha esortato soprattutto a recitare il Rosario e ha promesso che alla fine il suo Cuore Immacolato avrebbe trionfato.

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